Liguria Sib-Confcommercio

Rifiuti spiaggiati, gravi disagi per i balneari liguri

Schivo (Sib): ''La rimozione dei detriti sulla spiaggia di Alassio costerà 200 mila euro''.

A oltre una settimana dalle mareggiate che hanno colpito il ponente ligure, tiene ancora banco il caso dello smaltimento dei rifiuti. «Lo smaltimento dei detriti finiti sulla spiaggia di Alassio è un’operazione che deve essere ben organizzata, con costi che si aggirano sui 200 mila euro», sottolinea Ernesto Schivo, presidente dei Bagni Marini della Baia del Sole, intervenuto nuovamente sul caso dei rifiuti vegetali che si sono depositati sul litorale dopo le mareggiate della settimana scorsa.

Entrando nel dettaglio dell’argomento rifiuti, secondo Schivo «le possibilità di smaltimento sono sostanzialmente due: i detriti debbono essere conferiti in discarica o bruciare i materiali spiaggiati. Lo smaltimento in discarica richiede intanto il posizionamento di opportuni mezzi (gli scarrabili) da riempire con i materiali raccolti, quindi prevede il trasporto in discarica e il costo dello smaltimento nella stessa. Stranamente i costi di trasporto e di discarica sono in queste ultime due settimane lievitati in modo particolarmente elevato (il costo di discarica che poco prima si aggirava sui 40/60 euro a tonnellata è passato a 100/150, il costo del trasporto è aumentato del 50% nella maggior parte dei casi). Considerato che il detrito spiaggiato deve essere conteggiato come metro cubo stero (ovvero le dimensioni delle cataste devono tener conto degli spazi vuoti) possiamo affermare che sulle spiagge di Alassio ci sono come minimo un migliaio di metri cubi di detriti, da cui ne deriva che ci sono almeno almeno un migliaio di tonnellate da smaltire, il che vuol dire in termini economici un costo totale di discarica e trasporto almeno di 200 mila euro, considerando che la mano d’opera viene fornita dai concessionari medesimi, altrimenti il costo raddoppierebbe».

Lo stesso Schivo ricorda che «nei tratti che non competono ai concessionari, come per esempio le scogliere subito prima del porto, i materiali che non verranno raccolti sicuramente alla prossima mareggiata saranno portati là dove le spiagge saranno pulite. Fatte queste premesse, è evidente che per poter procedere a una pulizia quanto meno decente non si possa organizzare tutto in poco tempo. Ma è anche evidente che i concessionari non debbano essere vessati da costi che non dipendono da loro, ma da leggi scellerate che con le più svariate ecoscuse fantasiose sino a ieri hanno impedito di pulire i corsi d’acqua, come invece si faceva in passato, creando situazioni di danno che prima non c’erano. A questo va aggiunta la beffa che, partendo dalla considerazione che il comune di Alassio non è considerato un comune alluvionato, non viene dichiarato lo stato di calamità e quindi non si può neppure pensare a uno smaltimento tramite incenerimento in loco (ovviamente con tutte le opportune precauzioni) e men che meno a ottenere qualche soldo di rimborso».

Con queste premesse, anzi nonostante queste premesse – conclude Schivo – posso garantire che i concessionari balneari faranno senz’altro la loro parte, sperando che almeno non ci vengano messi bastoni burocratici tra le ruote».

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