Norme e sentenze

Ricorsi contro balneari, tutti i concessionari devono poter partecipare al giudizio

Lo ha affermato il Tar Toscana con l'ordinanza n. 338/2021

Le società Baia Calma e Man srl si sono rivolte al Tar della Toscana, impugnando una serie di atti emanati dal Comune di Piombino e dalla Regione Toscana in relazione all’estensione al 31 dicembre 2033 della durata delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative.

Più in particolare, le società ricorrenti hanno domandato ai giudici amministrativi fiorentini l’annullamento dei seguenti atti e provvedimenti:

  • determina del dirigente dell’ufficio ambiente del Comune n. 408 del 21 maggio 2020, con la quale è stata data esecuzione alle disposizioni legislative (art. 1, commi 682, 683 e 684, legge n. 145/2018) che hanno esteso la durata delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative fino al 31 dicembre 2033;
  • delibera della giunta regionale toscana n. 711 del 27 maggio 2019;
  • determina del dirigente dell’ufficio ambiente del Comune n. 1249 del 21 dicembre 2020, avente a oggetto l’approvazione della circolare “Estensione interinale delle concessioni demaniali in scadenza al 31/12/2020”;
  • deliberazione della giunta regionale toscana n. 1587 del 14 dicembre 2020, pubblicata sul Burt del 30 dicembre 2020, avente a oggetto l’approvazione della circolare “Concessioni demaniali marittime, fluviali e lacuali. Indicazioni in merito all’applicazione della legge 30 dicembre 2018, n. 145 a seguito dell’approvazione dell’articolo 182, comma 2, del D.L. 19 maggio 2020 n. 34 e dell’articolo 100, comma 1, del D.L. 104 del 14 agosto 2020”;
  • circolare di cui all’allegato A della DGRT n. 1587/2020;
  • ogni altro atto e/o provvedimento del Comune che possa disporre variazioni di durata delle concessioni demaniali tali da eludere l’obbligo di assegnazione attraverso procedure a evidenza pubblica, in violazione dei principi sovraordinati eurounitari e delle norme di recepimento emanate dal legislatore interno, nonché eventuali proroghe medio tempore disposte delle concessioni scadute o in scadenza al 31 dicembre 2020.

Le ricorrenti hanno, altresì, domandato al Tar:

  • l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo del Comune di divieto di proroga delle concessioni demaniali marittime scadute o scadenti al 31 dicembre 2020, con conseguente obbligo della stessa PA di comunicare ai concessionari l’avvio dei procedimenti diretti alla riacquisizione dei suddetti titoli concessori;
  • l’accertamento e la declaratoria della nullità e l’inefficacia delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative eventualmente prorogate su istanza di parte o d’ufficio, in esecuzione della D.D. n. 408/2020 impugnata, per violazione dei principi generali cogenti, anche di matrice comunitaria, di libertà di stabilimento, trasparenza e imparzialità, libera concorrenza, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di concessioni di beni e servizi;
  • la declaratoria del dovere del Comune di disapplicare le disposizioni contenute nell’art. 1, commi 682 e ss., legge n. 145/2018, in quanto contrastanti con i principi eurounitari di libera concorrenza, parità di trattamento e imparzialità;
  • la condanna del Comune ad adottare gli atti utili all’avvio dei procedimenti per dare corso alla procedura di evidenza pubblica per la valutazione comparativa delle domande di concessione per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime in scadenza al 31 dicembre 2020.

Dopo avere sentito i procuratori delle parti all’udienza pubblica del 3 marzo 2021, la seconda sezione del Tar (presidente Trizzino, estensore Fenicia) ha emanato l’ordinanza n. 338, pubblicata in data 5 marzo 2021, con la quale ha rilevato che il ricorso era stato notificato soltanto ad alcuni dei concessionari (i quali si erano, infatti, regolarmente costituiti in giudizio) e, per l’effetto, in ottemperanza al disposto dell’art. 49 c.p.a., ha ordinato alla parte ricorrente di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i concessionari piombinesi controinteressati ovvero di tutti coloro che hanno beneficiato dell’estensione della durata della concessione al 31 dicembre 2033 attuata dall’amministrazione locale.

Le società ricorrenti dovranno adempiere all’incombente entro 45 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza da parte della segreteria, e quindi presumibilmente entro 45 giorni dalla sua pubblicazione, cioè entro il 19 aprile 2021: in caso contrario il ricorso sarà dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 35, 1° c., lett. c., c.p.a. Con la medesima ordinanza il Tar ha anche fissato la nuova udienza pubblica per la discussione del merito del ricorso: 14 luglio 2021.

