Attualità

Mareggiate al sud Italia, demoliti stabilimenti e lungomari

Ingenti danni in Sicilia, dove parte di un lido è crollata a causa della burrasca

Il sud Italia è stato sferzato dalle mareggiate dello scorso fine settimana, con forti venti che hanno provocato intense burrasche sulle spiagge di Calabria, Campania e Sicilia soprattutto sul versante tirrenico. Colpiti, seppure in misura minore, anche i litorali di Abruzzo, Molise e Puglia.

I danni più gravi si registrano in Sicilia, dove i cavalloni hanno superato la spiaggia e invaso le strade, danneggiando gli stabilimenti balneari e i lungomari. A Trabia (Palermo) è stato in parte demolito il Lido Vetrana, con una porzione interamente crollata a causa della burrasca; mentre a Marsala (Trapani) un tratto del lungomare ha ceduto cadendo in mare. In Campania, invece, onde alte oltre quattro metri hanno sommerso la località di Palinuro in Cilento, danneggiando le strutture in prima linea sulla spiaggia.

Come per le recenti mareggiate che hanno colpito il Veneto appena dieci giorni fa, anche in questo caso si tratta di fenomeni estremi sempre più frequenti a causa dell’innalzamento del mare di causa antropica, che sta determinando l’accentuarsi dell’erosione costiera col conseguente rischio di scomparsa di ampi tratti di spiagge.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. infatti io domenica mattina ho avuto una bella sorpresa, ormai è da anni che nella spiaggia dove sorge il mio stabilimento che l’erosione costiera” bussa alla porta”. Negli ultimi due anni con le mareggiate di libeccio il tratto di spiaggia si è ridotto da 55mt a 15mt. di buona mattina ho dovuto rinforzare alcune strutture che erano rimaste in bilico puntellandole e fissandole con mezzi di fortuna. l’erosione costiera ormai è un fenomeno inevitabile. i governi negli anni anno ben pensato a politiche errate a discapito della popolazione e dei territori. Purtroppo la stupidita non ha orizzonti ne colori politici e quindi ecco i risultati.

  2. Queste sono le problematiche da andare a discutere in Europa, perche’ non basta piu’ puntellare con mezzi di fortuna.Servono soldi,tanti soldi ma i nostri politici scrivono letterine giusto per fare incazzare di piu’ la Commissione che di pazienza ne ha avuta fin troppa.Ce la farete a farci comminare la suonata della multa con questi rinvii,poi dopo la pagherete voi,insieme ai soldi per risolvere il problema dell’erosione e dell’innalzamento dei mari che ormai ha portato il valore delle “vostre spiagge” a meno di una cicca.

  3. Vedi Rocco se il comune avesse fatto il suo dovere facendo i PUL con regolarità e avesse fatto i bandi la tua concessione non ci sarebbe più e non avresti questi problemi..il tuo messaggio è la prova che i bandi e le scadenze certe garantiscono gli investimenti nel periodo di concessione.

    • Dario certo che proprio non ti va giù!!!! a maggior ragione non si dovrebbero fare le aste, metti caso che tu avresti vinto la concessione dove ho io lo Stabilimento, il mutuo lo avresti dovuto pagare lo stesso quindi con le aste non credo che si migliorano le cose anzi!!!!!! si peggiorano e tu ne sei la prova, guarda altrove tipo le plusvalenze fittizie dei giocatori o il parlamento Italiano dove i propri parlamentari vengono intercettati senza autorizzazioni ecc. ecc.

  4. i soldini per il ripristino li metteranno quei dementi dei 5 stelle. Nessuno ha convenienza a spendere per le riparazioni a fronte di incertezza o 5 anni di validità della concessione.

    • Lorenzo Pinto says:

      Perché, sennò li mettevate voi?
      A belli, l’abbiamo capito come funziona: voi vorreste le concessioni eterne e pure che il resto del popolo italiano ci metta i propri soldi per salvare le “vostre” spiagge.
      Nient’altro?
      Pure grazie vi dobbiamo dire?
      Incredibile.

    • Scogliere soffolte forse…. Solo se vengono fatte bene e cioè che rispettino le misure stabilite dai tecnici, sia alla base e sulla berna delle stesse.
      È abitudine delle varie imprese costruttrici di scogliere, di posizionare anche la sola metà degli scogli necessari, tanto nessuno controlla. Poi negli anni ci si accorge che non funzionano.Parlo per esperienze personali. Poi risolte a suon di diffide.

      • hai perfettamente ragione, si aggiudicano le gare con determinati parametri da rispettare, ma quando fanno la posa delle scogliere soffolte, pochi o nessun controllo, e fanno i lavori a caso, poi si vedono i risultati negativi nel tempo. Io che sono un sub, anche in inverno vado a pesca amatoriale, noto sott’acqua, la disomogeneità e le anomalie nella posa di queste scogliere.

