Attualità

Numero di stabilimenti balneari in aumento: i dati 2022 regione per regione

Lo studio di Unioncamere sottolinea un aumento di 1.143 aziende in dieci anni. Il 68% fattura meno di 250 mila euro all'anno.

È di 7.173 il numero di stabilimenti balneari operanti lungo tutta la penisola italiana, il 25% in più rispetto a dieci anni fa. Lo rivela un’indagine di Unioncamere sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, aggiornati al 31 dicembre 2021. Lo studio sottolinea che, calcolando solo i 770 Comuni costieri italiani, la media nazionale è di circa uno stabilimento balneare ogni chilometro di costa italiana.

Le regioni con il maggiore numero di stabilimenti balneari

L’Emilia-Romagna è la regione con il maggiore numero di stabilimenti balneari in Italia, ben 1.063, circa il 10% del totale nazionale. Di questi, 191 si trovano a Ravenna, 155 a Rimini, 153 a Cervia, 117 a Riccione e 114 a Cesenatico, per citare solo le prime cinque località della riviera. Se si conta che la costa emiliano-romagnola è estesa per 135 chilometri, ma solo 108 di questi sono adibiti alla balneazione, si può calcolare che in questa regione si trova in media uno stabilimento balneare ogni 100 metri circa di spiaggia balneabile.

Nella classifica italiana sul maggiore numero di stabilimenti balneari, sul secondo gradino del podio troviamo la Toscana con 914 imprese. Qui la densità è molto minore, dal momento che la costa toscana è lunga ben 397 chilometri e dunque troviamo in media 2,3 stabilimenti ogni chilometro. A livello di singola località, però, Camaiore batte il record nazionale di densità, contando ben 91 stabilimenti balneari su appena 3 chilometri di costa, ovvero ben 30 ogni chilometro. Al terzo posto della classifica fra regioni c’è invece la Liguria con 807 imprese balneari su 330 chilometri di litorale (2,4 per chilometro).

L’aumento del numero di stabilimenti balneari

Secondo lo studio di Unioncamere, dal 2011 c’è stato un significativo aumento di numero di stabilimenti balneari, incrementati di ben 1.443 unità in dieci anni. «Le protagoniste della crescita nell’ultimo decennio sono le regioni del Sud, decisamente lanciate al recupero delle posizioni rispetto al centro-nord», sottolinea l’indagine. «Nel periodo considerato, la crescita più rilevante in termini assoluti ha interessato la Calabria (+328 unità) che ha raddoppiato la dotazione del 2011. Seguono la Sicilia (+198 attività, +67,6% nel decennio), la Campania (+184) e la Puglia (+160). In termini relativi, l’accelerazione più consistente del decennio è quella della Sardegna (+162,5%)».

La tipologia di aziende e i fatturati

Dai dati delle Camere di commercio emerge che l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare si realizza prevalentemente sotto forma di società di persone (3.507 le aziende con questa forma giuridica alla fine del 2021, pari al 43% del totale), riflettendo la frequente conduzione familiare di questo tipo di azienda. A scegliere la formula della società di capitale sono invece 2.099 imprese (29% del totale), mentre la restante quota del 28% si distribuisce tra imprese individuali (25%) e altre forme, principalmente costituite da cooperative (3%).

Quanto alla governance, un’impresa balneare su quattro è guidata da donne (1.809 attività, il 25,2% del totale, un dato superiore alla media sul totale nazionale del 22,1%) mentre solo il 6% (427 realtà) risulta guidata da giovani under 35, una quota inferiore alla media nazionale dell’8,9%. Il maggiore numero di stabilimenti balneari a conduzione femminile si trova in Calabria con il 31,3%, seguito da Friuli Venezia Giulia col 31%, Toscana col 28,8% e Lazio col 28,6%. La regione con il minore numero di rappresentanza rosa è il Veneto con l’11%. Quanto alle imprese giovanili, i tassi di presenza più elevati si riscontrano nelle regioni del sud, sempre con la Calabria in testa (12,7% di imprese giovanili sul totale del numero di stabilimenti balneari), seguita da Basilicata (9,1%), Sicilia (8,4%) e Campania (8,1%).

In merito al fatturato, infine, «prendendo in esame le circa 1.700 società di capitale per cui sono disponibili i dati di bilancio – afferma Unioncamere – la foto restituita dal Registro delle imprese disegna l’identikit di un settore popolato per il 68,4% da realtà al di sotto dei 250 mila euro di fatturato, mentre il 18,6% si colloca tra i 250 e 500 mila euro, il 9,5% è nella fascia tra 500 mila e 1 milione di euro e infine un piccolo drappello (il 3,4%) totalizza a fine anno incassi superiori ai sei zeri».

Per approfondire

© Riproduzione Riservata

Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
Seguilo sui social: