Sib-Confcommercio

Oggi è la ”Giornata nazionale dei balneari italiani”

I titolari degli stabilimenti sensibilizzano l'opinione pubblica sulla minaccia della direttiva Bolkestein.

Distribuzione di opuscoli, affissione di locandine, magliette a tema, flash mob e persino buffet gratuiti di prelibatezze made in Italy, tutto con un unico scopo: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla direttiva europea Bolkestein e sulle conseguenze che la sua errata applicazione comporterebbe contro gli stabilimenti balneari italiani, minacciando di metterli a evidenza pubblica senza adeguate tutele per gli imprenditori che finora hanno investito.

La “Giornata nazionale dei balneari italiani“, organizzata dal Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, si terrà per tutta la giornata di oggi in centinaia di stabilimenti associati al Sib, e ha lo scopo di far conoscere il grave problema contro cui il settore sta combattendo da ormai dieci anni. Simbolo della manifestazione è la simpatica maglietta del bagnino che tiene in braccio una sirena, indossata da centinaia di bagnini in tutta la penisola, mentre gli assaggi di specialità gastronomiche spaziano dalla marmellata di cipolla alla mozzarella di bufala alle alici marinate, per esaltare quel “made in Italy” di cui la balneazione attrezzata è parte integrante.

«È risaputo che il turismo, con il 10% del Pil nazionale e il 12% degli occupati, è un settore trainante della nostra economia – afferma Antonio Capacchione, presidente del Sib – così come è noto che la balneazione costituisce il 60% del turismo. Ciò che non è ancora altrettanto chiaro sono il ruolo e soprattutto la funzione della nostra balneazione attrezzata. La “Giornata nazionale dei balneari italiani” ha lo scopo di far conoscere all’opinione pubblica il grande e importante ruolo dei balneari italiani e, purtroppo, anche i problemi di 30.000 imprese, perlopiù familiari, che possono contare su oltre 100.000 addetti diretti».

«Se da una parte, infatti, lo sviluppo di questo settore è stato possibile anche grazie a una legge dello Stato che prescriveva il cosiddetto “diritto di insistenza” o “rinnovo automatico” della durata della concessione demaniale – spiega Capacchione – nel 2009, per una errata interpretazione della direttiva europea 2006/123/CE detta “Bolkestein”, il parlamento italiano l’ha abrogata promettendo una nuova legge. Ma da allora nulla è stato fatto, facendo anzi precipitare il settore e le imprese in un profondo stato di incertezza, senza investimenti e soprattutto senza un futuro».

«Il Sindacato italiano balneari ha voluto fortemente quella che è la più imponente manifestazione del settore per quantità di aderenti e per la diffusione sull’intero territorio nazionale. Perché dopo nove anni di promesse vane e assicurazioni senza risultati concreti – conclude Capacchione – chiediamo che, finalmente, si passi dalle parole ai fatti».

Nei giorni scorsi il Sib ha informato tutta la classe politica su questa iniziativa, inviando numerose lettere non solo a deputati e senatori, ma anche ai rappresentanti del governo, dal premier Conte al ministro degli interni Salvini.

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