Attualità

Le mareggiate hanno di nuovo colpito la costa tirrenica

Sempre più gravi i fenomeni erosivi fra Lazio e Toscana

L’erosione costiera è tornata a colpire duramente il litorale tirrenico, appena un mese dopo l’epocale mareggiata che ha distrutto decine di stabilimenti balneari fra Liguria e Toscana. Lo scorso fine settimana le onde, alte fino a tre metri, si sono accanite sulla costa laziale e toscana, andando a infierire in particolare su alcuni tratti di litorale che erano già stati devastati dal precedente evento maroso. Si tratta di nuovo delle conseguenze dell’innalzamento del mare provocato dal riscaldamento globale di causa antropica, che si stanno mostrando con fenomeni sempre più frequenti e violenti, andando a minacciare le strutture urbane in prima linea sulla costa oltre a divorare centinaia di metri cubi di spiaggia.

In Toscana, lungo le spiagge di Marina di Massa l’acqua è entrata negli stabilimenti balneari e ha invaso il lungomare, che è stato chiuso al traffico per diverse ore. Per uno stabilimento balneare, il Bagno Marchini nella frazione di Partaccia, si è trattato del colpo di grazia dopo una serie di eventi che avevano reso la struttura pericolante. «È passato un mese dalle forti mareggiate che hanno devastato il litorale massese e oggi la preoccupazione è tanta, perché rischia di crollare definitivamente ciò che è stato fortemente danneggiato a novembre», ha affermato Itala Tenerani, presidente del Consorzio balneari di Massa. «L’aggravante in una situazione del genere sono i danni alle infrastrutture cittadine, come per esempio le fognature. La ripetizione di questo fenomeno meteomarino di così grande intensità infligge il colpo di grazia a una costa già in bilico. Chiediamo un tavolo istituzionale urgente: innanzitutto sarà necessario un confronto con il sindaco per relazionare le condizioni drammatiche del litorale massese, e poi dovremo presentare la situazione all’ente preposto alla difesa della costa e quindi alla Regione. Abbiamo bisogno del sostegno della nostra amministrazione per risolvere o quantomeno tamponare le problematiche urgenti del litorale per tutelare il territorio e il sistema economico turistico balneare».

I danni dell’ultima mareggiata in Toscana sono stati ingenti anche più a sud, nella località di San Vincenzo (Livorno), dove l’urto delle onde si è abbattuto fra il tratto a nord della diga di sopraflutto del porto turistico e quello a sud. Lo storico stabilimento balneare Il Delfino è stato dichiarato inagibile a causa del crollo parziale dei muri e dei basamenti: per questa attività il futuro è incerto e c’è il rischio che il gestore non possa aprirla per la prossima stagione estiva. «È una situazione disastrosa, tanto che non credo si possa escludere di parlare di stato di calamità naturale», ha dichiarato il sindaco di San Vincenzo Paolo Ricucci. «Siamo in costante contatto con la proprietà del Delfino, pronti a qualsiasi intervento ritenuto opportuno per salvaguardare la struttura che adesso è seriamente compromessa. Al di là delle ripercussioni economiche, la priorità è quella di intervenire quanto prima per cercare di non compromettere la prossima stagione turistica, perché quello sarebbe a tutti gli effetti il danno maggiore e più consistente. Per questo, dunque, gli interventi strutturali previsti anche di concerto con la Regione assumono sempre più priorità, non c’è tempo da perdere».

Non meno preoccupante è la situazione in Lazio, in particolare lungo il litorale romano, dove c’è da tempo una grave situazione erosiva. Le strutture balneari tra Ostia e Fregene sono state colpite dalle onde alimentate dal vento fino a 40 nodi, che ha allagato numerosi edifici, come mostra un video girato da un drone pubblicato dal quotidiano La Stampa. Analoghi episodi sono stati segnalati lungo il litorale pontino. Secondo l’Ispra, il 60% delle coste laziali negli ultimi quindici anni è stato modificato rispetto al loro stato naturale: si tratta di ben 150 chilometri su 250, con l’erosione vera e propria che ha interessato il 29,7% del litorale. Ad aggravare la situazione pesa la cementificazione eccessiva: sempre secondo l’Ispra, in Lazio è stato infatti consumato il 30% del suolo entro 300 metri dalla costa e il 21,4% fino a un chilometro dalla linea costiera. Si tratta di valori al di sopra della media nazionale.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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