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M5S contro la proroga delle concessioni balneari al 2020

Prendendo spunto dal recente adeguamento della Regione Sicilia, alcuni rappresentanti nazionali del Movimento hanno presentato una denuncia a Bruxelles

di Alex Giuzio

«Non possiamo permettere che questo sconcio si protragga ancora per cinque anni. Sarebbe assurdo. Vanno fatti nuovi bandi, con nuove regole, che mettano in primo piano soprattutto le esigenze dei cittadini e poi quelle degli imprenditori». Lo affermano gli esponenti del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti e Giampiero Trizzino dopo la proroga delle concessioni demaniali da parte della Regione Sicilia (vedi notizia), che ha convalidato quanto è già legge a livello nazionale: le concessioni degli stabilimenti balneari scadono il 31 dicembre 2020 anziché a fine 2015.

Gli esponenti siciliani del M5S hanno presentanto una denuncia a firma del presidente della Commissione Ambiente dell’Ars Giampiero Trizzino, del deputato nazionale Claudia Mannino e del portavoce europeo Ignazio Corrao, che sarà depositata nei prossimi giorni a Bruxelles per procedere ai controlli sull’operato della Regione e dello Stato.

«Già nel 2008 – afferma Giampiero Trizzino (nella foto) – la Commissione europea ha avviato la una procedura di infrazione contro l’Italia, contestando la compatibilità del diritto di insistenza (una sorta di prelazione) e la legittimità del rinnovo automatico delle concessioni alla scadenza sessennale, ritenendo che tali due aspetti fossero in aperto contrasto con i principi di libertà di stabilimento delle imprese comunitarie e di imparzialità e trasparenza delle procedure di rilascio delle concessioni. In conseguenza di ciò lo Stato italiano ha provveduto a modificare entrambi i parametri, sebbene nel passato recente abbia provato ad allargare nuovamente le maglie. La Sicilia non ha adeguato la sua normativa al divieto di insistenza (??, NdR) e oggi propone anche una proroga che si pone in netta antitesi con la normativa europea. Francamente ci sembra una scelta non percorribile, che esporrà la Sicilia all’occhio severo della Commissione europea».

Forse Trizzino, nella sua dichiarazione imprecisa, non ha tenuto conto che la proroga al 2020 è stata concessa in tutta Italia per legiferare con più tempo sulla riforma del demanio marittimo, che richiede la salvaguardia degli imprenditori balneari minacciati di scomparsa insieme alle loro aziende a causa della direttiva Bolkestein, la quale aprirebbe alle evidenze pubbliche delle concessioni demaniali che sarebbero dominate dai gruppi multinazionali, aprendo scenari ben peggiori. Quello della Regione Sicilia è solo un adeguamento più che opportuno alla normativa nazionale, che anzi è arrivato in ritardo rispetto alle altre regioni.

A contestare la denuncia del M5S c’è Valeria Sudano, deputato di Articolo 4: «La proroga delle concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2020 allinea la Sicilia al resto del Paese e permette alle aziende che operano nel settore turistico balneare di programmare le proprie attività ponendo tutti gli operatori del settore in Italia sullo stesso piano. Dispiace che proprio il presidente della Commissione Ambiente non si renda conto dell’importanza di questo provvedimento per le aziende siciliane che operano nel settore. Fino a ieri le aziende siciliane rischiavano di non poter concorrere, ad esempio, all’impiego dei fondi comunitari che saranno previsti nella programmazione 2014/2020 perché non potevano avere certezza della concessione dopo il 2015. Con la proroga delle concessioni anche i lidi siciliani potranno contare sulle medesime regole e tempi vigenti nel resto del Paese».

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