Attualità Emilia-Romagna

Rimini ridisegna la spiaggia: maxi-aggregazioni, piscine e nuovi servizi

33 manifestazioni di interesse per un progetto che vuole rivoluzionare il modo di concepire la spiaggia

La spiaggia di Rimini si prepara a cambiare volto. Il nuovo Piano dell’Arenile, approvato nel 2025 e aggiornato nel 2026 con una specifica variante, punta infatti a favorire una maggiore integrazione tra gli stabilimenti e a creare le condizioni per un’offerta balneare più articolata, con servizi dedicati allo sport, al benessere e alla ristorazione.

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Il modello non prevede però un’unica formula. Il Piano distingue tra interventi sui singoli stabilimenti, micro-aggregazioni di due o tre concessioni e macro-aggregazioni, queste ultime caratterizzate da un fronte di almeno 250 metri e da circa otto concessioni.

La nuova impostazione ha già prodotto un primo riscontro concreto. Alla consultazione preliminare avviata dal Comune per raccogliere proposte sulle future macro-aggregazioni sono arrivate 33 manifestazioni di interesse, presentate entro il 18 settembre. Si tratta però di una fase esclusivamente conoscitiva: le proposte non sono vincolanti e non attribuiscono ai partecipanti alcun diritto sulle future concessioni.

Dalla spiaggia tradizionale a un’offerta più articolata

L’obiettivo del Piano è favorire interventi capaci di aumentare la qualità degli spazi e dei servizi, sfruttando le possibilità offerte dall’aggregazione tra concessioni.

Per le macro-aggregazioni il Piano consente, tra le altre cose, l’inserimento di piscine fino a 300 metri quadrati, strutture sportive e coperture a terrazza per i pubblici esercizi. Sono previste inoltre premialità legate alle attività sportive, fisiche e di benessere.

La variante approvata nell’agosto 2026 ha ulteriormente ampliato alcune possibilità per le micro-aggregazioni. Tra le novità figurano la possibilità di realizzare terrazze per gli stabilimenti dotati di pubblico esercizio e piscine scoperte fino a 100 metri quadrati, con specifiche condizioni. La variante punta inoltre a favorire la destagionalizzazione attraverso una maggiore flessibilità nell’utilizzo temporaneo degli spazi.

Investimenti e destagionalizzazione

La logica alla base dell’aggregazione è anche quella di rendere possibili investimenti più difficili da sostenere per un singolo stabilimento: nuovi impianti, servizi per lo sport e il benessere, ristorazione e interventi di riqualificazione degli spazi.

Il Comune indica infatti la destagionalizzazione come uno degli obiettivi del nuovo assetto dell’arenile, con la possibilità di sviluppare attività sportive, di intrattenimento e culturali anche oltre la stagione estiva.

La spiaggia viene così considerata sempre più come una parte integrante della città e della destinazione turistica, in collegamento con il Parco del Mare e con gli altri spazi pubblici del litorale.

Le 33 proposte verso le future gare

Le 33 manifestazioni di interesse rappresentano ora un primo elemento conoscitivo per l’amministrazione comunale. Il loro esame servirà a valutare le proposte e a raccogliere informazioni utili alla definizione dei futuri lotti da mettere a gara.

Il Comune ha chiarito che le future procedure non riguarderanno esclusivamente le macro-aggregazioni: sono previste anche micro-aggregazioni e bandi per singole spiagge.

Il nuovo modello di Rimini, quindi, non coincide semplicemente con la nascita dei “maxi stabilimenti”. Il Piano mette sul tavolo diverse modalità di organizzazione dell’arenile, lasciando agli operatori la possibilità di scegliere formule differenti in funzione delle caratteristiche delle singole aree.

Quello che si sta delineando è dunque un cambiamento del modo di concepire la spiaggia: non più soltanto uno spazio destinato alla balneazione e all’ombreggio, ma un luogo nel quale possono convivere servizi, sport, ristorazione, benessere e attività distribuite su un periodo più ampio dell’anno.

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