Attualità Calabria

Regione Calabria ostacola proroga concessioni balneari: ”Può essere disapplicata”

Una circolare inviata ai Comuni costieri paventa il rischio di responsabilità penali ed erariali per chi applica la legge

La Regione Calabria ha inviato ieri una circolare a tutti i suoi Comuni costieri, evidenziando che l’estensione di 15 anni delle concessioni balneari corre il rischio di essere disapplicata. La circolare suona come una sorta di diffida a procedere: nonostante non vieti né impedisca alle amministrazioni comunali di rilasciare i titoli fino al 31 dicembre 2033 secondo quanto disposto dall’ultima legge nazionale di bilancio (145/2018), la Regione infatti paventa il rischio di responsabilità penali ed erariali per i funzionari che dovessero applicare la norma, in caso essa venga disapplicata.

Il documento, protocollato dal dipartimento regionale all’urbanistica e firmato dai dirigenti al demanio marittimo Alessandro Romeo e agli affari istituzionali Domenicantonio Schiava, oltre alle amministrazioni comunali è stato inviato per conoscenza anche alle associazioni di categoria degli imprenditori balneari, alle capitanerie di porto locali, all’Agenzia del demanio, all’Agenzia delle entrate e al Ministero delle infrastrutture e trasporti.

La circolare esordisce ricordando che, seppure lo scorso febbraio la Regione Calabria abbia comunicato ai Comuni le disposizioni per estendere i titoli concessori (vedi notizia), «le innovazioni introdotte dalla legge 145/2018 hanno sollevato alcuni dubbi e perplessità di applicazione, per la risoluzione dei quali, in sede di Conferenza delle Regioni, si è interloquito con il Ministero delle infrastrutture e trasporti sin dal mese di gennaio 2019».

Ciò si riferisce in particolare all’estensione di 15 anni delle concessioni balneari marittime a uso turistico-ricreativo. Oltre a definirla genericamente una «proroga», la circolare afferma che «tale disposizione ha posto sin da subito perplessità in ordine alla sua automaticità di applicazione, in quanto confliggente con la normativa comunitaria in materia di concorrenza e libertà di stabilimento, di cui alla direttiva 2006/123/CE (cosiddetta “Bolkestein”) e all’articolo 49 del TFUE».

«Ad oggi il Mit non ha fornito alcun chiarimento e/o indicazione sulla corretta procedura da seguire e sulla legittimità della proroga», sottolinea la Regione Calabria (anche se, detto per inciso, non è il Mit a doversi esprimere sulla legittimità della norma, bensì i giudici nazionali o europei – e nessuno di essi finora lo ha fatto).

Proseguono i dirigenti regionali: «Sulla problematica connessa alla “proroga automatica” delle concessioni è intervenuta per ultima la Corte di cassazione, che con sentenza n. 489 del 6 marzo 2019 ha ribadito alcuni principi cardine in materia di rinnovi e proroghe automatiche: […] sono soggette a disapplicazione le disposizioni normative che prevedono proroghe automatiche di concessioni demaniali marittime, in quanto violano l’articolo 117 primo comma della Costituzione, per contrasto con i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario in tema di diritto di stabilimento e tutela della concorrenza; e la proroga automatica, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, viola l’articolo 12, paragrafi 1 e 2 della direttiva 2006/123/CE, come stabilito dalla Corte di giustizia europea con sentenza del 14 luglio 2016».

Conclude dunque la circolare: «Atteso che a tutt’oggi nessuna indicazione è pervenuta dal Mit in merito all’applicabilità della proroga delle concessioni demaniali marittime stabilite dalla legge 145/2018; che numerosi Comuni costieri hanno rappresentato l’esigenza di avere chiare indicazioni sulle procedure da seguire, a seguito di specifiche richieste di proroga da parte dei titolari di concessione; e allo scopo di non incorrere, da parte degli enti gestori del demanio marittimo, in responsabilità di tipo penale ed erariale, si fa presente che la disposizione di cui ai commi 682 – 683 – 684 dell’articolo 1 della legge 145/2018, relativa all’estensione di validità di 15 anni delle concessioni demaniali marittime, allo stato possa essere disapplicata, limitatamente alla proroga automatica, in quanto in violazione dell’art. 12 della direttiva 2006/123/CE nonché degli artt. 49, 56 e 106 del TFUE».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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