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Carlo Lenzetti

Carlo Lenzetti

Avvocato e docente a contratto di diritto amministrativo presso il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Pisa.
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      Avv. Lucano says:

      O nessuno , ho già spiegato che il principio della proporzionalità e di uguaglianza vietano l’applicazione della stessa legge in maniera difforme su tutto il territorio nazionale. E in mancanza di una valutazione univoca della stessa ( visto i contrasti in atto ) si applica sempre a favore del cittadino. Ciò significa che lo Stato impedirà qualsiasi difformità e dovrà emanare una normativa di Sostegno alla 145 per non contraddirsi ovviamente, e sono sicuro che la spiegazione che si dara alla commissione soprattutto in una situazione economica così depressa sarà avallata. Sono fiducioso sull’estensione in attesa di riforma.

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    Nikolaus Suck says:

    Vabbè ordinaria amministrazione, nulla di nuovo o sconvolgente, è una semplice e classica questione procedurale. Nel giudizio vanno sempre coinvolti tutti i c.d. controinteressati, ovvero i soggetti individuabili dai provvedimenti impugnati e/o che abbiano un interesse diretto alla loro conservazione. Come in questo caso, in cui sono impugnati atti che interessano tutti gli operatori locali. Quindi giustamente il TAR prima di decidere vuole che il ricorso sia notificato a tutti loro.

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    Egregi avvocati Suck e Mistral voi accettereste la nomina per agire in favore di un balneare per far uscire la propria concessione dalla direttiva?come avvocati dovreste. Poi vorrei sapere, se qualcuno di essi avesse già ricevuto la proroga e avesse effettuato degli investimenti (assunzioni a tempo indeterminato e investimenti in beni e opere edili per 100 Milà euro) e domani io comune revocasse tale proroga, quali chance avrebbe in quel caso?ho letto di sentenze a favore di chi confidando nella regolarità del proprio titolo effettuava investimenti. In questo caso cosa avverrebbe? non sarebbe una pessima idea quella di fare una class action nominando voi due come nostri legali…attendo vostre saluti

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      Alessandro says:

      La risposta è semplice…passati 18 mesi dal rinnovo il comune o l ente che lo ha dato può ritirare l’atto in autotutela?la risposta è NO…dopo di che per il principio che siamo tutti uguali di fronte ad una legge dello stato anche gli altri hanno diritto al rinnovo

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        Nikolaus Suck says:

        Alessandro le risposte non sono mai semplici, come non lo sono le domande (compresa quella del sig. Carlo). Quello che Lei scrive non è vero e l’autotutela, per quel che c’entra, non sarebbe l’unica cosa da considerare.
        Ecco, è questo tipo di presunzione acritica a portare a schiantarsi dritti contro un muro, e poi rimediare diventa difficile.

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    ma a me che ho già avuto la proroga, diario e c . cosa mi consigliate? mi vado a costituire? mi aggrego a qualche ricorso? sospendo assunzioni del 21 marzo nonostante le prospettive covid? e degli investimenti cosa faccio? non li pago più? non ne devo più fare? voi diario band come vi comportereste? forse conviene continuare a investire per rendere più appetibile la mia azienda? perché quella credo si voglia con le aste, il mio fatturato…..
    datemi due dritte che imparo anche io il mestiere di avere senza sacrifici miei sfruttando quelli degli altri.

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      Si investi investi vai in banca e chiedi un prestito che vedi cosa ti rispondono , te ne danno 2 senza interessi !

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      Alessandro says:

      Carlo…io ad esempio ho ottenuto il rinnovo ad ottobre 2019…ad aprile sarebbero passati 18 mesi…se non si può più togliere in autotutela per il principio che una legge dello stato non può essere applicata solo su alcuni potrebbe essere la svolta x tutti…

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        Alessandro, se tu intendi dire che nel 2019 hai ottenuto la proroga al 2033 probabilmente quella sentenza a cui facevi riferimento tu può essere utilissima. Anche perché in quel periodo non c’era questa alternanza di sentenze pro e contro. Se invece intendi dire che nel 2019 hai avuto la proroga che poi è stata per alcuni prorogata al 2021 penso di no. Comunque che io sappia che concessioni sono state tutte estese al 2021(dicembre 2020) ma non tutti hanno fatto investimenti. Io spero che esca qualcosa dal consiglio di stato che confermi il Tar di Lecce altrimenti siamo nelle mani dei politici e sarebbe la fine….

