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Partiti a confronto su riforma concessioni balneari il 14 settembre

Il dibattito politico sul futuro delle spiagge, organizzato da Mondo Balneare col sostegno di Cooperativa Spiagge Ravenna, si terrà a Cervia e in diretta streaming

Mondo Balneare organizza l’unico dibattito politico nazionale sulla riforma delle concessioni demaniali marittime. L’appuntamento, intitolato “Il futuro delle spiagge”, è mercoledì 14 settembre alle ore 21.15 all’Hotel Dante di Cervia ed è realizzato con il sostegno della Cooperativa Spiagge Ravenna, che ha deciso di finanziare l’iniziativa come servizio ai titolari di stabilimenti di tutta Italia.

Interverranno al dibattito gli esponenti dei principali partiti politici candidati al voto del prossimo 25 settembre: Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), Marco Croatti (Movimento 5 Stelle), Massimo Mallegni (Forza Italia), Giovanni Paglia (Alleanza Verdi-Sinistra), Paolo Ripamonti (Lega), Manuela Rontini (Partito democratico). Il dibattito sarà condotto e moderato dal caporedattore di Mondo Balneare Alex Giuzio e gli sfidanti dovranno rispondere alle stesse domande con il medesimo tempo a disposizione.

Con l’approvazione definitiva del ddl concorrenza, che apre alla riassegnazione delle concessioni di spiaggia tramite evidenze pubbliche entro il 2024, per il settore turistico balneare è in arrivo una svolta epocale, ma sarà il prossimo esecutivo a decidere come attuare la riforma. Il governo Draghi, infatti, ha lasciato in sospeso le questioni più importanti, come le modalità delle gare e la definizione degli indennizzi per i concessionari uscenti, da stabilire in un successivo decreto attuativo. Su questi temi concreti, da cui dipende il futuro di un comparto economico fondamentale per il nostro paese, Mondo Balneare interrogherà gli esponenti politici per sapere come la pensano e per dare agli imprenditori balneari tutti gli elementi per aiutare a decidere a chi esprimere la propria preferenza il prossimo 25 settembre. Il dibattito verterà sulle questioni più importanti che dovranno essere decise dalla prossima maggioranza: dai criteri delle gare pubbliche al riordino dei canoni, dal calcolo del valore aziendale alla durata delle nuove concessioni, fino alle strategie di difesa da un altro grave problema che affligge le imprese balneari, quello dell’innalzamento del mare e dell’erosione costiera.

Anche nel 2018, in occasione delle precedenti elezioni nazionali, Mondo Balneare aveva organizzato un analogo dibattito pre-elettorale, e gli impegni che si erano presi allora gli esponenti politici fecero da base imprescindibile per i successivi negoziati fra le associazioni di categoria e le forze di governo, proseguiti fino a pochi mesi fa. Per questo, Mondo Balneare e Cooperativa Spiagge Ravenna hanno fortemente voluto replicare l’iniziativa, dal momento che restano ancora alcune importanti questioni da decidere ed è fondamentale sapere come la pensano gli esponenti politici in vista del voto del prossimo 25 settembre.

Prima dell’inizio del dibattito sono previsti i saluti istituzionali di Andrea Corsini, assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti e l’evento sarà trasmesso anche in diretta streaming sulle pagine Facebook e YouTube di Mondo Balneare. Qui di seguito, la locandina dell’evento.

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  1. Bella iniziativa per far comprendere a TUTTO L’elettorato le varie posizioni.Tuttavia,secondo me,in apertura dovrebbe intervenire un professionista superpartes che spieghi bene e illustri il quadro normativo Nazionale ed Europeo,come ci si puo’ o non ci si puo’ spingere con modifiche alla legge delega attraverso i decreti attuativi ecc… Perche’ alcuni dei politici presenti ha candidamente ammesso di aver votato il ddl SOLO per non perdere i denari del Pnrr e poi andare a battere i pugni in Europa o di stravolgere l’impianto della legge,vigente da pochi giorni,in toto.Sarebbe penoso sentire parlare ancora di scarsita’della risorsa,beni o servizi,Spagna e Portogallo e fantomatiche uscite dall’Europa.

  2. Spero, Ilaria, che siano gli stessi balneari, ormai meglio informati grazie alla redazione e ai vari commenti non compiacenti, a chiedere come concretamente dare sostanza alle promesse alla luce delle norme…i nostri commenti negli anni spero aiutino la categoria a non farsi abbindolare e comunque immagino una conduzione attenta alla categoria e non al concessionario storico perchè storico.

    • Io penso che ormai il tempo delle promesse inattuabili sia finito.Non si puo’ far finta che viviamo in periodo storico e in una campagna elettorale dove si sgomita per affermarsi i piu’ europeisti di tutti.Si stanno prendendo accordi fra Stati Europei da far tremare le vene dei polsi e allo stesso tempo non si puo’ promettere di stravolgere o annullare una legge di riforma che l’Europa aspetta pazientemente da 12 anni che venga attuata.Se promettono questo,spieghino bene le conseguenze per il resto dei cittadini non balneari.

