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Nuovo governo e riforma spiagge, se ne parla domenica a Catania

Il 13 novembre alle 11, nell'ambito della fiera Ristora Hotel Sicilia, un importante appuntamento per i balneari di tutto il sud Italia

Sarà domenica in Sicilia la prima occasione utile per conoscere il preciso orientamento della maggioranza sul riordino delle concessioni balneari. Il 13 novembre a Catania, nell’ambito del salone Solarium, l’associazione Sib-Confcommercio organizza un convegno dal titolo “Concessioni balneari fra legge sulla concorrenza e tutela delle attuali imprese“: l’appuntamento è alle ore 11 al nuovo complesso Sicilia Fiere di Misterbianco (via Bologna 76, ingresso nord), dove si terrà la storica Ristora Hotel Sicilia che da quest’anno ospiterà un nuovo padiglione dedicato alle attrezzature balneari. L’evento è realizzato con la media partnership di Mondo Balneare.

Al convegno interverranno il presidente nazionale del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, il presidente regionale Ignazio Ragusa e alcuni importanti rappresentanti del governo nazionale e della giunta regionale, i cui nominativi saranno annunciati nei prossimi giorni. L’iniziativa sarà moderata da Alex Giuzio, caporedattore di Mondo Balneare.

Tra gli argomenti all’ordine del giorno, gli intenti del governo e le tempistiche in merito al decreto attuativo per la legge sulla concorrenza, le possibili forme di tutela delle attuali imprese rispetto al diritto italiano ed europeo e la disciplina della Regione Sicilia sulle prospettive di sviluppo del settore balneare.

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  1. conflitto di interessi evidente….I tempi stringono del resto: entro febbraio va approvato il decreto attuativo sulla riforma, come previsto dal ddl concorrenza varato ad agosto. L’ex governatore della Sicilia sfila così la materia Bolkestein dal tavolo della Ministra del Turismo Daniela Santanchè, soggetta evidentemente a conflitto di interessi essendo co-titolare insieme a Flavio Briatore del Twiga di Marina di Pietrasanta.

    I balneari della Versilia avevano esultato per la sua nomina a ministro anche alla luce della sua storica posizione anti-aste. Tuttavia la senatrice di Fratelli d’Italia – che da 20 anni guida il celebre stabilimento versiliese – non sarà del tutto esclusa dalla materia. Sederà infatti al tavolo del neocostituito Cipom, il Comitato interministeriale dedicato al mare, presieduto da Meloni, al quale partecipano tutti i ministeri coinvolti nell’economia marittima. E dove si discuterà ovviamente anche di concessioni e balneari.

    Sono quasi 700 quelle che insistono sulla costa apuoversiliese, da Torre del Lago a Marina di Carrara e che al momento vedono la scadenza al 31 dicembre 2024. La premier Meloni al ritorno dal suo primo viaggio a Bruxelles ha confermato di voler difendere le imprese balneari segnando un cambio di rotta sul tema rispetto al precedente Governo Draghi. Ma resta ancora da capire attraverso quali misure e quali atti concreti. Farà le aste se vuole continuare a ricevere i finanziamenti europei……..

    • Scusa ma un medico può fare il ministro della sanità? Finalmente anno preso una persona competente perché si deve dimettere.Quando Mario monti ha fatto gli interessi della banca nessuno ha chiesto le dimissioni Sei di sinistra devi solo rosicare

      • Domanda: secondo te farà gli interessi dello Stato cioè della collettività (cittadini) o solo quelli della lobby dei balneari….. ?

    • Vedremo, certamente cercherà da politica, di rimediare ai misfatti di un governo che è stato in piedi solo per il vitalizio .Se per un refuso tra le infinite fiducie avessero scritto che gli asini volavano, adesso per legge tu saresti sulle nuvole.

    • I finanziamenti europei sono slegati dalla faccenda balneari.
      La scadenza è al 31 dicembre 2023.
      Noi del gruppo “Adesso basta” balneari siamo molto più avanti, dei sindacati politicizzati, nelle trattative con il Governo. Abbiamo costituito il direttivo “mondo produttivo” che riunisce 10 categorie agricoltura, pesca, commercio, ambulanti ed altri, per avere un peso maggiore, nel rappresentare 900mila lavoratori.

  2. Carmela crisafulli says:

    Perché le società sportive senza scopo di lucro e titolari di concessioni demaniali sono anch’esse soggette al decreto concorrenza?

    • Cara Carmela, non ci resta che sorridere.
      nel caso il popolo italiano potesse esprimersi direttamente, le società sportive sarebbero le prime a essere escluse, i dipendenti di tutti i concessionari sarebbero i primi a essere tutelati con passaggio diretto tra l uscente e l entrante, e noi concessionari stessi verremmo tutelati dal buonsenso. Purtroppo, e con la benedizione di chi potrà rubare lo stipendio fino a una pensione dorata senza alcun rischio, le cose “devono” andare diversamente.

