Gentili amici di Mondo Balneare, ho letto il vostro articolo sul referendum e capisco che la vostra rivista online pone delle questioni senza assumere una posizione. La mia, invece, è notoriamente una posizione a favore del NO, e mi permetto di chiedervi ospitalità per ricordare a tutti gli operatori del mondo balneare quanti inganni ci sono stati da parte dell’attuale governo e dai precedenti che hanno fatto riferimento al Partito Democratico.
Non c’è stata nessuna iniziativa concreta per dare certezze agli operatori del mondo balneare. Non è stata sostenuta la posizione del settore in Europa in maniera adeguata, siamo da mesi e mesi in attesa di una scelta di campo dopo che le competenze sono state state palleggiate da uno all’altro dei ministri e dei viceministri.
Pertanto, al di là delle questioni di merito della riforma referendaria che rischia di creare maggiore confusione nel costante conflitto tra Stato e Regioni, ci sono anche ragioni complessive che devono indurre a una valutazione negativa il mondo delle imprese balneari: il vostro impegno, il visto valore, i vostri investimenti non sono adeguatamente riconosciuti.
Una delegazione di balneari ha incontrato durante l’estate il premier Renzi e aspetta ancora una risposta. I provvedimenti annunciati giacciono inattuati nei cassetti. Una realtà fondamentale per lo sviluppo del Paese viene totalmente trascurata se non ingannata. Peraltro ribadisco che il nuovo assetto delle competenze Stato-Regioni che si propone rischierebbe soltanto di alimentare conflitti e scontri: una confusione che non gioverebbe, insomma, agli operatori economici.
Credo quindi che le imprese balneari abbiamo mille ragioni, anche per arrivare all’archiviazione della Bolkestein, per esprimere un no chiaro e forte a questa riforma, a questo governo, a chi nega le risposte tante volte annunciate.
Un cordiale saluto.
© Riproduzione Riservata















