Attualità

“Marcia sul parlamento”: i balneari insieme a tassisti, ambulanti e altre categorie contro il governo Draghi

La manifestazione è stata convocata per il 15 settembre a Roma

Balneari, tassisti, ambulanti, autotrasportatori, guide turistiche, imprenditori edili, pescatori, partite Iva, ormeggiatori, agricoltori e allevatori tutti insieme in piazza per protestare contro il governo Draghi. La manifestazione si terrà il 15 settembre a Roma ed è stata organizzata da varie associazioni di categoria che però, in nome dell’unità d’intenti, hanno deciso di non esporre i loro loghi.

Il nome della manifestazione è “Marcia sul parlamento” e, spiegano gli organizzatori, «si tratterà di un’iniziativa pacifica e con l’intento di far capire al “sistema Draghi” che con le attuali azioni politiche si sta devastando e svendendo l’Italia. Sarà una marcia senza bandiere sindacali e senza colori di partito e saranno vietati bandiere e interventi da parte di politici di qualunque schieramento».

«Per la prima volta nella storia, undici categorie si uniscono per manifestare una situazione drammatica nel nostro paese generata dalle politiche contro le famiglie di lavoratori di tutti i settori produttivi. Questa sarà solo la prima di una lunga serie di azioni eclatanti che porteremo a compimento a breve», afferma Claudio Maurelli, tra gli organizzatori dell’iniziativa. «Che nessuno provi a strumentalizzare o ad aggiudicarsi meriti, stavolta non sarebbe più tollerabile. I sindacati hanno fallito con la prima manifestazione di marzo, in cui non si è ottenuto nulla se non un carosello di politici e un’accelerazione sul’emendamento “ammazza balneari”».

Conclude Maurelli: «Io e altri colleghi ci siamo spogliati delle cariche di presidenti di associazioni, perché capiamo benissimo la situazione delle categorie. Altri non vogliono farlo? Se ne assumeranno le responsabilità davanti alle famiglie. Non è il momento delle bandiere e delle tessere, ma di salvare il comparto balneare. A noi non interessa una carica politica né avere nuovi iscritti. Se mi comportassi così, non riuscirei ad andare a dormire sereno. Svegliamoci e scendiamo tutti in piazza il 15 settembre. È ora di agire».

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  1. Lorenzo Pinto says:

    Ci son due coccodrilli
    ed un orango tango
    due piccoli serpenti
    un’aquila reale
    il gatto, il topo e l’elefante
    non manca più nessuno…

    Solo, non si vedono i due liocorni.

  2. gianni.bazzurro says:

    Bene e grazie io ci sarò !
    Proporrei: punto di ritrovo giovedi 15 settembre 2022 ore 11,00 Piazza del Quirinale e passeggiata Fontana di Trevi (dove porgerò un saluto passando davanti a dove viveva il mio Presidente Sandro Pertini !) e dopo Piazza Colonna.

  3. Claudio piras says:

    Io condivido un pieno questo sciopero ma spero che nessuno su tiri indietro e si continui ad oltranza fino a quando i nostri politici non si Rav vedano dei guai che stanno combinando a tutta la nazione sciopero ad oltranza come fanno un francia

  4. Nikolaus Suck says:

    Ma sì. Una bella ammucchiata di tutto e tutti, per manifestare genericamente “contro il governo Draghi”, che però si chiama “marcia sul Parlamento” che è altra cosa dal governo (e sta pure altrove). Senza nessuna speranza di arrivare all’uno o all’altro. Idee chiare, pranzo a sacco offerto, ricchi premi e cotillons. Con comodo a settembre, dopo le ferie. Auguri.

  5. Provvedimenti come questi non sono stati adottati da nessun altro paese europeo. Anzi è successo il contrario. Tutti hanno attuato politiche di protezione dei loro lavoratori e delle loro economie “reali”. Se tutte queste categorie reagiscono e si oppongono vorrà pur dire qualcosa !!! La concorrenza non è svendere patrimoni nazionali e rovinare aziende che lavorano e offrono posti di lavoro. Di “questa” concorrenza il nostro paese non ha bisogno.

    • Lorenzo Pinto says:

      E come no.
      La svolta dell’italico lavoratore è uno stabilimento balneare che gli “offre” lavoro per 3 mesi l’anno.
      Tanto il gestore, ci campa bene per i restanti 9 mesi.
      Lo stagionale no, ma pazienza.

      È chiarissimo, e persino comprensibile, che voi balneari vogliate proteggere i vostri lauti introiti “ad libitum” ma non vi rendete conto di quanto siete ridicoli nel fare certe affermazioni?
      E che cavolo…
      Ripeto: se le gare fossero limitate a concorrenti ITALIANI, per puro protezionismo, sareste d’accordo
      nel farle?
      Ma col CAVOLO!
      IPOCRITI!

