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“Mattarella non firmi il decreto Infrazioni”, l’appello di 50 giuristi

Secondo i firmatari, la proroga al 2027 sulle concessioni balneari "contrasta col diritto italiano ed europeo"

Oltre 50 personalità tra giuristi, accademici ed esponenti del mondo della cultura hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché non promulghi la legge di conversione del decreto legge n. 131 del 2024, il cosiddetto “decreto Infrazioni”, con cui il governo Meloni ha disposto la possibilità di un’ulteriore proroga delle concessioni balneari fino al 2027. Secondo i sottoscrittori, la proroga è «in aperto contrasto con il diritto unionale ed interno».

«La situazione di contrasto con il diritto dell’Unione europea – sostengono i firmatari – non è più accettabile e diviene pericolosa per i diritti dei cittadini e il loro esercizio, finendo per bloccare l’operato dei Comuni, creando confusione nella gestione e fruizione della risorsa pubblica». Per queste ragioni l’appello chiede al capo dello Stato, quale garante della Costituzione e «guardiano del rispetto dei trattati e degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle organizzazioni sovranazionali», di esercitare il potere di rinvio previsto dall’articolo 74 della Costituzione, non procedendo alla promulgazione della legge di conversione del decreto legge che è in fase di votazione in questi giorni alla Camera.

Tra i firmatari dell’appello ci sono l’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, l’ex presidente dell’Autorità di portuale del Mar Tirreno centrale Pietro Spirito e svariati docenti universitari di tutta Italia. Già nel 2023 il presidente Mattarella aveva espresso perplessità sulla proroga di un anno delle concessioni balneari, approvata dal governo Meloni.

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