Friuli Venezia Giulia

Nasce la prima comunità energetica rinnovabile balneare in Italia

Il progetto è stato fondato a Lignano Sabbiadoro

È nata a Lignano Sabbiadoro, sulla costa friulana, la prima comunità energetica rinnovabile balneare d’Italia. Ideato un anno fa, il progetto è divenuto realtà grazie alla sua costituzione in forma cooperativa e a partecipazione pubblica, sulla quale nei giorni scorsi ha espresso parere favorevole la Corte dei conti. Nel dettaglio, il progetto consiste in una partnership tra Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), il Comune di Lignano Sabbiadoro e la cooperativa benefit Part-Energy, nata a Udine nel maggio del 2021. Per i prossimi tre anni, Part-Energy, Enea e la Regione Friuli Venezia Giulia affiancheranno il Comune di Lignano Sabbiadoro nella creazione della prima comunità energetica per una destinazione turistica.

«La novità più significativa che abbiamo introdotto risiede nel modello operativo adottato», ha commentato il vicepresidente di Part-Energy Mauro Guarini. «A differenza di quei pochi sistemi operanti sul territorio nazionale che propongono un singolo modello giuridico per ogni comunità energetica in fase di registrazione, noi abbiamo adottato una piattaforma unica che andrà a registrare le diverse configurazioni per ogni singolo territorio interessato alla creazione di una nuova comunità energetica a favore di famiglie e imprese, che promuova non solo una cultura comunitaria, bensì alimenti politiche di cooperazione e sostenibilità ambientale».

Aggiunge il vicesindaco di Lignano Sabbiadoro Manuel La Placa: «Portare la nostra città a essere la prima comunità energetica balneare italiana e renderla un vero e proprio “caso di studio” per l’Enea è un passaggio che si sviluppa in parallelo con le politiche di espansione degli impianti comunali fotovoltaici a cui stiamo lavorando, nonché agli incentivi erogati ai privati nello stesso senso da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Si partirà subito con l’organizzazione di una serata interamente dedicata al lancio del progetto e al coinvolgimento diretto delle nostre imprese, cittadini e categorie economiche che vogliamo partecipino da subito, al fine di espandere gli strumenti di produzione di energia rinnovabile e soprattutto della relativa produzione e condivisione sul territorio».

Infine Giorgio Ardito, presidente della società Lignano Pineta (azienda che è stata fra i promotori, insieme al Comune, della comunità energetica), ha sottolineato i notevoli vantaggi del progetto: «Come operatori turistici del Comune di Lignano, abbiamo sempre ritenuto che fosse utile sia realizzare impianti energetici ambientalmente sostenibili, sia trovare soluzioni condivise per la nostra località. Abbiamo realizzato sui tetti delle villette accanto all’Hotel President, di nostra proprietà, impianti per 73 Kwh che consumiamo in parte o totalmente durante la stagione turistica. Ci piacerebbe, però, nel momento in cui l’albergo è chiuso o a inizio e fine stagione, poter mettere a disposizione della comunità tutta l’energia non consumata. Un altro impianto lo abbiamo realizzato su un altro immobile in concessione demaniale per altri 20 Kwh e qui riusciamo a consumare tutto l’anno solo una parte dell’energia prodotta e volentieri la metteremmo a disposizione della rete.

«Restano però purtroppo in standby altri due impianti fotovoltaici già progettati e in parte realizzati, per quanto riguarda la guaina su cui poggiano i pannelli, su un grande immobile di proprietà per un totale di 180 Kwh», ha fatto presente Ardito «Su questi impianti stiamo infatti aspettando una risposta dall’Unione europea a un provvedimento italiano che sembra avere qualche problema in tema di aiuti di Stato e al quale l’Ue non ha ancora dato risposta dal marzo scorso. A prescindere comunque dagli impacci burocratici, noi ci siamo lanciati, insieme al Comune e ad altri operatori, nella creazione della comunità energetica di Lignano perché, come detto, la riteniamo utile alla comunità e perché abbiamo potuto anche condividerla con alcuni nostri collaboratori che vivono in varie zone di Lignano e in alcune frazioni del contiguo Comune di Latisana e che risultano sotto la stessa cabina di alta tensione, e che dunque potranno averne indubbi benefici. È anche questa una forma di welfare aziendale. Siamo inoltre entusiasti del fatto che Lignano possa essere una case history per Enea, per la visibilità che questo darà alla destinazione turistico-balneare e perché così, dopo la fibra ottica Ftth portata da Irideos e Lignano Banda Larga, ci sarà un altro motivo per parlare di Lignano come città turistica all’avanguardia».

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