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“La storia secolare del turismo balneare merita rispetto”

Anche se abbiamo in questi giorni la conferma che tanta parte dell’opinione pubblica è dalla parte dei balneari, resistono ancora sul web alcune persone con la convinzione che i balneari siano persone che approfittano della loro posizione per prolungare nel tempo, attraverso il rinnovo delle concessioni, una presunta situazione di privilegio. Ebbene, non è così. Quello che alcuni sembrano non sapere è che dietro la richiesta di acquisire i diritti sul demanio da parte dei balneari c’è una storia ormai secolare, una storia di lotte e di fatiche per trasformare quelli che erano vuoti arenili con vegetazione selvaggia e fatiscenti casupole di pescatori in centri di riposo e di ristoro, ovvero luoghi dove milioni di persone trascorrono le vacanze.

Il turismo balneare è stato un importante motore di sviluppo del turismo italiano, invidiato da tutte le nazioni europee con sbocco sul mare. Ma per arrivare a ciò ci sono voluti decenni di fatiche, tanti soldi (che spesso non avevamo) per gli investimenti in strutture e servizi, tanta fatica per lottare contro le intemperie e contro la mitica, complicata e arretrata burocrazia italiana.

Non dimentichiamo come è nato il nostro turismo balneare: dare la concessione di utilizzo degli arenili è stato considerato, fin al primo dopoguerra, un risarcimento per le famiglie di pescatori che avevano perso il lavoro; prassi, questa, legata nei due dopoguerra alla necessità di incrementare lo sviluppo industriale dell’Italia uscita povera dalle guerre mondiali. C’è una grande e umana differenza fra dare le concessioni a chi lavora per costruirsi un futuro strappando al mare le risorse possibili e rinnovabili e chi, invece, specula sulle concessioni autostradali, destinate a grandi imprese multinazionali, le stesse che stanno come avvoltoi appollaiati sulle piante aspettando che un eventuale governo di incompetenti dia il via alle gare d’appalto.

Non solo: andare alle gare aperte a tutti significherebbe ammettere l’ingresso di personaggi legati alla malavita (specialmente in quelle zone che già soffrono per queste presenze), con grande disponibilità di cassa, o di multinazionali anonime che non conoscono la storia e la vita del nostro lavoro.

Il turismo balneare è divenuto una trave portante dell’economia italiana, proprio perché i concessionari hanno vissuto l’impresa turistico-balneare come una propria impresa, difendendola e lavorandovi giorno e notte. Stranamente non fa scandalo, invece, il rinnovo automatico delle concessioni autostradali, che interessano fior di potenti multinazionali. Francamente non si capisce (o forse si capisce bene…) questa insistenza a voler lasciare nelle mani di tali potenti multinazionali un nostro tesoro naturale, le nostre spiagge: ma noi come balneari, noi come villeggianti, noi come italiani non ci stiamo e chiediamo, per questo motivo, rispetto.

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Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.