Attualità

Le difficoltà dei balneari si riversano sulle fiere

Investimenti in spiaggia bloccati e aziende fornitrici con fatturati crollati del 65%. A perderci sono gli enti fieristici, colpiti da una diserzione di massa

I titolari degli stabilimenti balneari sono senza certezze e non sono più disposti ad acquistare attrezzature che potrebbero perdere nel 2016. Le aziende fornitrici di arredo da spiaggia non vendono più i loro prodotti e i loro fatturati sono paurosamente in rosso. L’esito è il medesimo per entrambe le categorie, due facce della stessa medaglia: non recarsi più alle fiere di settore. La colpa è della direttiva europea Bolkestein, che impone l’esproprio di trentamila aziende turistiche, e del governo italiano che finora non è stato capace a rimediare al problema. Ma a rimetterci saranno gli enti fieristici, da sempre fucina di incontri e di scambi di idee per un settore essenziale al turismo italiano, che non ha mai conosciuto crisi e che ha sempre generato un ingente volume d’affari. Quello del turismo balneare, appunto.

E così, in questi giorni di fine stagione si stanno susseguendo annunci ufficiali dei rappresentanti di categoria che giustificano la loro assenza alle fiere di settore. Prima fra tutte al Sun di Rimini, che inaugurerà il 6 ottobre. I sindacalisti tengono a precisare che la loro scelta non intende prendersela contro gli enti fieristici, da sempre attenti alle esigenze del comparto, bensì vuole essere un atto fortemente simbolico contro il governo: l’assenza di massa dei balneari e delle aziende fornitrici dalle fiere mostrerà efficacemente la completa paralisi del settore.

Ai numerosi proclami di singole aziende e singoli operatori balneari che annunciavano la loro diserzione del Sun, due giorni fa è arrivato il comunicato ufficiale dei sindacati Sib, Fiba e Assobalneari sul boicottaggio di tutte le fiere di settore (leggilo qui). Una decisione opposta a quella di Cna Balneatori e Oasi-Confartigianato: il coordinatore del primo, Cristiano Tomei, pare voglia comunque tenere una riunione sindacale in occasione del Sun (ma la decisione verrà presa insieme agli iscritti in occasione del direttivo in programma mercoledì a Ravenna), mentre il secondo, come al solito contro corrente, intende agire di testa propria ma solidarizza (almeno per questa volta) con la decisione dei balneari. Anche perché la diserzione, seppure ufficializzata dai tre principali sindacati, era comunque una volontà partita dalla base.

Anche l’Afib, l’associazione delle aziende fornitrici, oggi ha comunicato la sua assenza. Così recita la lettera del presidente Luca Marini: «La decisione è determinata dalla gravità del vuoto legislativo creatosi dai governi precedenti e attuali nei confronti della categoria, che così rimane appesa nel buio e senza prospettive per il futuro. Il blocco degli acquisti, che fisiologicamente ne deriva, ha fatto precipitare i fatturati delle principali aziende fornitrici del -65% e quindi, consapevoli di questa comprensibile scelta dei nostri clienti, preferiamo essere solidali con la categoria balneare italiana».

Alla storica decisione risponde un comunicato di Fiere e Comunicazioni srl e Rimini Fiera, gli organizzatori del Sun, che hanno lanciato un appello ai balneari e alle aziende: «In una fase complessa e difficile come quella attuale, è importante avere a disposizione una piattaforma in cui confrontarsi per cercare nuove possibili soluzioni. Boicottare la propria fiera indebolisce l’immagine del settore e rischia di far perdere un luogo e un motore di comunicazione di grande efficacia. Il nostro è un settore sano che nonostante la crisi economica mondiale ha ampie possibilità di crescita: basta restituirgli la serenità e la fiducia nel futuro».

Ma la categoria balneare sembra irremovibile nella sua decisione, e non prende in considerazione l’estremo appello di Rimini Fiera. Ma non per questo si rinuncerà al tradizionale appuntamento assembleare di ottobre: anziché al Sun, i quattro sindacati Sib, Fiba, Cna Balneatori e Assobalneari si riuniranno domani sera a Milano Marittima in occasione della Festa del Turismo organizzata dal Partito Democratico. L’assemblea sarà aperta al pubblico, e per questo si prevede una serata difficile: i balneari hanno trascorso l’ennesima stagione senza certezze, e la loro pazienza si è esaurita.

Domani i presidenti sindacali si confronteranno con Maurizio Melucci, assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna, e Vidmer Mercatali, senatore del Pd, proprio sulle possibili soluzioni alla direttiva Bolkestein. Appare invece più a rischio l’appuntamento di domenica sera: la Festa ha in calendario un confronto fra Vasco Errani, presidente del Consiglio delle Regioni, e il ministro al turismo Piero Gnudi. Ma quest’ultimo, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe subìto una delicata operazione che lo avrebbe messo fuori gioco per un po’ di tempo. Lo confermano gli ultimi appuntamenti istituzionali il tema di turismo (il question time in Parlamento e l’audizione in Senato con le Regioni, vedi notizia precedente) che Gnudi ha disertato. La scottante questione dei balneari, in caso di assenza prolungata del ministro al turismo, passerebbe in mano a Corrado Passera e al suo dicastero delle infrastrutture. Ma i balneari sperano di non dover aprire l’ennesima nuova trattativa con un rappresentante del governo che pensa già all’inevitabilità delle evidenze pubbliche.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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