Norme e sentenze Puglia

L’obbligo di smontaggio delle strutture balneari deve essere motivato

Due sentenze del Tar Lecce ribaltano la controversa partita sul mantenimento annuale dei manufatti degli stabilimenti.

Occorre motivare adeguatamente le ragioni per lo smontaggio periodico delle strutture balneari. Lo ha affermato il Tar di Lecce con due sentenze emesse lo scorso giovedì, che vanno in una direzione opposta rispetto ad altre precedenti pronunce su questo tema. Stanno infatti continuando ad accumularsi le sentenze dei Tar, spesso in contrasto l’una con l’altra, sul mantenimento annuale delle strutture balneari in Puglia, dove questo tema è particolarmente caldo e controverso.

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La prima sentenza del tribunale amministrativo di Lecce, la n.727 del 26 aprile 2018, è intervenuta in merito alla situazione di un chiosco bar di Pescoluse, una frazione del Comune di Salve, esprimendosi a favore del mantenimento annuale della struttura.

In sostanza, secondo il Tar sarebbe lo smontaggio periodico delle strutture balneari e non il loro mantenimento annuale a necessitare di una congrua motivazione. Il Tar ha così accolto le tesi difensive dei legali del ricorrente, gli avvocati Luca Bruni e Adriano Tolomeo, evidenziando che la normativa regionale (legge n. 17/2015) preveda che, ai fini demaniali marittimi, le strutture funzionali all’attività balneare, purché di facile amovibilità, possano essere mantenute per l’intero anno solare. Inoltre, il Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr), richiamato normalmente per negare la possibilità di mantenimento annuale, consente la realizzazione di strutture facilmente rimovibili per la balneazione e altre attività connesse con il tempo libero, mentre l’ordinanza della Regione Puglia del 2 maggio 2016 stabilisce poi che la stagione balneare duri l’intero anno solare per l’esercizio delle attività commerciali e di quelle accessorie delle strutture balneari.

Negli stessi esatti termini si è espressa la seconda sentenza dello stesso Tar Lecce, la n. 730/2018, su ricorso proposto dall’avvocato Alessandro De Matteis per conto della titolare di altro chiosco bar nella medesima località.

Le due pronunce meritano particolare interesse – anche rispetto ad altre intervenute sull’argomento – perché optano per un rovesciamento di prospettiva: in entrambi i casi, infatti, il Tar spiega, alla luce della normativa attualmente in vigore nella Regione Puglia, che è il mantenimento annuale l’opzione più coerente con la disciplina vigente. Prospettiva per cui, conclude il Tar, «è lo smontaggio periodico e non il mantenimento annuale a necessitare di congrua motivazione».

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