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L’UE smentisce Bolkestein: ”Le spiagge rientrano nella direttiva”

La commissaria Bieńkowska ha risposto a due interrogazioni presentate da Pd e Lega sull'esclusione delle concessioni balneari.

Elżbieta Bieńkowska contraddice Frits Bolkestein e conferma che le concessioni balneari italiane rientrano nella direttiva europea sui servizi, aprendo però al concetto di “scarsità della risorsa” per decidere se le spiagge devono essere mandate o meno all’evidenza pubblica, anche se su base comunale e non nazionale.

La commissaria europea al mercato interno (nella foto) ha risposto la scorsa settimana alle interrogazioni presentate da alcuni eurodeputati del Pd e della Lega, ricordando che la Corte di giustizia europea «ha confermato che le concessioni balneari sono autorizzazioni ai sensi della direttiva 2006/123/CE» e «rientrano quindi nell’ambito delle disposizioni pertinenti del diritto dell’UE, compreso l’articolo 12 di tale direttiva, qualora la scarsità della risorsa in questione nel territorio comunale interessato sia accertata e, in ogni caso, compreso l’articolo 49 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, qualora esista un interesse transfrontaliero certo».

Lo scorso 18 aprile l’ex commissario Frits Bolkestein era stato protagonista del convegno organizzato a Roma dall’associazione Donnedamare, allo scopo di sentire l’interpretazione del padre della famigerata direttiva del 2006, ora in pensione e quindi senza alcun valore giuridico ma con un’alta importanza simbolica. In quell’occasione Bolkestein aveva detto che «le spiagge sono beni e non servizi», ritenendo dunque che non dovessero rientrare nella sua direttiva (vedi notizia). Alla luce di queste parole, che hanno ottenuto una vasta eco mediatica, pochi giorni dopo un gruppo di europarlamentari della Lega il 20 aprile (primo firmatario Angelo Ciocca) e del Partito democratico il 23 aprile (primo firmatario Andrea Cozzolino) hanno chiesto chiarimenti alla Commissione.

Lo scorso 6 luglio è arrivata la risposta della commissaria Bieńkowska, identica per entrambe le interrogazioni, che riportiamo integralmente qui di seguito.

La competenza esclusiva della Corte di giustizia dell’UE è decidere in merito alla validità e all’interpretazione degli atti legislativi dell’UE. Nella sentenza del 14 luglio 2016 , la Corte ha confermato che le concessioni balneari sono autorizzazioni ai sensi della direttiva 2006/123/CE, dal momento che esse comportano un’autorizzazione a esercitare un’attività economica in un’area demaniale . Esse rientrano quindi nell’ambito delle disposizioni pertinenti del diritto dell’UE, compreso l’articolo 12 di tale direttiva, qualora la scarsità della risorsa in questione nel territorio comunale interessato sia accertata e, in ogni caso, compreso l’articolo 49 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, qualora esista un interesse transfrontaliero certo.

Fonti

Clicca qui per leggere il testo integrale dell’interrogazione presentata dagli eurodeputati Pd. La risposta della Bieńkowska è reperibile nella stessa pagina, cliccando sul pulsante “Risposta”.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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