Ambiente Toscana

Toscana, il nuovo Masterplan contro l’erosione costiera vale 547 milioni

La Regione approva una strategia di lungo periodo per la tutela del litorale: previsti 166 milioni di euro di interventi nei primi dieci anni e un fabbisogno complessivo di 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti

Una strategia di lungo periodo per contrastare l’erosione costiera, proteggere abitati e infrastrutture e aumentare la capacità del litorale toscano di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. È questo l’obiettivo del nuovo Masterplan della costa 2026, presentato dalla Regione Toscana e approvato dalla giunta guidata dal presidente Eugenio Giani. Il piano definisce un quadro unitario per programmare gli interventi lungo l’intero litorale regionale, superando una gestione basata prevalentemente sulla risposta alle singole emergenze. Il fabbisogno economico complessivo stimato per attuare le azioni previste nell’arco di 15-20 anni ammonta a 547 milioni e 710mila euro. Per i primi dieci anni la previsione è invece di circa 166 milioni di euro. Di questi, oltre 134 milioni di euro sono destinati agli interventi strutturali, circa 28,4 milioni alle attività di ripristino e rimodellamento stagionale e 2,8 milioni a studio e ricerca. A queste cifre si aggiungono circa 77 milioni di euro relativi a interventi già finanziati, in parte realizzati e in parte in corso di realizzazione.

Giani: “Il nostro orizzonte strategico è di vent’anni”

Presentando il Masterplan, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato la necessità di una programmazione capace di guardare oltre le singole emergenze: “Abbiamo approvato in Giunta il Masterplan degli interventi per il contrasto all’erosione costiera, una pianificazione che guarda ai prossimi vent’anni e che, proprio per questo, prevede interventi strutturali molto importanti, con una potenzialità complessiva di oltre 500 milioni di euro. È questo il nostro orizzonte strategico. Se guardiamo già ai prossimi dieci anni, parliamo di interventi per 166 milioni di euro, da programmare e graduare sulla base delle priorità e delle situazioni di maggiore criticità. Le emergenze più significative le riscontriamo nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino soprattutto alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di realizzare interventi che siano complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara. Ma il Masterplan guarda all’intero litorale regionale: penso anche al fronte di Punta Ala e Follonica e, da lì, verso il Parco dell’Uccellina”.

Tra le aree sulle quali si concentreranno i prossimi interventi ci sono anche Tirrenia e Marina di Pisa. “Nei prossimi mesi – ha proseguito Giani – l’attenzione si concentrerà in particolare anche su Tirrenia e Marina di Pisa, sulla base dello studio realizzato con l’Università di Firenze e attraverso interventi sulle barriere capaci di attenuare l’impatto del moto ondoso su tratti di costa che, in questo caso, interessano anche aree densamente abitate”.

Il presidente ha inoltre evidenziato il rapporto tra tutela della costa e turismo balneare: “Contrastare l’erosione e intervenire con i ripascimenti significa inoltre restituire alle nostre coste la loro piena capacità di attrazione turistica, in una fase in cui il turismo balneare rappresenta una componente fondamentale dell’economia della Toscana. Naturalmente – ha concluso il presidente della Regione- programmare questi interventi significa anche individuare le risorse necessarie per realizzarli. Sul contrasto all’erosione costiera il PNRR aveva inizialmente prospettato la possibilità di interventi importanti e la Regione Toscana aveva indicato proprio questo come uno dei progetti strategici e simbolici su cui investire. Quelle risorse, però, non si sono poi concretizzate. Per questo punteremo molto sui fondi strutturali europei e in particolare sulla nuova programmazione settennale del Fesr che partirà dal 2028. Allo stesso tempo auspichiamo che arrivino anche risorse nazionali da parte del Governo, più volte prospettate ma che finora non si sono concretizzate”.

Le aree più critiche: Massa-Carrara, Tirrenia e Follonica

L’erosione costiera rappresenta una delle principali criticità ambientali della Toscana. Il nuovo Masterplan suddivide il litorale in unità fisiografiche e individua per ciascuna di esse criticità, priorità, interventi e risorse necessarie. Particolare attenzione è rivolta alla provincia di Massa-Carrara, dove l’arretramento della linea di costa è particolarmente evidente, soprattutto nell’area della foce del Frigido. Altre situazioni critiche riguardano Cinquale e Follonica.