  6. Vico Vicenzi says:

    Concordo con le osservazioni di Nikolaus Suck: le manifestazioni di piazza non servono a nulla. La legge sta per essere approvata e, nonostante ne sia il proponente, la applicazione non compete al Governo.
    Occorre, invece, rimboccarsi le maniche e offrire un contributo, serio e costruttivo, se consentito, in sede di predisposizione dei Decreti delegati, da emanassi nei 6 mesi dall’approvazione. Molte sono, infatti, le questioni da approfondire.

  7. Francesco says:

    Si Nikolaus Suck, sarà davvero una bella ammucchiata e sarà ancor più bella se ti unisci a noi. Vieni il 15 con una bella maglietta con il tuo nome stampato su e vieni a spiegarci “de visu” come vanno fatte le cose. Non preoccuparti della colazione a sacco, dei premi e dei cotillons, … per tutto ciò che ti necessita “provvediamo noi” … saremo ben lieti di farci carico di ogni tuo fabbisogno ….

  8. I Balneari avrebbero dovuto avere il Coraggio di Chiudere i Lidi per un Weekend….ma Tutto Compatti……..Come i Tassisti……..a Milano e a Roma non si trovava in Taxi in alcun modo per 2 giorni……l’impatto è stato Forte….

  9. Iniziativa.indubbiamente lodevole, alla quale, tutti dovrebbero aderire, anche le associazioni di categoria e i sindacati più “politicizzati”!

  10. Certo sarebbe interessante capire cosa sia questo “patrimonio nazionale” che si starebbe svendendo. Quale sia questo “modello italiano” non riproducibile da altri che non siano italiani (o meglio che non abbiano la concessione da almeno 35 anni). E perché mai la concessione venduta ad un milione (mi ricorda il Sig. Bonaventura) è una cosa buona e giusta (anche se la acquista un cinese) e invece la concessione vinta in una gara significa distruggere l’economia nazionale?
    Troppe contraddizioni in queste teorie.
    La verità è che il vero tesoro è la spiaggia, il mare, il sole e l’aria e non la struttura di facile o difficile rimozione che viene realizzata e certamente non lo è l’ecomostro di cemento (a parte alcune eccezioni) che bonariamente viene chiamato pertinenza. Fino a quando non si capirà questa semplice realtà ci si continuerà a parlare addosso e a guardarsi l’ombelico con il risultato di scrivere sciocchezze come quelle qui sopra. Non voglio offendere Ranieri, ma la sua è una constatazione che crede di aver visto il mondo guardando dal buco della serratura. Mi spiace.

    • Mistral, il sistema balneare italiano, ha funzionato molto bene così com’è (come è stato) unicamente perché, ogni concessionario ha dato il meglio di se stesso, confidando nelle norme, ora cambiate o abrogate, che davano “certezze”. Il nuovo sistema da voi voluto e dagli stranieri (europei) “imposto” PER LORO ESCLUSIVO INTERESSE, non potrà mai funzionare per ovvi motivi. Ognuno dovrebbe sapere cosa significa la precarietà e cosa essa comporta in termini di programmazione investimenti e non solo. Inoltre, l’aumento dei canoni, per quanto giusto, saranno a discapito di bagnanti (italiani) e turisti, le spiagge libere “attrezzate”, che molti di voi sognano, è pura utopia. Dovreste saperlo!

  11. salvinicrepa says:

    Se é ancora vero, ma ce lo diranno i proaste, che é meglio una pessima democrazia che una buona dittatura,
    credo che una legge prima approvata come bozza dai ministri, e poi discussa in parlamento , ed eventualmente stralciata da altre leggi da approvare per il pnrr per il tempo necessario a una sintesi, avrebbe coniugato meglio il recepimento della direttiva. La figura tragicomica della portavoce della antitrust é ancora vivida,
    le correzioni imposte da garofoli, lecchino di draghi, una sentenza dettata da draghi che é disposta a imporre all’ Italia la decadenza di tutte le concessioni, e a questo punto vorrei essere in compagnia dei cantieri nautici e o mitilicolture, (perché escluderli??) pur di annientare una categoria, é quantomeno preoccupante.

  12. Quando il popolo scende in piazza vuol dire che qualcosa non va.
    Qui si buttano intere famiglie in mezzo a una strada e c’è gente che ci gode.
    Bisogna tornare al codice della Navigazione ed estromettere la politica dalle concessioni da quando ci hanno messo le mani loro è cominciato il Caos.
    Questa è la strada da Percorrere altro che sentenze che abrogano leggi.
    O tutti a Gara o Nessuno Autorità Portuali, Fin Cantieri, servizi nei Porti Commerciali.
    Questa è disparità di trattamento che cominci il Contenzioso. I Cinesi parteciperebbero per una concessione del porto di Napoli Genova Trieste Venezia Gioia Tauro ecc…..
    Vogliono togliere la caramella al Bambino…….

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