Friuli Venezia Giulia

Lignano: assegnate 5 nuove concessioni dopo il rigetto del Tar. Sgomberi in 3 giorni.

Dopo il rigetto della sospensiva da parte del Tar, assegnate le prime 5 aree su 16. I concessionari uscenti non si arrendono: «Andremo in fondo per difendere il nostro lavoro e la nostra storia».

In vista dell’imminente inizio della stagione estiva, il Comune di Lignano ha proceduto in tutta fretta agli “sgomberi”, lasciando l’amaro in bocca ai cinque gestori storici che si sono visti andare in fumo, insieme alla loro storia spesso di conduzione familiare, anche tutti gli investimenti operati nel tempo. Le richieste di sospensive inoltrate al TAR nel marzo 2026 sono state rigettate, confermando la validità delle nuove gestioni per la stagione estiva.

Mentre iniziavano ad arrivare le prime prenotazioni per la stagione balneare 2026, soprattutto da parte di tedeschi e austriaci che sono tradizionalmente i primi a programmare le vacanze estive, la questione delle aggiudicazioni delle concessioni a Lignano era divenuta critica e rischiava di compromettere le aperture degli stabilimenti. Il clima di incertezza è stato generato da una serie di criticità nella gestione dei bandi, costruiti su indicazioni governative dall’amministrazione comunale, che avevano prodotto contenziosi e ben 26 ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato che, per il momento, non hanno raggiunto l’esito sperato.

Le tempistiche delle aggiudicazioni sono divenute incompatibili con l’apertura della stagione turistica e l’assenza di un Piano di Utilizzo del Demanio (PUD) che potesse orientare strategicamente le gare ha contribuito a rendere più caotica la situazione. Quello che i balneari e le loro sigle sindacali denunciano è la mancanza di una visione dell’Amministrazione che tutelasse le microimprese e tenesse conto delle peculiarità paesaggistiche della costa e del target turistico.

Il confronto concorrenziale con i grandi operatori ha inevitabilmente generato una situazione di disparità a danno delle piccole aziende balneari locali. I grandi gruppi hanno partecipato ai bandi con maggior facilità: essendo abituati alle aste, hanno rialzato i canoni talvolta triplicandoli e indicato 365 giorni di lavoro l’anno, impossibili da realizzare per i piccoli balneari locali e, soprattutto, non realisticamente attuabili. Tutto ciò rischia di avere pesanti ricadute sul modello turistico di Lignano, costituito storicamente da gestioni locali.

Rosanna Anastasia, uno dei gestori uscenti, afferma: “Il tema delle concessioni demaniali marittime continua a essere centrale per il futuro turistico di Lignano Sabbiadoro. Le gare sono ormai state aggiudicate, ma restano molte preoccupazioni sugli effetti che queste scelte potranno produrre sul sistema economico locale. Gli stabilimenti non sono semplicemente spazi pubblici: sono imprese che da decenni fanno parte del tessuto della città. In molti casi si tratta di gestioni familiari che hanno costruito servizi, occupazione e qualità dell’offerta turistica.”

“I bandi adottati – continua Anastasia – non hanno garantito un equilibrio sufficiente tra apertura alla concorrenza e tutela del territorio. Il rischio è che gli effetti distorsivi emergano già nei prossimi anni, con l’ingresso di operatori con forte capacità finanziaria ma meno integrati nel modello turistico della città. Il numero dei contenziosi e la loro tempistica evidenziano come il calendario con cui è stata gestita la procedura si sia rivelato profondamente inadeguato.”

L’esito negativo (per ora in fase cautelare) dei ricorsi ha accelerato le procedure di entrata dei nuovi aggiudicatari, costringendo i vecchi a sgomberare tutto in soli 3 giorni, senza prevedere un arco di tempo utile a dare continuità al servizio tra vecchi e nuovi gestori.

Giorgio Ardito, Presidente Assobalneari Federbalneari FVG, conferma la criticità: “Non è ancora uscito il Decreto Indennizzi nei bandi del Comune e vi sono questioni aperte come i costi di smaltimento. Anche il ripascimento delle spiagge è in ritardo, poiché manca l’accordo con i gestori uscenti e l’insediamento di quelli nuovi va a rilento.”

Infine, tra i gestori uscenti figura l’iconico stabilimento Il Gabbiano, fondato da Vincenzo Gigante e frequentato dallo scrittore Giorgio Scerbanenco. Giulio Gigante, ultimo gestore della storica famiglia, racconta con amarezza di una gestione dei bandi inadeguata: “Chi si è aggiudicato le concessioni ha vinto con rialzi del 300% e il Comune non ha previsto indennizzi per chi ha lavorato qui per una vita”.

La questione non finirà qui: i concessionari uscenti sono pronti a percorrere tutte le strade possibili per riaffermare la dignità del proprio lavoro. Trascorsa la stagione estiva, ne riparleremo.

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