Un libro ricostruisce l’appassionante storia dei primi stabilimenti balneari italiani, nati a Viareggio nel 1827. Intitolato “La regina delle spiagge. Breve storia balneare di Viareggio dalle origini ai nostri giorni”, firmato da Umberto Guidi e Giampaolo Ghilarducci e pubblicato da Edizioni L’Ancora, il volume sarà presentato oggi alle 18 al bagno Marusca di Lido di Camaiore in un’iniziativa organizzata dall’Associazione Medusa e presentata da Adolfo Lippi.
Nell’agile saggio, scritto con stile divulgativo, si ripercorrono le tappe dello sviluppo di quella che era destinata a diventare una delle principali spiagge d’Europa, dalle bonifiche che trasformarono una terra malarica in un potenziale luogo di villeggiatura alla nascita dei primi stabilimenti balneari Nereo e Dori.
Nel lungo intervallo fra le due guerre mondiali, racconta il libro di Guidi e Ghilarducci, Viareggio ha vissuto la fase del suo massimo splendore: in questo periodo la presenza di artisti, intellettuali e attori di cinema e teatro raggiunse l’apice e il regime fascista decise di “razionalizzare” la passeggiata e l’arenile della città, eliminando le pittoresche baracche di legno e le rotonde sul mare per lasciare spazio al nuovo ordine, che prevedeva l’impianto delle cabine disposte in vagoni perpendicolari alla linea della costa, conservato fino a oggi. L’ultima rotonda a cadere fu quella del Bagno Balena, demolita nel 1938.
Dopo la dolorosa parentesi del secondo conflitto mondiale, si aprì un nuovo capitolo della storia balneare viareggina: alla villeggiatura d’elite subentrò infatti il turismo di massa. Il libro arriva fino ai giorni nostri, registrando crisi e innovazioni (come il nuovo Balena 2000 e il recupero del Principe di Piemonte), senza dimenticare i problemi ancora aperti, dalla direttiva Bolkestein alla concorrenza di paesi esteri come la Croazia e l’Egitto.
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