La Regione Liguria ha sospeso fino al 30 dicembre 2027 l’obbligo, per i Comuni liguri, di avere almeno il 40% di spiagge libere e libere attrezzate. Si trattava di un vincolo necessario per bandire le gare per le concessioni balneari. Di conseguenza, ora i Comuni potranno riassegnare le concessioni anche se hanno meno del 40% di spiagge libere sul loro territorio. Su un totale di 63 Comuni costieri liguri, sono 21 quelli che ad oggi non rispettano il limite. Un ulteriore emendamento elimina la necessità di richiedere il nulla osta alla Regione per rilasciare concessioni oltre i sei anni.
La sospensione è prevista dal disegno di legge omnibus approvato nei giorni scorsi in consiglio regionale, attraverso un emendamento presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Rocco Invernizzi e condiviso dall’assessore al demanio Marco Scajola. «L’obiettivo è quello di semplificare e rendere più efficiente il sistema delle concessioni demaniali, marittime consentendo a tutti i Comuni di procedere con le gare», spiega la maggioranza in una nota.
Aggiunge l’assessore Scajola: «Vogliamo fare in modo che tutti i Comuni della Liguria possano partecipare alle evidenze pubbliche e al riordino delle concessioni che il governo ha previsto entro il 30 settembre 2027. Io censuro chi non vuole applicare la quota del 40% e non intende mettersi in linea con quanto previsto, ma dobbiamo renderci conto che il territorio, soprattutto negli ultimi anni, ha subito delle violente mareggiate». Secondo l’assessore «servirebbero ulteriori fondi, perché alcuni Comuni non raggiungono la quota del 40% non per volontà, ma per effettiva problematicità. Quindi perché escluderli dalle gare?».
Per il consigliere Invernizzi «le nuove disposizioni nazionali, che allungano la validità delle concessioni demaniali fino al 30 settembre 2027, ci chiedono di adattarci per garantire che i nostri territori siano in linea con il panorama normativo nazionale, evitando disallineamenti che potrebbero solo creare confusione e incertezze». Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria aggiunge che «la Bolkestein non ha tenuto conto delle specificità di ciascuno degli Stati membri. In questa fase transitoria abbiamo il dovere di mettere Comuni e imprese nelle migliori condizioni di poter garantire i servizi».
Le opposizioni hanno criticato il provvedimento. Così la capogruppo di Avs Selena Candia: «È sempre la stessa storia: la destra e i suoi amici trattano le spiagge come fossero cosa loro e pazienza se, invece, sono un bene pubblico. Assieme all’associazione Mare Libero, con cui collaboriamo da tempo, continueremo a impegnarci fino a quando non raggiungeremo almeno il 50% di spiagge libere su tutto il territorio italiano». Per Candia, «è ancora più inaccettabile che questa proposta sia stata portata in aula dal consigliere Invernizzi, che ha come parenti stretti i possessori di uno stabilimento balneare in uno dei Comuni con meno spiagge libere in Liguria, Alassio». Anche secondo il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello, «con questa norma si crea una diseguaglianza sia per i cittadini residenti in comuni diversi della nostra regione, con alcuni che avranno meno di altri la possibilità di fruire di spiagge libere, sia tra gli imprenditori balneari attivi in comuni diversi, divisi tra quelli che andranno a gara e quelli che non riterranno di andare a gara, se non prima di avere adeguato le percentuali alla legge regionale».
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