Sardegna

Lega Sardegna: “Governo intervenga subito su questione balneare”

Depositata una mozione in consiglio regionale

Il gruppo consiliare della Lega in Regione Sardegna ha depositato quest’oggi una mozione per sollecitare il governo nazionale a risolvere l’incertezza in cui sono piombati i concessionari balneari in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gara entro due anni.

«La Sardegna, con oltre 1.800 chilometri di costa, è la regione italiana con il maggiore sviluppo costiero, un dato che le consente di essere tra le regioni italiane maggiormente rappresentative del settore balneare. Le imprese balneari della Sardegna sono principalmente e prettamente gestite a livello familiare e in molti casi si tratta addirittura di microimprese gestite direttamente dal concessionario, che trae l’unico o prevalente reddito per il sostentamento proprio e della famiglia da tale attività», spiega una nota della Lega Sardegna. «In un contesto simile è facile intuire come la sentenza del 9 novembre 2021 del Consiglio di Stato, con la quale si stabilisce che le attuali concessioni rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2023, andando in netto contrasto con quanto stabilito dall’articolo 1, commi dal 682 al 684 della legge 30 dicembre 2018 n. 145 e ribadito con l’articolo 182, comma 2 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, che fissavano la scadenza al 31 dicembre 2033, abbiamo gettato nel panico i nostri imprenditori balneari.
Imprenditori, peraltro, che nel corso degli anni hanno effettuato investimenti importanti ed esosi al solo fine di garantire un servizio di qualità ai fruitori delle spiagge e la sicurezza della balneazione».

«Siamo ben consapevoli che in questo particolare e fragile quadro normativo potrà incidere seriamente solo ed esclusivamente il governo nazionale, andando a varare una legge quadro di riforma integrale e risolutiva, così come richiesto ormai da troppo tempo dall’Unione europea; ma come Regione, come consiglio regionale e come esponenti di territori fortemente interessati da questa pesante spada di Damocle pendente sulla di testa di troppe famiglie, abbiamo il dovere di sollecitare un intervento decisivo e concreto», conclude la nota della Lega Sardegna. «Questo è ciò che chiediamo nella mozione depositata oggi in consiglio, certi che la nostra piccola impresa balneare deve essere tutelata in ogni modo e con ogni mezzo lecito, e certi che le nostre coste non possono essere trasformate in terra di conquista a opera di grandi imprenditori lontani dalla filosofia d’impresa che ha contraddistinto le attività nelle nostre coste sinora».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. Fortunatamente la Sardegna è grande, fortunatamente non esiste solo la lega , la maggior parte dei sardi vogliono le aste , possibilmente ogni 5 anni in quanto le grandi strutture non ESISTONO ,sono al 99-% concessioni demaniali semplici ,quindi solamente lettini e ombrelloni ,chi viene in Sardegna può confermarlo , la media è di 30 /40 ombrelloni a concessione esagerando , quindi investimenti veramente bassi E ALLA PORTATA DI TUTTI ,TUTTI DEVONO AVERE LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE ALLE GARE! Chi ha una concessione lettini + chioschetto di facile rimozione idem , tutto in legno , viene piazzato a giugno è levato a settembre , le strutture fisse SONO RARISSIME! MA SOPRATTUTTO LA SARDEGNA NON LE VUOLE ! SPIAGGE LIBERE!!!!
    Ultima cosa LE SPIAGGE DELLA SARDEGNA NON HANNO NULLA A CHE VEDERE COL RESTO DELL ITALIA , SONO BELLE ANCHE SENZA LETTINI E I TURISTI NON MANCHERANNO MAI GRAZIE A MADRE NATURA E NON AD ALTRI !
    I COMUNI CHE SONO STATI COMMISARIATI NON TARDERANNO A FARE I BANDI , PARTECIPATE NUMEROSI

  2. Non fate proclami per ringraziare la categoria dei balneari per una manciata di voti……. cercate piuttosto di collaborare con gli altri partiti per approvare una riforma seria al di sopra della lobby che si è creata in questo settore ed è l’ora di finire di appoggiare i privilegi non dovuti…..

  3. Cicaz501@hotmail.it says:

    QuAnta ignoranza e quanta superficialità .. e soprattutto quanta cattiveria ..
    Che popolo siamo diventati .. Franco dove butti tutti i dipendenti se fai solo spiaggia libera, nel umido ? Reddito di cittadinanza a oltranza ! Evviva grande proposta la tua ✌️

    • Cicaz ma statti zitto va , la cioccolata è finita , in riferimento alle concessioni in Sardegna a quali dipendenti ti riferisci ? A quelli che si assume per due mesi con contratto part time e gli si fa fare 12 ore al giorno per mille euro per aprire e chiudere gli ombrelloni e poi a settembre gli viene dato un calcio nel culo ? oppure parli dei marocchini che dormono nei lettini per controllare la tua concessione ?
      Andaaaaaaaa

  4. Domenica Serrenti says:

    La Lega prenda atto anche di altro. Parlate tanto di stabilimenti balneari ma ignorate l’esistenza di una altra realtà quella delle concessioni demaniali mattine senza scopo di lucro. Nel mio caso e in quello dei tanti miei concittadini (isola di Sant Antioco in Sardegna) si tratta di concessioni demaniali relative a piccole pertinenze, giardinetti, che servono esclusivamente all’accesso alle proprie abitazioni. Nessuno scopo di lucro. Una distrazione madornale operata da un legislatore che con il decreto dell’agosto 2020 ha equiparato le nostre concessioni a quelle del mondo balneare portandoci il canone annuale da 350,00 a 2500,00 euro. La beffa maggiore e che con una successiva modifica, la norma ha escluso dall’aumento tutte le associazioni sportive, ricreative etc continuando ad ignorare l’esistenza dei cittadini privati facendoli precipitare in una condizione drammatica e apparentenente senza risoluzione. Sarebbe bastato che il nuovo emendamento emesso escludesse tutte le concessioni demaniali che non operano a scopo di lucro. Abbiamo impiegato anni, sacrifici e tanto denaro per regolarizzare la nostra posizione ci cittadini onesti con lo Stato. Adesso non ne abbiamo più le forze economiche per sostenere costi così elevati. Abbiamo la pratica per la sdemanializzazione delle aree presso il Ministero delle Infrastrutture. Manca solo una firma ma la burocrazia come al solito va a discapito dei più deboli. Mettetevi una mano sulla coscienza e una sul cuore e pensate a tutelare anche noi.
    Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *