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Questione balneare italiana: le prospettive autunnali

Alcune notizie diffuse da organi di stampa nel corso degli ultimi giorni lasciano perplessi e preoccupati. Ne parliamo con Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna Balneatori, in un'intervista originariamente pubblicata su Comitato Balneari Liguria.

Circolano voci su una proposta di legge di matrice governativa. Ci sono indiscrezioni al riguardo?

Non ne conosco adeguatamente, né tantomeno ufficialmente, il contenuto. Tutti i sindacati di categoria sono da tempo in attesa di essere convocati dal governo per discutere il futuro delle concessioni demaniali marittime italiane. Pur non volendo anticipare i contenuti di un provvedimento che, al momento, non esiste formalmente e quindi non è stato possibile approfondire e allo stesso tempo per mantenere l’atteggiamento di confronto costruttivo che ci ha sempre contraddistinto, sono certo che i sindacati terranno fermo l’obiettivo primario che ha caratterizzato la storia sindacale dei balneari durante gli ultimi cinque anni: è essenziale dare certezza di continuità aziendale alle attuali 30 mila imprese italiane in attività.

Le scadenze stabilite per concludere la riforma delle concessioni demaniali marittime – l’ultima delle quali prevista per il prossimo 15 ottobre – non sembrano realmente interessare i governi che si sono succeduti nell’ultimo triennio. L’ultimo tavolo governativo, che si è tenuto il 26 settembre 2013, non ha portato da nessuna parte e non ha aperto la concertazione. Quali possono essere le prospettive?

Le recenti consultazioni regionali ed europee hanno evidenziato interessanti margini di apertura rispetto alla questione balneare italiana, come lasciano pensare le dichiarazioni della neo commissaria polacca al mercato interno, Elżbieta Bieńkowska (vedi notizia). Tuttavia, anche se ci troviamo nel semestre europeo a presidenza italiana, non si intravvede nessuna azione incisiva nella politica del governo.

I sindacati come intendono rapportarsi a questa situazione?

Non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi prima di conoscere il disegno di legge e i suoi contenuti, ma non vogliamo tornare indietro rispetto a tre fatti, che consideriamo imprescindibili:

  1. La conferma della proroga delle concessioni, stabilita al 31 dicembre 2020;
  2. La garanzia e la tutela delle attuali imprese balneari prima e dopo questo termine;
  3. La ferma contrarietà alle aste pubbliche.

Una valutazione circa la recente sentenza del Tar Lombardia che, sia pure riferendosi al demanio lacustre, ha chiesto alla Corte di giustizia UE di pronunciarsi circa la compatibilità alla normativa europea (Bolkestein) della proroga al 31 dicembre 2020 concessa alle imprese balneari turistico-ricreative?

Le sentenze si esprimono su quello che abbiamo in campo e sul campo manca l’elemento più importante, che attendiamo dal governo: una riforma della normativa sulle concessioni che metta al riparo gli investimenti effettuati; confermi alle PMI il diritto al godimento della propria impresa, costruita con sudore e fatica, come sancito dalla Carta di Lisbona; dia alle imprese balneari esistenti piena garanzia di continuità, secondo quanto evidenziato dall’ultimo documento sindacale congiunto, siglato da Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneatori, Oasi-Confartigianato, Assobalneari-Confindustria.

Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo appuntamento di Rimini?

Sono convinto che gli stati generali dei balneari rappresentati dai loro sindacati – la cui unitarietà è oramai condizione indissolubile e necessaria – anche questa volta, nel corso dei singoli direttivi nazionali e nell’ambito dell’assemblea generale, riusciranno a dimostrare compattezza e piena condivisione d’intenti. Se ci daranno modo di confrontarci con governo e istituzioni parlamentari, ci auguriamo che l’Esecutivo decida di aprire un confronto reale, per dare risposte positive alle imprese balneari, che non riescono più a sostenere il peso dell’incertezza. A Rimini scenderemo in campo con gli altri sindacati, per dare dimostrazione della insostituibile funzione propulsiva che i concessionari balneari marittimi in attività esercitano sull’intero sistema turistico italiano.

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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