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Marcia su Roma per difendere i balneari

Comunicato stampa del Sib Lazio

"Il 10 marzo appuntamento ad Ostia per mille imprenditori balneari provenienti da Minturno, Formia, Gaeta, Sperlonga, Fondi, Terracina, Ponza, San Felice, Sabaudia, Latina, Nettuno, Anzio, Ardea, Torvajanica e, dal nord del Lazio, da Montalto di Castro, Tarquinia, Civitavecchia, Santa Marinella, Cerenova, Maccarese, Fregene e Fiumicino. Si parte da Ostia per andare a manifestare sotto gli uffici della Regione Lazio". E’ quanto annuncia Fabrizio Fumagalli, presidente del Sib Lazio. "I balneari in questo modo intendono rendere pubblica la propria preoccupazione, oltre a quella dei ventimila lavoratori del settore, per il rischio che corrono le imprese balneari: dal 1° gennaio 2015, infatti, saranno messe all’asta le concessioni delle spiagge, e dunque le nostre imprese, che abbiamo costruito con tanti sacrifici in anni di lavoro" precisa Fumagalli.

"La presidente della Regione Lazio Renata Polverini, per la sua storia personale, può comprendere il dramma che le nostre famiglie stanno vivendo", continua Fumagalli. "Perdere la propria azienda, nella quale abbiamo investito tutte le nostre risorse finanziarie ed umane, non è accettabile. Tutelare le imprese balneari, invece, produrrà investimenti più rilevanti, maggiori livelli occupazionali, migliore qualità dell’offerta dei servizi di spiaggia. In poche parole, cioè, significa incrementare il contributo, come abbiamo sempre fatto, al successo del turismo italiano. Proprio per questo respingiamo la proposta di legge che ha redatto il ministro Raffaele Fitto, perché, oltre a favorire le grandi imprese e i gruppi industriali, apre le porte al riciclaggio e alla malavita che da anni preme per poter mettere le mani sui nostri litorali".

"Ci aspettiamo che il Lazio, come già molte Regioni hanno fatto, si impegni a trovare una soluzione che, nel rispetto delle procedure e delle norme dell’Unione Europea, restituisca la serenità alle nostre imprese", aggiunge Fumagalli. La strada, cioè, è quella indicata dalla IX Commissione del Senato, che con il suo ordine del giorno impegna il Governo, attraverso l’attività di monitoraggio che si concluderà a dicembre, di attivare adeguati strumenti per arrivare ad una risoluzione del problema.

"Diciamo no alle aste – conclude Fumagalli – con la determinazione che se non avremo una risposta esauriente da parte del Governo, noi imprenditori balneari del Lazio, insieme ai colleghi di tutte le altre regioni, manterremo incandescente l’estate anche nel 2012, 2013, 2014 e 2015. In soli cinque anni si rischia di distruggere ciò che è stato costruito con fatica in oltre due secoli. Si mette a repentaglio la storia e il futuro del turismo balneare italiano".

Fonte: Ufficio stampa Sib Lazio

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