Puglia

Puglia, balneari in lotta per mantenere le strutture d’inverno

È guerra sul litorale sipontino, dove la Soprintendenza impone regole troppo restrittive alle imprese di spiaggia.

MANFREDONIA – Anche se con la neve che imbiancava il litorale del golfo, i gestori balneari del litorale sipontino si sono riuniti lo scorso martedì per esaminare i problemi che gravano sulle loro attività, in particolare quello riguardante il periodo di apertura stagionale.

Questi i fatti: fino al giugno scorso i gestori delle strutture balneari hanno goduto di un’ampia libertà operativa, tant’è che nel tempo hanno ampliato i propri impianti anche andando al di là della definizione di “stabilimento balneare”. Ma nell’estate scorsa le cose sono cambiate. La Regione Puglia ha varato il “Piano paesaggistico territoriale regionale”, e pertanto la sezione Demanio e patrimonio ha emanato gli “Indirizzi per il mantenimento delle opere di facile rimozione per l’intera durata della concessione demaniale marittima”. È stata perciò avviata una serie di controlli, affidati alla Capitaneria di porto di Manfredonia, che hanno messo a nudo le tante presunte situazioni fuori norma, in particolare quella riguardante la “facile amovibilità” delle strutture e attrezzature balneari. Un intervento che ha creato scompigli e fibrillazioni fra quegli imprenditori balneari che avevano realizzato strutture importanti e funzionali a un’attività che si era andata qualificando come l’unica in grado di rispondere a una domanda turistica, sia pure legata alla stagione balneare.

L’ordine impartito è stato quello di rimuovere le strutture balneari al termine della stagione estiva, cioè al 31 ottobre. Un’operazione che ha comportato un aggravio di spesa alquanto pesante per i gestori, che hanno operato sotto la spada di Damocle di pesanti sanzioni e denunce penali. Esempio limite è il caso del solarium realizzato su un tratto della scogliera cittadina: i gestori hanno smontato a tempo debito la sovrastruttura, costituta da due piccoli manufatti in legno per i servizi, lasciando la pedana in legno per la quale avevano chiesto di poterla mantenere, dal momento che non creava alcun ostacolo. Ma la Soprintendenza di Foggia ha respinto l’istanza “in virtù della particolarità dell’area, essendo la stessa dotata di sensibilità sotto il profilo paesaggistico e sita lungo la strada a valenza paesaggistica”. Una motivazione che ricorda le favole di Fedro.

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Indubbiamente quella scogliera ha una valenza paesaggistica, che tuttavia viene tradita dallo stato in cui è colpevolmente lasciata, essendo ricettacolo di immondizie e altro. La Soprintendenza dovrebbe pertanto intervenire anche per tali situazioni alquanto diffuse. La presenza di quella struttura, del tutto semplice e di buon gusto, aveva conferito, ancorché a una piccola area, un tocco di fine presenza che avrebbe avuto maggiore valenza proprio in inverno, quando quella zona è esclusa dall’interesse cittadino, e avrebbe costituito un apprezzabile decoro urbano.

Stesse considerazioni valgono per quelle strutture balneari sorte a ridosso del viale per Siponto, anch’esse architettonicamente apprezzabili (alcune hanno ricevuto dei premi), la cui presenza anche in inverno costituirebbe punto di riferimento di vitalità di un’area che andrebbe valorizzata opportunamente. L’assemblea dei gestori balneari ha pertanto espresso voti perché la direttiva regionale venga aggiornata tenendo conto delle più avanzate esigenze urbanistiche e turistiche.

fonte: Stato Quotidiano

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