  5. Ilaria mi spiace dirtelo le “VOSTRE SPIAGGE” come dici tu!!!! non sono nostre ma della collettività, il vero valore che ogni spiaggia d’ Italia ha, siamo noi gestori con la professionalità ed il bagaglio maturato negli anni, le spiagge valgono poco o niente, NOI siamo il VALORE, fatto da sudore e sacrifici, credimi può venire uno tsunami ma quelli come me la prossima stagione sono li operativi più che mai a vendere sole, mare ed allegria!!!!!!!!!!!!!!!

    • É proprio questo il nodo malato che sta alla base della questione: vender il sole è una blasfemia perché non si può vender qualcosa che appartiene a tutti: é una grave ingiustizia anche solo pensar di volersi appropriare e per di più commercializzare un bene presente in natura che, come tale, dovrebbe esser esclusivamente a titolo gratuito per chiunque.
      Le concessioni di beni pubblici a privati fondano la loro iniqua esistenza su una dissonanza etica di enorme rilevanza.
      Le mareggiate di codesti giorni son la prova per gli atei e la conferma per i credenti a guisa di una consapevolezza ineluttabile : Dio esiste.

    • Nikolaus Suck says:

      Vale anche il contrario però: senza il cespite aziendale “spiaggia” che non vi appartiene ma è oggetto solo di concessione temporanea tutta l’azienda perde di valore quindi scaduta la concessione non potete rivendicare nessun “valore aziendale”, che infatti la giurisprudenza in materia di concessioni esclude da sempre.

      • Suck, le nostre aziende valgono perchè siamo in uno stato di diritto che tutela chi lavora. è vero senza le spiagge le nostre aziende non hanno un gran valore. ma e pur vero che le spiagge senza di noi chi ci andrebbe a lavorare tu, Ilaria, o qualche europeista amico tuo. la giurisprudenza parla di sbaraccare il tutto ma per quanto riguarda l’avviamento ho il valore che si acquisisce negli anni quello c’è e ci sarà! il contrario forse vale e forse no io ho visto molti lidi fallire perchè il gestore è cambiato o a dato in gestione. quindi credo che può essere ma forse no!

  6. Io capisco che il problema evidenziato in questo articolo e’ grave e che bisognerebbe intervenire seriamente e in fretta,ma non solo per mettere al sicuro strutture che li’ non dovrebbero esserci.Invece qui si parla ancora di periodi transitorio o legge Ponte che in ogni caso al 2024 sarebbero prive di effetto,come dice la sentenza del CdS piaccia o no.La politica,fra le righe e sommessamente,f,,a capire che il perimetro della sentenza e’ stretto e in quello bisogna muoversi e allungare i tempi va a discapito anche delle gravi problematiche da risolvere sul lato della questione ambientale urgentissima e molto molto dispendiosa e che non deve essere concepita per salvare le ” vostre”strutture,ma le “nostre”spiagge e le “nostre” Coste.Roby,mia mamma ringrazia!

    • Nikolaus Suck says:

      Ilaria se parla di strutture che lì “non dovrebbero esserci” la strumentizzano dicendole che però, almeno di regola, qualcuno le ha “autorizzate”. Per cui parlerei più di strutture che lì “non ci possono più stare”, per ragioni ambientali prima che “amministrative”. Perché questo è il problema che lei ha giustamente colto: gli odierni cambiamenti climatici ed ambientali a) semplicemente rendono non più sostenibili come prima gli “stabilimenti” strutturati tradizionali che secondo loro sarebbero il nostro “fiore all’occhiello” e che dovranno per forza ridimensionarsi, cambiare e adattarsi nei modi di sfruttamento della risorsa naturale, e le gare per le nuove concessioni serviranno anche a quello (infatti chi lo ha detto che la nuova concessione per tipo, collocazione, strutture, ampiezza etc. debba corrispondere a quella vecchia come l’aveva il precedente!); e b) sotto questo profilo hanno reso e rendono ancora più “scarsa” e da preservare una risorsa naturale che già è tale per definizione. E anche di questo non di potrà non tenere conto. E la difesa oltranza dell’esistente oltre che antigiuridica è anche anacronistica.

      • Ma illustri politici e sindacalisti nei vari incontri urlano che con 8000 km di Costa la risorsa non puo’ essere scarsa.E dicono che la Direttiva Bolkestein e’ anacronistica invece di vederla sempre piu’ attuale e urgente da applicare.E portano esempi assurdi di come potra’ essere il prossimo futuro se non saranno loro le sentinelle delle spiagge.Manca che fanno vedere il Gange quando I credenti fanno le Sacre abluzioni.E poi parlate di notizie manipolate.Fate vedere gli esempi virtuosi di quei paesi che mettono al primo posto la tutela dell’ambiente e non quella dei privilegi acquisiti.

