Itb Italia

Occorre trovare la soluzione definitiva ai problemi degli imprenditori balneari

In questi giorni i balneari si stanno trovando per l’ennesima volta a chiedere una soluzione, una volta per tutte, all’annoso problema delle concessioni demaniali marittime, che sia condivisa fra le forze di governo, i parlamentari e i rappresentanti degli operatori del settore, affinché diventi realtà e non una farsa che si ripete periodicamente. Dopo quindici anni dall’emanazione della famigerata direttiva Bolkestein, e dopo nove governi, noi imprenditori balneari non abbiamo ancora una soluzione equa del problema delle concessioni; anzi le nostre proposte in merito non vengono considerate assolutamente.

accessori spiaggia

Possibile che non si trovi una soluzione comune e condivisa con le nostre esigenze che possa andare bene all’Europa e, al limite, possa bypassare certe chiusure verso i nostri confronti? Dobbiamo difendere i nostri investimenti e quelli dei nostri genitori, fatti perché sicuri delle leggi dello Stato italiano (leggi che sembrano misteriosamente dimenticate, cancellate o addirittura sparite…). Eppure esiste una soluzione giusta e inattaccabile: il riscatto dell’area dove insistono i nostri stabilimenti, fatti nel rispetto delle leggi vigenti e poi magistralmente cancellate.

È il caso di spiegare che i balneari non chiedono di acquisire le spiagge (che restano nella disponibilità pubblica e soggette ai canoni demaniali), ma solo delle aree su cui sorgono gli stabilimenti, costruiti, ieri come oggi, nel rispetto delle leggi vigenti, e contrattati, nel caso di riscatto, secondo parametri oggettivi diversificati secondo le valenze delle spiagge.

Bisogna sempre ricordare che quando si parla di operatori balneari, in Italia si parla di migliaia di famiglie direttamente interessate che rischiano il loro futuro: basti pensare ai tanti investimenti fatti rischiando il proprio denaro e, spesso, ipotecando il proprio destino e i propri averi.

Da parte loro, i politici di ogni schieramento devono sapere e spiegare da che parte stanno, altrimenti smettano di prenderci in giro. C’è una sola giusta soluzione, comune e condivisa, ovvero quella di comunicare agli attuali concessionari la possibilità di riscattare le loro imprese, edificate anni fa nel rispetto delle leggi dello Stato. Nell’attesa che si trovi un accordo a livello nazionale che garantisca i nostri diritti e la tutela delle nostre imprese, siamo disposti, già per la prossima estate, a occupare gli stabilimenti balneari permanentemente con le nostre famiglie per non farci espropriare di ciò a cui realmente e appassionatamente teniamo, ovvero lavorare nelle nostre aziende e nulla di più. Vogliamo vedere se verranno a cacciarci con la forza o con le armi.

La categoria dei balneari si trova in un grave stato di preoccupazione e per tali motivi siamo pronti a una grande prova e, se sarà necessario, faremo una grande manifestazione in cui, Dio volendo, sarò ancora schierato con i miei colleghi di tutta Italia. Questo malgrado gli anni, gli acciacchi del tanto lavoro sul mare, i rimproveri di mia moglie e dei miei figli che mi vorrebbero un tranquillo pensionato, ma tale non mi vedranno: sarò anche vecchio, ingrassato e imbiancato nei capelli, ma lo spirito è sempre quello e sarò sempre al fianco dei balneari per difendere il nostro lavoro.

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Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
  1. In tutto questo caos creato ad arte non sarebbe urgente che il Governo pubblicasse i dati dell’operazione trasparenza per fare chiarezza su chi ha veramente diritto a tutele e salvaguardie?Il fatto della storicita’ non dovrebbe essere valutato insieme ad altri parametri o il numero degli anni deve essere fine a se’ stesso ed essere un elemento premiante a prescindere da tutto?A cosa serve l’operazione trasparenza?Solo mappare per poter dire che ci sono ancora km di Costa da occupare?

  2. Teo+Romagnoli says:

    Ci vuole una grande manifestazione..a Roma..spero di incontrare in strada i chiacchieroni di questa chat. Che glielo spiego io! La soluzione si può e si deve trovare, non è sano pensare che ogni 10 anni cambia il gestore di attività dove i stessi clienti affittano lo stesso ombrellone da più di 30 anni. La soluzione che accontenti tutti è far pagare a prezzi giusti gli stabilimenti, avviamento e indennizzi agli uscenti. Praticamente li comprano come è sempre successo..altrimenti perso per perso distruggeremo i NOSTRI stabilimenti e i nuovi dovranno aspettare la burocrazia e PAGARE nuovi stabilimenti e attrezzature..ai mè con il pnrr .. INSOPPORTABILE !

  3. La soluzione c’è: le concessioni scadono il 31/12/24
    Avete avuto la possibilità di rimanere ulteriori 15 anni in seguito alla direttiva Bolkestein! Lo affermate voi stessi!
    Le spiagge NON sono vostre ! Basta piangere, siete stati privilegiati per troppo tempo

    • Prima di parlare in modo ipocrita si metta nei panni della gente che rischia di perdere tutto poi ne parliamo. Poi se vuole fare ironia inutile andar avanti , questa gente difenderà la propria vita lavorativa fino alla fine fatevene una ragione, muro o non muro la dignità nn ha prezzo.

    • Chi parla così non ha idea del
      Culo che ci si fa ‘ a lavorare in spiaggia , il quest anno ho dovuto chiamare 7 volte la ruspa !!!! 7 volte a causa delle mareggiate !!!! A parlare si fa in fretta

  4. Loris modena says:

    Lo stato negligente e i governi degli ultimi venti anni sono i responsabili della situazione attuale.Ora che il governo stato tiri fuori gli attributi necessari e non lasci gli imprenditori scoperti dalla burocrazia di Bruxelles scellerata e intransigente dai loro scranni di potere.

  5. Nikolaus Suck sei tornato a commentare…. eravamo preoccupati era un po’ che stavi in silenzio…
    Abbiamo pensato a un TIR…
    Abbi il coraggio di firmare con il tuo nome anziché nasconderti…
    I tuoi commenti le tue parole sono il nulla…. come chi scrive

    • Nikolaus Suck says:

      Che brutta figura “Francesca”.
      Dare del “nulla” a qualcuno che non si conosce e di cui non si sa appunto “nulla”, e confermarlo invitandomi a non nascondermi quando sono l’unico da questa parte a firmare non solo col nome ma col cognome, lo sanno tutti e basta(va) davvero poco per saperlo.
      E sì, non sempre ho tempo, e tutto quello che vorrei, ma quando posso i miei commenti continuerete a sorbirveli, peccato.

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