  3. Betti Flavio says:

    I miei complimenti per l’organizzazione del dibattito ma dispiace tanto constatare che il dibattito a una piega a senso unico a mio avviso !! Perché non vedo nel partere anche quelle forze politiche ( mi ugurerei tutte per la par condicio visto le politiche a pochi giorni dall’evento) che si dicono contrarie alle ASTE o EVIDENZE PUBBLICHE !!!! La vera Democrazia si esercita così e non in altro modo !!!

  4. Spiace dirlo, ma questa iniziativa è pressoché inutile, purtroppo, sappiamo benissimo come sono andate le cose, alcuni partiti non hanno mantenuto la loro linea politica e le loro promesse, altri hanno avuto la faccia tosta, di “infangare” i balneari attraverso i loro media. Ora, abbiamo una legge fatta con grossolani imbrogli che tutti conosciamo (decreto del cdm “manomesso”, non obbligatorietà dei balneari nel PNRR, stralcio dei taxi) e senza alcuna “garanzia”. Però, sappiamo anche, chi si è schierata apertamente e a viso aperto in tutte le occasioni e alla Camera, contro la porcata, l’unica, la conosciamo bene tutti, confidiamo nella sua coerenza.

  5. Sostanzialmente resto convinto che piu che recepire una direttiva si è voluto compiere un disegno politico, aver blindato un testo e vincolare l approvazione di questo ai fondi del pnrr, non è stato esempio di democrazia. L aspetto positivo, qualora fosse stato necessario,è che abbiamo capito il livello dei nostri interlocutori. l atteggiamento dei partiti, forza italia e lega, che con personaggi diversi da garavaglia (che voleva andare a bruxelles a risolvere) avrebbero sicuramente potuto e dovuto trovare una soluzione equa, dimostra quanto a cuore stia una categoria con le sue aziende .

  6. Leonarduzzi Brun0 says:

    …che commentare…??? È già tutto deciso a tavolino tra balneari e “politici” proni…si parla di indennizzi per interventi “pesanti” effettuati non su proprietà privata ma su demanio pubblico…si parla di indennizzi per l’erosione della costa…ma se sulla costa non ci fosse stato un manufatto incemento, che portava via l’erosione…??? Decine di milioni da
    incassare da parte dello Stato per canoni inevasi…non se ne parla..???

    • Ma prima di parlare, informarsi meglio no ??? Stiamo parlando di polici proni a chi ? Veramente stanno cercando di inculare 30.000 piccole imprese quasi tutte a conduzione familiare. Che per chi non riesce a capirlo hanno investito secondo le leggi dello stato e anche se sul demanio non possono essere liquidate con un grazie arrivederci, lo dice la corte europea con una sentenza che conferma che in caso di bandi di concessioni , i concessionari uscenti devono essere rimborsati dell’intero valore commerciale . La corte costituzionale a recentemente ricordato che le leggi non possono essere retroattive. Parlando di erosione è una sciocchezza enorme dare la colpa ai manufatti degli stabilimenti balneari, l’erosione c’è ovunque, soprattutto dove non ci sono i bagni , sono altre le strutture in cemento che danneggiano ( tra l’altro è da un po’ che non si possono fare strutture in cemento, e anche chi ristruttura deve togliere il cemento esistente e ricostruire in materiali ecosostenibili . Decine di milioni ???? Ma di cosa stiamo parlando? Sono solo notizie buttate lì ogni volta che bisogna discutere della riforma del demanio (che viene chiesta dai balneari da decenni ) in modo da screditare la categoria, un stabilimento che non paga il canone perde la concessione entro un paio di anni, non è sicuramente il caso dei balneari che ci lavorano . Forse è il caso di preoccuparsi invece del giorno che arriveranno grandi gruppi e multinazionali, li si che faranno ciò che vogliono in tutti i sensi

      • Nikolaus Suck says:

        Le leggi in base a cui hanno investito (per guadagnare e guadagnando, non per beneficenza) hanno sempre previsto solo titoli a tempo e con scadenze, di cui bisognava tenere conto.
        Nessuna sentenza della Corte e di altri dice e ha mai detto che i concessionari uscenti devono essere rimborsati dell’intero valore commerciale.
        Le multinazionali sono già arrivate e “fanno come gli pare” da anni, comprandosi le aziende senza le gare che anzi lo renderanno più difficile. Ma se in soldi, tanti, vanno nelle tasche giuste, tutti zitti.

          • Nikolaus Suck says:

            Ancora una volta: e chi ha detto niente, va benissimo ed è giusto. Ma rivendicare come chissà quale merito e vanto una cosa normale e necessaria per qualsiasi impresa, e pretendere indennizzi o addirittura rimborsi di quello che si è già ripagato e ha dato i suoi frutti, è privo di senso e assurdo.

            • Bisogna essere proprio ottusi, per non comprendere che sin dall’origine, si è creato un “sistema” che dura da numerose generazioni, confortato da norme ingannevoli, si, assolutamente ingannevoli, in quanto, cancellate e cambiate in corso d’opera. Tutti i concessionari che hanno fatto la scelta di investire in questo settore fino al 2010, lo hanno fatto con regole che davano certezze, e nessuno ha mai, nemmeno sospettato un INGANNO DI QUESTO TIPO, in altre parole (per i più incapienti), sono venuti meno gli “accordi contrattuali”, improvvisamente cancellati e variati UNILATERALMENTE!

        • In realtà sarà vero il contrario.
          Ad oggi io posso dire di no a qualsiasi proposta, anche alla più indecente. Dunque posso decidere se accettare oppure no. Domani questo non sarà più possibile perché i grandi gruppi potranno vincere tutte le gare che vorranno….

          • Nikolaus Suck says:

            E no. Perché le gare non sono semplicemente una corsa a chi offre di più come sembra pensare lei, ma una valutazione di più elementi concorrenti per cui non è affatto detto che vinca per forza il “grande gruppo”, anzi.
            Invece il Suo ragionamento conferma il pensiero che se e finché “decidete” voi come se le spiagge fossero vostre (e non lo sono!) va bene tutto, se lo fa lo Stato cui appartiene la risorsa no ed è “svendita”. Mah…

  7. Si parla di indennizzi e di valore commerciale (anche se non ci credo) ma chi ha una piccola concessione e non ha investito una fortuna su di essa gli danno un calcio nel culo e buonanotte??
    E Chi ha acquistato la concessione nel 2003 e ha contratto un mutuo lo mandano in mezzo di strada ??
    Chi e’ d’accordo a questo sistema non ha cuore e gli auguro il peggio nel suo lavoro
    Godere nel sapere che questa legge stravolge le vite anche dei piccoli concessionari che certo non si sono arricchiti e non saprebbero fare altro mestiere nella vita con l’eta’avanzata e’ da persone malate
    Ottima iniziativa di Mondo Balneare

  8. Di certo il PD il Movmento 5 stelle e la sinistra verde vogliono l’esproprio delle nostre aziende e sarà solo l’inizio perché lo scopo è spogliare i cittadini Italiani del loto lavoro !

  9. Buongiorno io quando ho iniziato la mia attività di balneatore nel 1974 non si guadagnava niente ci si viveva d estate L inverno si faceva il pescatore per vivere poi piano piano con gli anni è cresciuta la clientela ma non penso per merito dello stato ma sicuramente per noi balneari che col tempo hanno creato offerte per avvicinare il più possibile i turisti e i cittadini della propria città . Nel 1974 le concessioni venivano offerta in cambio : pulire la spiaggia mettere il bagnino di salvataggio e i bagni pubblici ma L offerta c’era ma pochi hanno avuto il coraggio di cacciare soldi . Io con questo ho voluto dire solo una cosa che lo stato non deve pagare solo gli ultimi investimenti ma quelli della nostra vita è dei nostri figli che continuano ad investire

    • Nicolino ricorderai he allora e anche ben dopo, le tariffe di noleggio venivano imposte da apposite commissioni, a significare quello he non conviene capire, cioè che il rapporto tra concessionario e stato, era un altra cosa da quella che si vuole sia stato negli ultimi 20 anni. Aver i dati il diritto di trasformarci in aziende turistico ricettive, diventa ora l ali i per espropriarle senza il valore aziendale in nome di un rapporto che se non prevedeva indennizzo, prevedeva diritto di insistenza o comunque un rinnovo, e per tanti sono stati “sfrattati” un diritto di essere ricollocati su altri tratti di litorale.
      La cosa é sempre stata ben diversa da : sbaraccate e portate via, slogan caro ai proaste. Recepire una direttiva é una cosa, affrontarla senza la domanda cui prodest é tutta un altra

  10. La realtà e che questa riforma è inattuabile, va a ledere una posizione di fatto consolidata nel tempo, producendo una tensione sociale che sfocerà in una marea di contenziosi. L’Europa è destinata al declino , non ha strategia , è un insieme si stati che mal si sopportano e che litigano su tutto. Adesso cercassero di salvare dal baratro migliaia di imprese per il caro energia prodotto dalla loro visione miope del mondo. Gli italiani stanno iniziando a capire che la sovranità non ha prezzo e decidere in modo autolesionista per accontentare paesi come Olanda e Germania non premia. Difendiamo quello che di buono abbiamo senza regalarlo agli altri.

  11. Bravo Luigi, bravissimo pietro, le vostre osservazioni e i vostri “suggerimenti”, sono sacrosanti, chi non lo condivide, non sono altro che degli AUTOLESIONISTI, privi del senso della PATRIA, della FAMIGLIA e non solo!

  12. Le concessioni non devono essere a vita bisogna anche dare la possibilità di arricchirsi anche ad altri visto che non guadagnate tanto che cosa vi costa lacsiare la concessione tanto non è di proprietà vostra e di tutti

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