“Lo scopo del Masterplan – ha spiegato l’assessore Barontini – è dare una visione organica e una programmazione di lungo periodo agli interventi contro l’erosione costiera. Abbiamo individuato un orizzonte di vent’anni, all’interno del quale programmare azioni sito-specifiche, perché ogni tratto di costa presenta caratteristiche e criticità diverse e richiede quindi soluzioni mirate. Una strategia ancora più necessaria di fronte a fenomeni erosivi che negli ultimi anni stanno interessando in maniera crescente le nostre spiagge”.

La necessità di reperire ulteriori finanziamenti è uno dei punti centrali del piano. “Dal 2021 ad oggi, tra fondi regionali e Fesr, sono stati stanziati circa 77 milioni di euro, ma un Masterplan che prevede interventi per 166 milioni nei primi dieci anni e 547 milioni nell’arco dei vent’anni avrà bisogno di ulteriori risorse”, ha aggiunto l’assessore. “Dopo il mancato finanziamento attraverso il PNRR, la Regione ha investito risorse proprie e utilizzato fondi europei. In vista della nuova programmazione europea dal 2028 lavoreremo perché una quota importante delle risorse possa essere destinata alla salvaguardia delle nostre coste, che significa tutelare anche un patrimonio ambientale ed economico fondamentale per la Toscana”

Barontini ha quindi indicato alcune delle situazioni considerate più urgenti. “Tra le situazioni che richiedono maggiore attenzione c’è sicuramente la provincia di Massa-Carrara, a partire dalla foce del Frigido, dove l’arretramento della linea di costa è particolarmente evidente. Altre criticità riguardano Cinquale e Follonica. I ripascimenti sono importanti, ma dobbiamo ricordare che le spiagge non sono soltanto luoghi di villeggiatura e attrazione turistica: rappresentano una difesa naturale del territorio e degli abitati che si trovano alle loro spalle. Ci sono poi interventi strutturali già programmati. A Marina di Pisa, ad esempio, sono stati stanziati 7 milioni di euro per intervenire sulla cosiddetta ”cella 4”, con la modifica dell’attuale spiaggia di ghiaia e il suo prolungamento di circa 70 metri. Un intervento importante che si inserisce pienamente nella strategia delineata dal Masterplan”.

Oltre 462 milioni per gli interventi strutturali

Il quadro economico del Masterplan prevede complessivamente oltre 462 milioni di euro per gli interventi strutturali, dei quali circa 134,8 milioni nel primo decennio. La parte più consistente delle risorse riguarda il tratto compreso tra la foce del Magra e Livorno, dove sono stimati interventi per oltre 189 milioni di euro, di cui circa 44,6 milioni nei primi dieci anni. Per il tratto Punta Lillatro-La Torraccia la previsione complessiva è di circa 49,4 milioni di euro, con 23,7 milioni nel primo decennio. Per Baratti-Follonica-Punta Ala sono previsti circa 45,9 milioni, di cui 17,4 milioni nei primi dieci anni.

La stima per l’unità Punta Rocchette-Cala Rossa raggiunge invece 51,9 milioni di euro, con 22 milioni nel decennio iniziale. Per Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia sono previsti complessivamente circa 57,1 milioni di euro, dei quali 17,9 milioni nei primi dieci anni. Il piano comprende inoltre gli interventi tra Ansedonia e Chiarone, quelli sulle cosiddette “pocket beaches”, ossia le spiagge di dimensioni più contenute, e le opere specificamente destinate alla difesa degli abitati costieri.

L’obiettivo è aumentare la resilienza del sistema costiero attraverso interventi calibrati sulle caratteristiche dei singoli tratti di litorale, privilegiando ripascimenti strutturali o ripascimenti protetti attraverso opere a basso impatto ambientale.

Il fabbisogno: 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti

Un ruolo centrale nella strategia regionale sarà svolto dai ripascimenti, attraverso l’apporto di nuovi sedimenti nelle aree maggiormente interessate dall’erosione. Il Masterplan stima un fabbisogno complessivo di circa 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti lungo il litorale toscano. Di questi, circa 1,3 milioni di metri cubi riguardano la sola unità fisiografica settentrionale, compresa tra la foce del Magra e il porto di Livorno. Per i primi dieci anni il fabbisogno previsto è di circa un milione di metri cubi, pari al 35% del totale.