  7. Senza bisogno della bolkenstein sarebbe sufficiente e legittimo dire: da oggi in Italia SOLO SPIAGGE LIBERE e il problema é risolto L incamerato demolito perché impattante e anche questo problema risolto.
    Perché gare! Forse qualcuno vuole delle imprese gratis? No dai non ci posso credere il motto é ONESTÀ ONESTÀ
    sole e aria finalmente gratis per tutti.
    I pochi titolari ,i tanti dipendenti, A CASA.
    ( dei proaste)

  8. Andrea si dio esiste, e ricorda il male che vuoi agli altri prima o poi ti torna. questo mi fa capire il personaggio che sei, privo di buon senso e di morale. ma alla fine guardati le tue di disgrazie, noi ci siamo abituati il problema è di chi non lo è!!!!!!! poi Caro Andrea, ancor di più mi fai capire che in tutto questo non ci hai capito un c…o, in quanto io vendo il servizio e le strutture per poter prendere il sole comodi comodi, senza quelli come me!!! dovresti portare il tuo bel lettino da casa e poi a sera riportarlo indietro. Poi mi viene da pensare seguendo il tuo ragionamento, ma l’acqua è un bene di assoluta necessita per l’essere umano ancor più del Sole del Mare eppure li paghi la tua bella bolletta alla società che ti vende l’acqua al rubinetto di casa. Quindi quelli come te invece di andare a battersi per cose serie vengono qui a sparar c.z.ate dalla mattina alla sera. AH!!!!! mio nonno diceva braccia rubate all’agricoltura………

    • Lorenzo Pinto says:

      Le concessioni ai distributori dell’acqua dovrebbero essere anch’esse riviste, soprattutto nei canoni irrisori e perché c’è stato un referendum in cui la maggioranza degli italiani ha votato per L’ACQUA PUBBLICA. Che i politici se ne freghi o è un’altra questione.
      C’è anche da considerare che le società suddette, pubbliche o private hanno un compito ben preciso: costruire e mantenere la rete di distribuzione dell’acqua.
      Tu mica paghi l’acqua in bolletta, ma il fatto che te la portino a casa.
      La spiaggia invece è lì e lì rimane, c’è lo da sfruttarla.

  9. poi Suck, io sbaracco quando lo dice il legislatore le tue sentenze per carità le applicheremo ma sempre dopo che il legislatore avrà stabilito il da farsi………….

  10. In un’economia di mercato lo stato interviene come regolatore per rimediare ai fallimenti del mercato. Nel caso del settore balneare (che è già in buona parte un consolidatissimo libero mercato) lo stato dovrebbe intervenire solo e soltanto dove sopravvivano affidamenti diretti pluridecennali. Dove invece dopo un iniziale affidamento diretto si siano avvicendate nei decenni proprietà differenti secondo i naturali meccanismi di libero mercato, lo stato deve lasciar fare, trattandosi di una soluzione ottimale alla salvaguardia dell’incentivo a creare valore e rispettosa del principio che la gestione di una risorsa pubblica non deve dare adito a rendite perpetue. (Sono questi esattamente i due aspetti in apparente conflitto che riassumono il nodo della questione spiagge/bolkestein che non a caso va avanti da 15 anni).
    In altri commenti ad altri post ho proposto questo semplice correttivo: la concessione dura per esempio 15/20 anni, o vendi la tua azienda entro la scadenza oppure riconsegni il titolo e vai a gara insieme agli altri. L’acquirente del mercato privato non compra il tempo residuo lasciato dal venditore, ma si vede ripristinata la durata totale della concessione. Questa soluzione concilia tutela del valore di impresa che, ripetiamolo, in ogni caso è e resta sempre un’impresa privata, e quindi l’incentivo a creare valore, da una parte, e dall’altra temporaneità del titolo, turnover forzato fra gli operatori, divieto di piantare le tende per sempre su suolo pubblico.
    Per altro, una conseguenza pratica, dato un limite temporale certo, sarebbe un forte ridimensionamento di certe valutazioni folli che in alcuni casi non hanno altra logica economica se non il valore di una rendita perpetua.
    Altro aspetto fondamentale: restando in piedi in larga parte il mercato privato, non si fanno dipendere ogni sei/otto/dieci anni le sorti di un intero comparto produttivo nazionale dall’arbitrio di commissioni di tre persone scelte fra pubblici funzionari, comandanti dei vigili ecc.
    Quanti credono anche solo in un minimo di imparzialità e trasparenza della pubblica amministrazione? Eppure la bolkestein pone a fondamento di tutto proprio questo. Direi ingenuo idealismo, per non dire follia demenziale.

    • Lorenzo Pinto says:

      Le concessioni ai distributori dell’acqua dovrebbero essere anch’esse riviste, soprattutto nei canoni irrisori e perché c’è stato un referendum in cui la maggioranza degli italiani ha votato per L’ACQUA PUBBLICA. Che i politici se ne freghi o è un’altra questione.
      C’è anche da considerare che le società suddette, pubbliche o private hanno un compito ben preciso: costruire e mantenere la rete di distribuzione dell’acqua.
      Tu mica paghi l’acqua in bolletta, ma il fatto che te la portino a casa.
      La spiaggia invece è lì e lì rimane, c’è lo da sfruttarla.

      • lorenzo, certo!!! la spiaggia e li. ma tu non paghi la il suolo ma bensì tutto ciò che vi è sopra in parole povere il “servizio” di averti portato li l’ombrellone e lettini docce ecc.ecc.

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