“Se non moriamo di Bolkestein, moriamo di Pul”. Il segretario regionale ITB Italia Francesco Gambella lo dice da anni: a suo avviso il nuovo Piano di Utilizzo dei Litorali del Comune di Olbia “andrà a cancellare il 60% delle microaziende a conduzione famigliare presenti sul demanio olbiese, con oltre 450 lavoratori tra bagnini, baristi, camerieri e assistenti in spiaggia che non saranno ricollocati in quelle stesse piccole imprese per le quali hanno lavorato per anni”. Gambella lo ha ribadito anche nei giorni scorsi a margine dell’incontro pubblico organizzato dall’amministrazione comunale guidata da Settimo Nizzi nel Museo Archeologico di Olbia, durante il quale l’ingegnere Francesco Licheri dello Studio Plans e il pianificatore urbanista Giuseppe Zingaro hanno illustrato le linee guida del nuovo Pul ai tanti operatori balneari presenti.
Il Piano definisce le aree destinate alla conservazione e quelle in cui è possibile sviluppare attività economiche o infrastrutture, sempre nel rispetto dell’ambiente. Nel territorio costiero di Olbia coinvolgerà i 23 lidi di Pittulongu, Porto Rotondo, Portisco, fino alla spiaggia di Rena Bianca, e quelle che ricadono in zona Murta Maria e Porto Istana e Cala Saccaia. Entro il 15 dicembre i balneari potranno presentare delle osservazioni e sarà il consiglio comunale ad approvare o respingerle con voto di maggioranza.
Già due mesi fa, sempre il consiglio comunale, oltre 140 osservazioni erano stati analizzate e quasi tutte respinte. Mancano dunque una manciata di giorni durante i quali gli operatori del settore sperano di riuscire a presentare nuove osservazioni che possano cambiare le sorti delle loro concessioni balneari.
“Le decisioni prese all’interno dei Pul sono state maturate solo ed esclusivamente in totale solitudine, senza alcun ascolto, nonostante i numerosi tentativi di dialogo da parte nostra e nonostante i 100 milioni che gli olbiesi, inclusi i balneari, sborseranno per questo Pul”, ha ribadito Gambella. “Oltre alla cancellazione dei posti di lavoro si potrebbe mettere a rischio la sicurezza della balneazione che non verrebbe garantita. Ai balneari resterebbe la possibilità di partecipare ai nuovi bandi di gara. In caso di futura pubblicazione di questi bandi, che noi non auspichiamo, non potremo partecipare perché per come è disegnato il litorale, verremmo esclusi a favore di veri e propri potentati economici”.
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