La Regione punta inoltre a valorizzare i sedimenti già disponibili lungo la costa, applicando principi di economia circolare. Negli ultimi anni è stato avviato un percorso con Ispra, Arpat e Consorzio Lamma per favorire, dove possibile, il riutilizzo dei materiali negli interventi contro l’erosione e ridurre il ricorso a risorse esterne.

Il cambiamento climatico accelera l’erosione

Il Masterplan considera anche l’evoluzione delle dinamiche costiere legate ai cambiamenti climatici. Secondo il direttore della Protezione civile e difesa del suolo, Giovanni Massini, l’obiettivo realistico non è quello di riportare il litorale alle condizioni di un secolo fa, ma di mantenere la linea di costa attuale e intervenire sulle situazioni maggiormente critiche: “Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è realistico. Già riuscire a mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, accompagnandola con miglioramenti localizzati nelle situazioni più critiche, come quella di Massa, rappresenta un obiettivo molto sfidante. Con i cambiamenti climatici, infatti, le dinamiche dell’erosione sono diventate molto più rapide e arretramenti che un tempo si verificavano nell’arco di molti anni oggi possono avvenire in tempi decisamente più brevi. Accanto agli interventi di difesa e ai ripascimenti dobbiamo però lavorare anche per ripristinare, nel tempo, la dinamica naturale tra corsi d’acqua e costa. I sedimenti trasportati dai fiumi costituiscono infatti una delle principali fonti di alimentazione delle nostre spiagge”.

Il tema dell’apporto sedimentario dei fiumi viene quindi considerato parte integrante della strategia di difesa delle spiagge. “Negli ultimi decenni – ha concluso Massini – alla maggiore forza del mare legata anche ai cambiamenti climatici si è sommata una forte riduzione dell’apporto di sedimenti fluviali, conseguenza anche delle consistenti escavazioni effettuate negli anni Settanta e Ottanta, i cui effetti sulla costa vediamo oggi. Dobbiamo quindi invertire questa tendenza, favorendo nuovamente l’arrivo dei sedimenti al mare e realizzando interventi capaci di ridurre l’energia del moto ondoso sulla costa. È questa la strada per conservare le nostre spiagge e, dove possibile, tornare progressivamente ad ampliarle”.

Monitoraggio permanente e aggiornamento del piano

Accanto agli interventi strutturali, il Masterplan prevede un sistema permanente di monitoraggio, studio e ricerca. Il controllo dell’evoluzione della linea di costa sarà affidato al Consorzio Lamma, con particolare attenzione alle aree più critiche e alla verifica dell’efficacia degli interventi già realizzati. La strategia regionale prevede un raccordo costante con il mondo scientifico e un approccio flessibile, nel quale le soluzioni vengano valutate caso per caso in funzione delle caratteristiche dei diversi tratti di costa.

Le linee di indirizzo costituiscono la cornice strategica della programmazione regionale. Gli interventi saranno attuati progressivamente attraverso il Documento operativo annuale per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera, sulla base delle priorità individuate e delle risorse disponibili. Il Masterplan sarà inoltre aggiornato nel tempo in funzione dell’evoluzione delle conoscenze e con il contributo degli enti locali, del sistema universitario, del Lamma, degli enti di ricerca, delle associazioni e degli altri soggetti interessati.

La sfida dei finanziamenti

Il nodo delle risorse rimane centrale. A oggi il Masterplan non dispone di uno specifico finanziamento nazionale e le risorse disponibili provengono prevalentemente da fondi regionali, risorse europee Fesr e finanziamenti statali legati alle emergenze. La Toscana intende quindi proseguire il confronto con il Governo per individuare ulteriori canali di finanziamento e, allo stesso tempo, prepararsi alla nuova programmazione europea che partirà nel 2028.

La dimensione economica della strategia riflette la natura stessa dell’erosione costiera: un fenomeno che non riguarda soltanto la superficie delle spiagge, ma coinvolge la sicurezza degli abitati e delle infrastrutture, il patrimonio ambientale e la capacità dei territori costieri di mantenere la propria attrattività turistica.

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