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La Regione Sicilia fa cassa coi canoni: balneari in guerra

Bloccato lo scorso anno il tentativo di quintuplicare i canoni degli stabilimenti balneari, gli assessori Croce e Baccei ci riprovano. La denuncia di Confcommercio.

Salvata in extremis la stagione balneare 2014, la Regione Sicilia ci riprova con l’aumento dei canoni demaniali. Un provvedimento invernale nella speranza che passi inosservato e possa essere attuato già con l’avvio della stagione 2015, le cui pratiche partiranno entro un paio di mesi.

La denuncia viene dalla Confcommercio, che da tempo chiede l’avvio di un tavolo di confronto che, invece, non è mai stato convocato una volta passata la fase d’emergenza. «È di ieri la notizia – scrive Confcommercio in una nota – che l’assessore al territorio e ambiente Maurizio Croce e il suo collega all’economia Alessandro Baccei avrebbero messo a punto un piano per fare cassa attraverso l’aumento dei canoni di concessione demaniale. Ormai non ci meravigliamo di nulla».

Il tentativo era già stato fatto proprio nel 2014 e poi stoppato, perché c’era il rischio di bloccare l’intera stagione balneare. I canoni di concessione quintuplicati, di cui si parlava lo scorso anno, erano insostenibili per le imprese del settore. Ora sembra che l’operazione sia analoga a distanza di meno di un anno.

«Il carico fiscale grava sempre sui soliti noti – continua Confcommercio – già a settembre avevamo chiesto di riaprire un tavolo sul demanio marittimo, ma gli assessori che si sono succeduti non hanno ritenuto di dovere incontrare le categorie produttive per ragionare sulle questioni del demanio marittimo, necessarie anche per lo sviluppo del turismo».

«La disattenzione o la distrazione con cui ripetutamente vengono affrontate le istanze degli imprenditori e delle imprese – conclude la nota – non lasciano dubbi sul modo di procedere del governo regionale. Confcommercio Sicilia, con le proprie organizzazioni di categoria interessate, chiederà pertanto un confronto anche alle competenti commissioni parlamentari e invita tutti gli operatori del settore alla mobilitazione per evitare che al danno che subiranno con le trivelle si aggiunga la beffa dell’aumento dei canoni». Le imprese del settore sono già convocate a Catania per il 23 gennaio per valutare le iniziative da intraprendere.

fonte: CanicattìWeb

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