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    Nikolaus Suck says:

    Sig. Carlo certo che accetterei (anche se l’incarico di “far uscire dalla direttiva” la singola concessione è proprio logicamente impossibile e mal posto e andrebbe individuato e formulato meglio e diversamente). Ma solo dopo aver ben illustrato, seriamente, oggettivamente e senza creare false speranze e aspettative come secondo me stanno le cose, i limiti e le difficoltà e probabilità di successo dell’incarico. Perché ai clienti per fare e poter fare veramente i loro migliori interessi bisogna sempre dire come stanno le cose, non illuderli e dire loro che hanno ragione per farli contenti. Anche se questo significa perderli, o non acquisirli. Almeno io la penso così.
    La seconda parte della Sua contiene un quesito complesso che per una risposta seria e soddisfacente richiederebbe lo studio del caso specifico e di tematiche diverse, tra cui principi procedimentali, questioni di affidamento e buona fede, diritto intertemporale, e tanto altro, e quindi un vero e proprio parere professionale che sarebbe impossibile, e forse anche inopportuno, rendere qui. In linea di massima e in via generalissima per quel che può valere Le posso però dire che l’affidamento su un provvedimento che in base alle circostanze in cui lo si è ottenuto si sapeva o poteva sapere che è o può essere illegittimo, non può formarsi. Ma bisogna sempre vedere tutte le circostanze del caso singolo. Un cordiale saluto.

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      Nikolaus Suck says:

      Alessandro una svolta no ma utile sicuramente sì. Rispetto alla situazione concreta la sentenza ribadisce principi abbastanza noti e pacifici. Compreso quello per cui la durata delle concessioni deve seguire l’entità degli investimenti. Che è giustissimo e non è mai stato messo in discussione nemmeno qui, allarmismi individuali a parte. Ma attenzione: ovviamente si tratta degli investimenti previsti e proposti per aggiudicarsi la concessione, non di quelli passati e fatti nella notte dei tempi per fini imprenditoriali propri, che si presumono ampiamente ammortizzati e coperti negli anni e non possono avere rilievo.

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    Alessandro, chiaramente questa sentenza riparametrata su concessioni demaniali non di quella tipologia secondo me può essere utile soprattutto in quella parte che tiene in considerazione tempi di rientro degli investimenti. Tuttavia la mia domanda era un po’più articolata in quanto chi ha ottenuto oggi la proroga e investe in 30 giorni 100 Milà euro sulla base di una proroga di 13 anni, può avere ulteriori pretese (individuali) oltre quelle generali? Non ne sono molto sicuro per via di queste continue alternanze, però sarebbe sicuramente un’arma in più…spero

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      Nikolaus Suck says:

      No Carlo, a questo credo di poter rispondere, in modo molto semplice e atomico, se qualcuno oggi e con questa situazione fa un investimento contando su 13 anni e poi succede qualcosa prima, qualsiasi giudice direbbe che è stato un incosciente e se l’è cercata, di questo sarei abbastanza certo.

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        Infatti è quello che ho detto anche io. Diverso è il caso di Alessandro che ha fatto Gli investimenti in tempi non sospetti. Quindi 2019 anche se non ho ben inteso se aveva già avuto la proroga al 2033. Forse non sarebbe cambiato nulla ma una cosa è certa e cioè che farli oggi sarebbe pericolosissimo. Una buona serata a te

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          Alessandro says:

          Proroga al 2033…io sono del Lazio ma in Toscana ad esempio molti hanno ottenuto subito proroga e hanno avviato quegli investimenti…con prestiti molto alti…che fai ora??? Mettiamo il caso che a questi per vari motivi non riesci più a togliere la proroga come fai poi a dire a tutti gli altri a voi che avete investito poco o avete avuto sfortunatamente ma correttamente la proroga entro il 31dic 2020 annulliamo tutto?

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            La tua domanda è legittima ed è quella che si sono fatti tutti. Io in primis. Non può applicarsi un trattamento diverso tra operatori ed operatori e tra stati europei che tanto diversamente hanno risposto alla bolkestein. Io personalmente sono stufo di vedere l’Italia considerata di serie b ma capisco che a volte conviene ad alcuni….ma tanto oggi a me domani a te…poi voglio vedere…

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    Vorrei sapere la sua opinione in questo .( Nikolaus Suck) .
    Al bando delle concessioni va solo il suolo .
    Quello che vi è stato costruito nel tempo fabbricati ecc ecc.
    Andando al bando chi vince il bando deve comunque pagare un valore .
    Vincendo il bando si faranno investimenti che poi saranno rimessi ai bandi , chi secondo lei
    Potrebbe fare investimenti sapendo già che potrebbe perderli.
    Grazie per l’ eventuale risposta.

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