Il Comune di Lignano ha pubblicato mercoledì sul proprio sito web il bando per riaffidare le concessioni balneari tramite evidenze pubbliche. La gara interessa 17 concessioni demaniali tra stabilimenti balneari, bar e ristoranti, per circa 31 ettari di arenile nella frazione di Lignano Sabbiadoro. Gli affidamenti avranno la durata massima di 15 anni e saranno assegnati con il criterio dell’offerta più vantaggiosa. Nello specifico, il progetto tecnico sarà considerato per un massimo di 80 punti su 100, mentre l’offerta economica vale 20 punti su 100, nel rispetto della legge regionale sulle gare delle concessioni demaniali marittime approvata lo scorso giugno. Per presentare la domanda di concessione c’è tempo fino al prossimo 7 ottobre.
Sono interessate dalle gare le concessioni attualmente gestite dalle imprese Li.sa.gest, Ge.Tur , Lido del Sole, Bagno Italia, Il Gabbiano, Bagno Lignano, Portofino, Ausonia, Lido City, La Sacca, Il Giardino, Punta Faro, Bar Frecce Tricolori, Mela Gaya e Doggy Beach. I bandi pubblicati dal Comune non prevedono nessun indennizzo economico per i concessionari uscenti.
L’amministrazione della località balneare friulana è retta da una maggioranza di centrodestra. Già lo scorso ottobre Il Comune di Lignano era pronto a predisporre i bandi, ma le pesanti conseguenze lasciate dalle mareggiate autunnali hanno creso necessaria una proroga delle scadenze delle concessioni, sulla base della legge regionale di stabilità che ha previsto una proroga tecnica di un anno per poter procedere con il ripristino dell’arenile danneggiato.
«Il contenuto del nostro operato è stato anche sottoposto al vaglio dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza, che ne ha riconosciuto la bontà e la conformità prescrivendo, in ogni caso, l’assegnazione delle concessioni entro il 31 dicembre di quest’anno», spiega il vicesindaco Manuel Massimiliano La Placa, che punta il dito contro la situazione di incertezza normativa lasciata dal governo nazionale: «Il contesto normativo e giurisprudenziale è molto complesso e seriamente aggrovigliato, con i Comuni lasciati in prima linea con tempistiche strette, in assenza di quei decreti e di quelle norme di completamento della materia che da lungo tempo avrebbero dovuto giungere dai vari governi rimasti inerti».
È possibile consultare i bandi di gara di ogni singola concessione sull’albo pretorio online del Comune di Lignano.
Le critiche di Federbalneari
Marco Maurelli, presidente dell’associazione di categoria Federbalneari Italia, ha commentato la decisione del Comune di Lignano criticando la linea della Regione Friuli Venezia Giulia, che lo scorso giugno ha approvato le linee guida per i bandi delle concessioni balneari: «Il delicato tema delle concessioni demaniali marittime riguarda migliaia di piccole e medie imprese in tutta Italia, coinvolgendo un numero significativo di famiglie e di occupati. Il presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha deciso di affrontare la questione, promettendo però ciò che non ha invece attuato nella sua regione per sua scelta. Il governo Fedriga ha agevolato il confronto tra le parti, ma in contropiede, uno dei Comuni balneari più rappresentativi della sua regione ha pubblicato i bandi comunali senza alcun riferimento a eventuali indennizzi. Il presidente della Regione ha un comportamento contraddittorio: da una parte cerca di mettere ordine promettendo un incontro e un coordinamento con il governo sul tema della riforma e sul ruolo regolatore delle regioni; dall’altra, senza alcuna coerenza, genera caos nella sua regione avviando procedure selettive e bandi comunali, senza alcun riferimento a eventuali indennizzi e senza un riscontro con la legge sulla concorrenza».
Prosegue Maurelli: «Il modello turistico del Friuli Venezia Giulia è fondamentale in Italia e merita rispetto. Il ruolo della Conferenza delle Regioni è cruciale, e per questo chiediamo cooperazione seria al presidente Fedriga, con l’obiettivo comune di riordinare la filiera del turismo italiano e della sua regione a forte rischio di instabilità, che non possiamo permetterci. Comprendiamo il momento difficile anche istituzionale, ma esiste un negoziato tra governo e Commissione europea sui principi di riforma che richiede maggiore rispetto. È necessario che si lavori insieme, seduti a un unico tavolo con il governo, per individuare un percorso comune e regolatorio che porti alla nuova riforma delle concessioni. Siamo certi che governo e Regioni riusciranno a trovarlo, ma è indispensabile che entrambe le parti facciano uno sforzo. Governo, Regioni, Comuni e associazioni di categoria devono dialogare per arrivare alla definizione di una riforma corretta e ordinata per l’intero territorio italiano, partendo dalla verifica delle deleghe regionali sulla gestione del demanio marittimo che tutte le regioni devono avere e che oggi alcune regioni costiere hanno perso. Il ruolo della delega regionale è la guida dei Comuni per coordinare al meglio la riforma delle concessioni sui territori. Il meccanismo regolatore deve restare in mano alle Regioni e non ai singoli Comuni, ad oggi nel caos e in grande difficoltà; altrimenti sarebbe deleterio per il turismo e si rischierebbe di creare una situazione di caos e di contenzioso che non vogliamo e che non possiamo permetterci. Il caso Lignano potrebbe accelerare un comportamento simile in tutti quei Comuni che attendevano un segnale di questo tipo. Auspichiamo e siamo certi che il consiglio dei ministri approverà nella prima settimana di settembre la riforma del quadro regolatorio concessorio italiano mitigata dalla Commissione Ue, eliminando il rischio del conferimento del contenzioso alla Corte Ue, molto probabile se non vi sarà una soluzione condivisa che azzeri le iniziative spontanee dei Comuni, spesso caotiche. Occorre mettere fine all’incertezza che regna in Italia sull’argomento e che tutti facciano la propria parte con assoluta coerenza».
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