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Legge di stabilità, tutti gli emendamenti sui balneari

Il deputato Arlotti sta lavorando con successo all'approvazione di alcune agevolazioni fiscali, mentre Pini propone una proroga di 19 anni per le attuali concessioni.

Come ogni anno, in occasione della legge di stabilità non mancano gli emendamenti presentati in materia di concessioni demaniali e stabilimenti balneari. In particolare, il deputato Tiziano Arlotti (Pd) sta lavorando con successo all’approvazione di alcune agevolazioni per le strutture turistiche e per le reti d’impresa, mentre Gianluca Pini (Lega Nord) propone una proroga di 19 anni per le attuali concessioni balneari.

Emendamento Arlotti: agevolazioni per le imprese turistiche

La X commissione alle Attività produttive e turismo ha approvato l’emendamento, a prima firma del deputato del Partito democratico Tiziano Arlotti, che ai fini di migliorare la qualità dell’offerta ricettiva e accrescere la competitività delle strutture turistiche, favorisce per le imprese alberghiere l’acquisto di immobili nei distretti turistici (33 in totale), condotti dalle medesime imprese e destinati alla prosecuzione dell’attività, consentendo di accedere alle stesse condizioni previste, ai fini dei finanziamenti, dalla legge cosiddetta “Sabatini”.

Con un ulteriore emendamento presentato ieri in X commissione, Arlotti chiede che queste agevolazioni vengano estese al settore del turismo all’aria aperta, quindi dai campeggi agli stabilimenti balneari. Se confermato in sede di approvazione della legge di Stabilità, questo emendamento darebbe la possibilità per la prima volta alle strutture turistiche di acquistare immobili con tassi di interesse agevolati.

C’è poi un altro emendamento firmato da Arlotti, e già approvato in X commissione, che favorisce la creazione di reti fra imprese della filiera turistica attraverso un fondo di 8 milioni di euro per il 2017.

La legge di Stabilità ha infine ammesso a finanziamento tutti i progetti del “Bando delle periferie”: sono arrivate proposte per 2 miliardi e 100 milioni che la legge di bilancio 2017-2019 prevede siano finanziati. Tra queste ci sono gli interventi presentati dal Comune di Rimini, in particolare per il progetto del “Parco del mare” (vedi notizia).

Emendamento Pini: proroga di 19 anni

Il deputato della Lega Nord Gianluca Pini propone con un articolato emendamento l’istituzione di una proroga di 19 anni per le attuali concessioni balneari a fronte di un piano di investimenti. Il suo emendamento vorrebbe inoltre disporre l’utilizzo di una parte degli introiti derivanti dai canoni balneari per potenziare la sicurezza sui litorali italiani, in particolare per il contrasto all’abusivismo commerciale.

Questo il testo dell’emendamento di Pini:

13. 043. Gianluca Pini.

Dopo l’articolo 13 è aggiunto il seguente:

ART. 13-bis. (Concessioni di beni demaniali marittime)

  1. Al fine di rispondere all’esigenza degli operatori dei melato di usufruire di un quadro normativo stabile, conformemente ai principi comunitari, che consenta Lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-balneare, come disciplinata dai comma 6, dell’articolo 11 della legge 15 dicembre 2011, n. 217, le concessioni di beni demaniali marittimi in essere alla data del 31 dicembre 2015 sono prorogate di diciannove anni.
  2. Per poter accedere alla proroga di cui al comma 1 le imprese turistico-balneari devono svolgere opere di adeguamento edilizio, igienico-sanitario e di eliminazione delle barrire architettoniche nonché di messa in sicurezza delle strutture esistenti o opere di manutenzione straordinaria che consistono in opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire elementi strutturali degradati. Queste opere devono prevedere un periodo di ammortamento non inferiore ai 18 anni. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, vengono stabilite le modalità di adeguamento del canone in relazione alla proroga della concessione operata dal comma 1. Con il medesimo decreto viene stabilita altresì la modalità di destinazione dei proventi derivanti dal maggior gettito in relazione all’adeguamento dei canone i quali dovranno essere suddivisi nella quota di un terzo a favore dell’entrata del bilancio dello Stato e per due terzi a favore dei comuni, sui quali insistono le concessioni, con la finalità di potenziare la sicurezza balneare e alla prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione.
  3. Le nuove concessioni di beni demaniali marittimi nonché quelle decadute o revocate sono affidate mediante procedure competitive di selezione nel rispetto dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di tutela degli investimenti, per un periodo non inferiore a trenta anni e non superiore ai cinquanta, in modo da assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico nonché proporzionato all’entità degli investimenti.
  4. Con il decreto di cui al comma 2 vengono stabiliti in caso di revoca della concessione, nei casi previsti dall’articolo 42 del codice della navigazione, i criteri per l’equo indennizzo del concessionario nonché criteri per l’eventuale dichiarazione di decadenza delle concessioni e le modalità per il subingresso in caso di vendita o di affitto delle aziende.
  5. Lo schema di decreto di cui al comma 2 è trasmesso alle Camere per il parere delle commissioni parlamentari competenti per materia nonché a quelle competenti per i profili finanziari, da esprimere nei 60 giorni successivi alla trasmissione.
  6. L’articolo 34-duodecies del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012 è abrogato.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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