  3. Teo Romagnoli says:

    La situazione delle spiagge andava benissimo così com’era ! Chi vuole una concessione può chiedere ad un concessionario e COMPRARSELA! Come abbiamo fatto noi, davanti ad un notaio pagando le tasse! In cambio ci si sottomette alle regole dello stato. Se non ci sarà più la certezza del futuro nessuno investirà più.. é così difficile da capire?? Perché in Italia se una cosa va bene la si deve guastare..?? Si toglie il lavoro alle famiglie e le grosse ingiustizie come appalti truccati, corruzione, sprechi di soldi pubblici, soprusi delle banche, grossi evasori, multinazionali che non pagano le tasse passano in secondo piano. Volete fare credere che i ladri in Italia sono i balneari..gente che andrebbe premiata per aver investito nel settore pubblico, che di mestiere fa passare momenti spensierati a famiglie italiane e turisti, che in molti casi fa fare i “signori” agli operai. Invito i 4 deficenti che scrivono e ribattono colpo su colpo in questa chat a spostare la loro rabbia sulle categorie sopra citate, e scusate se da bambini qualcuno vi ha rubato secchiello e paletta, siete fuori luogo. Speriamo che il nuovo governo rimedi alla cattiveria e cociuttaggine dello sciagurato governo draghi, arrivato per gestire un’ emergenza e ha lasciato voragini sociali e miseria diffusa..mentre noi ci sveniamo con le bollette lo stato sta già intascando i soldi del pnrr da ridare all’ Europa.

  4. Vedi Carmela io sono un concessionario di un’area di 29 mq. del D.M. dove, 50 anni fa hanno concesso licenze su costruzioni di difficile rimozione, sono rifugi per barche scavate in parte nella roccia, zona dove non c’è ne spiaggia, ne piano spiaggia, mi fanno pagare quel canone minimo che per quest’anno sarebbe di quasi 3.000 euro, sono un no profit e forse rischio di andare a gara. Sono considerato come un operatore di spiaggia che paga per 1.000 mq. di spiaggia,
    a Teo così gli andava bene a me no, perché credo non sia giusto che paghi come chi ne fa un profitto.
    Questa è la lungimiranza del politico e di chi ci amministra.

    • scusi franco ma forse anche altri suoi concittadini potrebbero avere interesse a mettere le loro imbarcazioni nel rifugio da cui il comune può e deve trovare il miglior compromesso tra le caratteristiche no profit e interesse economico collettivo. sono certo che lei non sarà l’unica no profit del paese e quindi per lei come per tutti i concessionari è giusto usare il bene comune per il miglior interesse comune e quindi andare a gara.

  5. Vedi Dario quel bene che tu chiami “comune” cioè di tutti è stato costruito negli anni 60, poi licenze biennali.
    Nel 1985 in base alle leggi sul condono abusivo è stata chiesta una sanatoria dove sono state pagare le obblazioni dovute, accatastata, presentate tutti i documenti, data la proprietà superficiaria, imposto TARI ICI ora IMU.
    In quell’area sopra gli scogli c’è ne sono circa 400 tutte con le stesse caratteristiche “no profit” non esistendo un piano spiaggia nessun condono.
    Per una planimetria del 1965 solo alle 20 grotte su area Demaniale la dividente passa dentro la falesia anzi ad alcune le taglia a metà due concessioni, una trentennale e una al 2033 non più valida.
    le altre 380 vengono considerate in area privata o comunale in quanto la dividente D. M. passa fuori i cancelli dei manufatti, di conseguenza hanno avuto concessioni trentennali rinnovabili con unico costo al mq. x gli anni pattuiti. ecco perché sono incaz…
    Il comune che ci amministra non doveva darci una LICENZA a sanatoria
    rinnovabile a 6 anni ma; doveva in base alla circolare del 2001 (riforma Bassanini
    passaggio delle competenze del Demanio alle Regioni e Comuni), le opere di difficile rimozione in base alla “tabella delle Tipologie delle opere” (A. B. E. le Concessioni vengono date con Atto Formale o Pubblico), come è stato fatto per le grotte su area Comunale.
    Io in quella LICENZA, data a sanatoria ad una costruzione destinata a rimanere in quanto non demolibile, ne sono titolare superficiario dal 2017 e non penso che tu creda che esista babbo natale, mi si chiede il canone annuale minimo di 3000 euro come avessi una concessione demaniale di 1000 mq. e forse rischio di andare all’asta.
    Dario: ti faccio presente che se dovessi partecipare per l’area esterna e per gli scali di alaggio barche soggetti ad ogni mareggiata non dovrebbero essere ripristinati si rischia il penale.

    • Nikolaus Suck says:

      Mi pare che ci sia una certa confusione sui titoli e provvedimenti amministrativi in gioco. Ma la sintesi sembra essere: ho commesso un abuso edilizio privato su beni pubblici (tra l’altro non sanato e probabilmente nemmeno sanabile, aver solo fatto domanda di condono non basta), grazie a quell’abuso merito 30 anni di concessione, e siccome lo uso per fatti miei pure con lo sconto.
      A ben vedere forse confusione non è la parola esatta…

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