Attualità

“No Bolkestein”, blitz di protesta: Roma bloccata

Una manifestazione non autorizzata ha mandato la capitale in tilt. Gli ambulanti chiedono l'esclusione dalla direttiva.

Prosegue la protesta degli ambulanti contro la direttiva Bolkestein, che impone – come per gli stabilimenti balneari – il riaffidamento pubblico dei titoli concessori. Nel pomeriggio di ieri, con una manifestazione non autorizzata, un centinaio di ambulanti ha invaso la capitale con decine di furgoni tappezzati di scritte “No Bolkestein”, marciando lentamente sul Lungotevere per bloccarne la viabilità e recandosi poi in Piazza Venezia, dove il traffico è andato subito in tilt. La polizia ha rilevato le targhe di tutti i mezzi per procedere ai dovuti accertamenti. La situazione è stata ripristinata solo alle ore 20, con notevoli disagi per la città a causa di quello che è stato un vero e proprio blitz.

La richiesta degli ambulanti è sempre la stessa: chiedere al governo l’esclusione della categoria dalla direttiva europea Bolkestein. «Il tavolo di confronto aperto lo scorso 3 novembre da Palazzo Chigi non ha ancora avuto un seguito», denuncia Alessia Salmoni, portavoce dei manifestanti, intervistata da RomaToday.

C’è ancora una parte della categoria, infatti, che non accetta gli imminenti bandi, in arrivo a maggio 2017: «Tra pochi mesi tanti padri di famiglia si ritroveranno senza lavoro. Come campiamo i nostri figli?», si chiede Fabrizio Pavoncello, titolare di un banco di biancheria per la casa a Roma. «Mio padre ha avuto la licenza nel 1948, era un sopravvissuto ai campi di sterminio di Auschwitz. Io ci lavoro da quando ero bambino e oggi con un reddito imponibile di 15-20 mila euro l’anno do da mangiare a tutta la famiglia».

Problemi molto simili a quelli degli imprenditori balneari, che per questo riportiamo qui. Ma gli approcci sono senza dubbio molto diversi: già in seguito al tavolo dello scorso 3 novembre, quando i rappresentanti degli ambulanti hanno fatto uscire la voce di una loro esclusione dalla Bolkestein (riportata anche su Mondo Balneare, vedi articolo), il governo si è molto irritato per quella che è poi stata giudicata una notizia infondata, ma che intanto ha generato alcune ore di scompiglio. L’applicazione della direttiva, infatti, non sarebbe in discussione, ma il rischio è che si avvii un caos burocratico senza precedenti: proprio come per le concessioni balneari, data la latitanza del governo nel varare una legge-quadro di riforma, alcune regioni si stanno muovendo in autonomia; così per gli ambulanti, per esempio, il Comune di Torino la settimana scorsa ha sospeso la pubblicazione dei bandi di affidamento (vedi notizia). La battaglia si preannuncia insomma ancora lunga.

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