Attualità Lazio

Ostia, esproprio di tutti gli stabilimenti balneari col nuovo Pua

Presentato il progetto che propone di abbattere gli edifici senza valore storico e di sottrarre le attuali 71 concessioni per accorparle in 8 lotti col 50% di spiaggia libera.

Abbattimento di tutti gli stabilimenti balneari non considerati di valore storico e sottrazione delle attuali 71 concessioni demaniali per accorparle in otto grandi lotti da mettere a gara, all’interno dei quali la metà della superficie dovrà essere destinata alla spiaggia libera. È la novità più eclatante del nuovo Piano di utilizzazione degli arenili di Ostia, presentato lunedì in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi. Se approvato in consiglio comunale, il nuovo Pua rivoluzionerà i 18 chilometri di litorale romano da anni al centro di accese polemiche e attacchi mediatici. Il progetto è stato commissionato dall’ex commissario del X municipio di Ostia, il prefetto Domenico Vulpiani, alla società partecipata “Risorse per Roma spa” e la sola redazione del progetto è costata 150 mila euro. I suoi contenuti sono stati anticipati dal Quotidiano del Litorale (fonte).

«Uno dei capisaldi del nuovo Pua – ha spiegato il commissario uscente Vulpiani – è la libertà, per l’amministrazione locale, di rivedere la gestione delle concessioni». Proprio per questo, il progetto parte dall’intenzione di annullare tutte le concessioni demaniali marittime in essere. «Il nostro piano – prosegue il prefetto – prevede infatti che il Campidoglio si riappropri della titolarità delle concessioni per ripartire da zero», non solo per le situazioni di abusi, ma «anche nei confronti di chi ha rispettato le regole». E il processo di decadenza delle concessioni è già stato avviato, tanto che, ha reso noto Vulpiani, «sono circa 300 i ricorsi messi in piedi. Ma nel 95% dei casi il giudice ci ha dato ragione, mentre per il 4% si è deciso per la sospensiva del provvedimento».

Come strumento urbanistico, il nuovo Pua di Ostia propone un limite di edificabilità sulla spiaggia pari a 0,05 mc/mq: ciò significa che su 10 mila metri quadrati di spiaggia sarà possibile innalzare una costruzione non più grande di 330 metri quadrati, cabine incluse. Ma il piano esclude da questo limite gli edifici balneari storici, come i numerosi stabilimenti di architettura fascista eretti negli anni ’30. Il resto dovrà essere abbattuto, a partire dal cosiddetto “lungomuro”, con la garanzia di lasciare almeno un varco ogni 300 metri per il libero accesso alla spiaggia.

Come detto, inoltre, le attuali 71 concessioni balneari saranno accorpate in otto grandi lotti al fine di metterli a bando: la pubblica amministrazione non sarà così intasata da un numero eccessivo di procedure di evidenza pubblica. Non sono ancora note le tempistiche delle gare, mentre è già chiaro che il 50% della spiaggia dovrà restare libera da attrezzature, come impone la legge regionale del Lazio approvata nel 2015 (vedi notizia).

Per entrare in vigore a tutti gli effetti, il Pua dovrà essere approvato in consiglio comunale e poi ratificato dalla Regione Lazio. Fondamentale sarà inoltre il via libera dell’Agenzia del demanio, essendo i manufatti di proprietà dello Stato al termine della concessione. «Perché il piano sia pienamente efficace – ha detto il prefetto Vulpiani – occorreranno almeno 550 giorni tra adozione, pubblicazione, vaglio della Regione, conferenza dei servizi, approvazione e pubblicazione delle concessioni. Solo dopo questo percorso, potranno essere bandite le gare.

Così la sindaca Virginia Raggi ha illustrato gli intenti del nuovo piano degli arenili: «Vogliamo restituire ai cittadini il mare di Ostia: diremo finalmente addio al lungomuro, riconsegnando così a Roma 18 chilometri di bene comune. In questi mesi abbiamo lavorato in sinergia con il prefetto Vulpiani, con l’obiettivo comune di far riappropriare il territorio delle spiagge e del mare, beni di cui i romani sono stati privati a causa del degrado e dell’abusivismo. Con il Piano di utilizzazione degli arenili avviamo l’iter che consentirà al litorale di rinascere».

L’associazione Federbalneari ha espresso la sua approvazione per il nuovo Pua. Questa la dichiarazione del presidente Renato Papagni: «Siamo soddisfatti che Roma dia finalmente un’adeguata attenzione al suo mare, lanciando una progettualità che intende cambiare il contesto turistico della capitale. Dopo anni di fermo, si mette finalmente in moto un progetto che secondo noi è la strada giusta per il rilancio turistico del mare di Roma, una carta che non è mai stata giocata a livello promozionale, e che invece Ostia si merita per la sua storia e il suo valore. Non siamo inoltre contrari all’abbattimento dei “mostri” costruiti negli anni ’60 e alla conservazione degli splendidi edifici risalenti agli anni ’30, ma invitiamo ad approfittare di questo cambiamento per rifare tutto il waterfront di Ostia, a partire dal lungomare che è di proprietà comunale. Insomma, che il “nuovo corso” del litorale romano sia una grande occasione di rinnovamento».

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