Liguria

Ricostruzione strutture balneari per maltempo, braccio di ferro in tribunale

Un concessionario di Sarzana aveva sostituito alcuni manufatti abbattuti dal maltempo dello scorso agosto, ma il Comune ne ha ordinato la demolizione.

Aveva ricostruito alcune strutture distrutte da una tromba d’aria in pieno agosto, ma il Comune le aveva ritenute irregolari, ordinandone la demolizione. È la disavventura capitata a uno stabilimento balneare di Marinella, “La Tramontana” di Fabio Garbati, su cui il Tar della Liguria dovrà esprimersi il mese prossimo. Nei giorni scorsi, rende noto il quotidiano La Nazione, il giudice Luca Morbelli ha accolto l’istanza di misure cautelari, sospendendo l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione dei manufatti e fissando la trattazione collegiale in camera di consiglio per il 10 maggio alle ore 9.30.

Lo scorso 18 agosto sulle coste della Liguria si era abbattuta una violenta ondata di maltempo che aveva provocato due morti, venti sfollati e decine di edifici distrutti, soprattutto fra gli stabilimenti balneari. Tra questi il lido “La Tramontana” di Marinella di Sarzana, che per poter terminare la stagione, aveva proceduto alla ricostruzione di alcuni manufatti in sostituzione di quelli spazzati via dalle raffiche di vento. Ma il Comune di Sarzana, dopo i rilevamenti effettuati dalla guardia di finanza, aveva recapitato al concessionario un’ordinanza di demolizione delle nuove strutture realizzate. Da quel momento è iniziato un braccio di ferro sul quale i giudici dovranno esprimersi a breve.

L’avvocato Alberto Antognetti, difensore dello stabilimento “La Tramontana”, sta cercando di dimostrare la piena regolarità dell’azione del suo assistito, motivandola con la necessità di sostituire rapidamente le strutture abbattute dall’evento naturale per poter continuare a garantire il servizio ai turisti, mentre secondo il Comune di Sarzana, il concessionario per poter ricostruire doveva prima richiedere un’autorizzazione. Se i giudici daranno ragione al Comune, il titolare del lido dovrà rimuovere le strutture a pochi giorni dall’avvio della prossima stagione estiva, e rimarrebbe così privo dei bagni pubblici e dei chioschi per la somministrazione di alimenti e bevande, subendo un grave danno economico.

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