Ambiente Veneto

Le meduse polmonari nell’alto Adriatico non sono pericolose per l’uomo

I 10 Comuni della costa veneta e i consorzi di promozione rispondono alle paure ingiustificate per la presenza di questo animale acquatico

È possibile convivere con le meduse? Sì, se sono le meduse polmonari, innocue, bellissime e riconoscibili dalle loro striature viola, di dimensioni notevoli e che, a causa del riscaldamento dei mari, ci stanno abituando sempre più frequentemente alla loro presenza. Nel mare dell’alto Adriatico, le meduse polmonari fanno ormai parte del sistema di rilevamento dello stato delle acque: questi animali acquatici, infatti, scelgono di vivere solo in acque pulite e con il loro incedere sinuoso ci regalano un’armonia naturale.

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In altri mari, le meduse possono dare qualche preoccupazione: i loro tentacoli urticanti lasciano delle bruciature che, anche se facilmente riassorbite con unguenti appositi o aceto, creano una sensazione di fastidio. Ma la costa veneta è ampiamente al riparo da questo pericolo e il bagno dalle foci del Po al golfo di Trieste rimane solo un grande piacere. Oltretutto le istituzioni sanitarie da sempre controllano lo stato di salute del mare Adriatico, tanto che tutte le località balneari venete da più di vent’anni sono contrassegnate dalle Bandiere Blu, riconoscimento internazionale per la pulizia delle acque.

Il litorale veneto, insomma, è un habitat turistico sicuro sotto tutti gli aspetti, un luogo che da oltre mezzo secolo ospita centinaia di migliaia di famiglie in vacanza e che si è costruito una solida fama per essere all’altezza di ogni richiesta legata alle ferie: dal divertimento all’inclusione, dalle pratiche sportive agli eventi culturali, dalla ristorazione ai prodotti agroalimentari, non esiste settore che da Porto Tolle a Bibione non garantisca l’eccellenza dell’ospitalità. Tuttavia, quest’estate molti turisti hanno espresso preoccupazioni per la presenza delle meduse, alimentati dalle campagne negative della stampa. Si tratta però di timori ingiustificati.

A rispondere e spiegare come stanno le cose è l’assessore regionale al turismo Federico Caner: «Stop a inutili allarmismi. Le meduse presenti nei nostri mari sono innocue, lo confermano i biologi. Mi pare si stia cercando solamente di alimentare una polemica. Il mare è un ecosistema che più di altri subisce gli effetti dei cambiamenti climatici e oggi meduse polmonari e delfini, che in passato non nuotavano in queste acque, sono presenti e convivono in tutto l’alto Adriatico e non solo. Nei 150 chilometri di costa veneta, negli approdi e nelle spiagge, vengono garantiti controlli e analisi che anche quest’anno ci premiano con il vessillo internazionale della Bandiera Blu e con la Bandiera Verde per le spiagge a misura di bambino. Si tratta della conferma di un litorale veneto dove è possibile trovare un alto livello di sicurezza e una grande attenzione verso il turista, oltre al senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente. Sicurezza e benessere certificati che non sono un claim, bensì azioni concrete che vengono garantite grazie alla sinergia con gli operatori turistici e le amministrazioni locali. Essere la prima regione turistica italiana, con 72 milioni di presenze di cui il 35% realizzato proprio dal comparto spiagge, credo sia la testimonianza diretta e il riconoscimento per una destinazione che continua a investire per migliorare costantemente l’accoglienza e l’esperienza turistica».

«Siamo abituati, come comunità locali e come sindaci, a fronteggiare un temporale estivo che agisce nella stampa di alcuni paesi: paure, alcuni pregiudizi duri a morire e un po’ di sensazionalismo», commentano all’unisono i sindaci delle dieci località della costa veneta. «Sono i soliti ingredienti di un cocktail estivo che non diminuisce l’appeal della costa e che, al massimo, offre a noi qualche stimolo in più per migliorare ancora».

«Questa parte alta dell’Adriatico, dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, è affollata da genti diverse: qui si respira, oltre all’aria del mare, anche l’aria dell’Europa, i profumi e gli odori dei cibi del vecchio continente, i dialetti e le lingue che si mescolano, le culture e le tradizioni che si confrontano. E anno dopo anno, tutti gli europei ritornano ancora più numerosi!», proseguono i sindaci. «Siamo cresciuti insieme ai nostri ospiti e le nostre comunità locali garantiscono servizi sempre più performanti e un’accoglienza fatta anche di sentimento e di affetto. Infine, noi sindaci siamo solidali con chiunque di noi abbia un qualche problema: le soluzioni ci riguardano tutti e tutti insieme prendiamo i provvedimenti necessari alla sicurezza, alla salute e alle eventuali crisi ambientali».

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