Opinioni

Il millantatore che illude i balneari

Da un po’ di tempo alcuni balneari hanno a che fare con un millantatore che tenta di speculare sulla loro situazione a suon di diffamazioni e menzogne. Si diletta fra chat e gruppi social pubblicando locandine e slogan altisonanti, in una gara con se stesso a spararla sempre più grossa, e illude di essere l’unico salvatore della categoria, comunicando con arroganza, scorrettezze e falsità. Fa credere di gestire uno stabilimento balneare, ma non è vero: la sua strategia prevede che si spacci come “uno di noi”, in modo da far apparire la sua missione più sincera, ma in realtà non ha nessuna azienda da salvare, poiché nella vita fa tutt’altro. Nel suo tempo libero, invece, si vanta di interlocuzioni col governo che in realtà non esistono: a Palazzo Chigi non lo hanno mai visto nemmeno gli uscieri, eppure lui fa credere che il governo stia seguendo dei documenti che avrebbe condiviso addirittura col presidente della Repubblica (ma davvero qualcuno ci crede?). In verità il millantatore si limita a guardare cosa fa o non fa il governo, per illudere attraverso i suoi post quotidiani che sia lui a dettare la linea. Fuori da qualsiasi tavolo di decisione non per la sua scelta di non “mischiarsi con gli altri sindacati”, come talvolta afferma, bensì perché non rappresenta ufficialmente nessuno, non esiste un solo parlamentare che consideri la sua esistenza. E nonostante vanti di avere oltre tremila associati, questo numero è forse più adatto a contare le fesserie che ha sparato finora.

Nella sua propaganda, il millantatore annuncia spesso denunce a destra e a manca contro tutti i presunti nemici della categoria, ma in realtà non ne ha mai fatta nemmeno una, poiché non ne ha alcuna ragione e probabilmente nemmeno la possibilità. Anche perché sostiene di fare tutto gratis, seppure talvolta accetti di buon grado donazioni personali. A essere corrotti però, secondo lui, sono tutti gli altri: consorzi, riviste, sindacati e associazioni di categoria sono i suoi bersagli quotidiani da infangare, dal momento che non ha argomenti per parlare di se stesso e di ciò che fa davvero. In sostanza, la sua tecnica è delegittimare tutti gli altri per restare l’unica voce di cui i creduloni che lo seguono possono fidarsi. Anche per questo fa frequenti dirette online in cui intorta i suoi pochi seguaci con una retorica vuota di contenuti concreti. Ma visti questi e altri precedenti, pare proprio che abbia il vizio di ingannare le persone: le menzogne che racconta sono enormi e quotidiane, e sembrano far parte di una strategia truffaldina per approfittarsi dei balneari che gli stanno andando dietro, per motivi che hanno più a che fare con la mitomania di questo soggetto piuttosto che con la reale missione di salvare gli stabilimenti balneari e di unire la categoria: anzi, continuare a scrivere offese e ad alimentare l’odio ha l’effetto opposto, quello di aumentare le divisioni. Sarebbe quindi ora che si iniziassero ad abbassare i toni, perché se davvero il proprio scopo è quello di difendere tutti i balneari, non si capisce perché si debba attaccare chi sta dalla stessa parte della barricata.

A dimostrare la sua scorrettezza, c’è il fatto che il millantatore non accetta il contradditorio. Diverse sono le testimonianze di persone che hanno osato mettere in dubbio alcune sue affermazioni e sono state bannate dai suoi gruppi. Nella sua pratica di delegittimare chiunque metta in discussione il suo verbo unico, la nostra stessa rivista è spesso vittima di attacchi che hanno lo scopo di minarne la credibilità (ma guardandosi bene dal fare riferimenti diretti, poiché il soggetto in questione sembra pure il classico codardo che teme denunce). E ogni volta che abbiamo tentato di rispondere in modo educato e argomentato per smentire le sue chiacchiere, i nostri commenti sono stati puntualmente censurati. E così, per colpa di questo soggetto, qualcuno crede erroneamente che la nostra rivista e alcune associazioni di categoria sarebbero nemiche dei balneari. Così però il mitomane non la pensava, quando usava la visibilità della pagina Facebook di Mondo Balneare per farsi pubblicità; cosa che ci ha costretto a nostra volta a zittirlo: non potevamo accettare che un palese bugiardo sfruttasse il nostro spazio online per adescare i balneari nella sua rete (ma purtroppo qualcuno ci è cascato). Rimasto senza giochino, si è allora messo a diffamare ogni giorno la nostra attività di informazione, senza concedere la possibilità di replica. Eppure discutere e difendersi è un diritto permesso a chiunque nel nostro paese, ma non secondo lui. Perché lui ha ragione e tutti gli altri hanno torto; lui è furbo e gli altri sono “idioti” o “ignoranti” (così spesso definisce i balneari, e non si è mai visto qualcuno che insulta la categoria che pretende di rappresentare, ma tant’è). D’altronde, però, la coda di paglia di questo soggetto è talmente lunga che si guarda bene dal dare la possibilità di smentirlo: il rischio è che qualcuno possa demolire le sue bugie. Perciò, visto che ci viene impedito nei luoghi della sua propaganda a senso unico, ci difendiamo in questa satira.

Non appena arriverà una legge di riforma sulle concessioni demaniali, si avrà la dimostrazione che questo mitomane finora ha detto solo un mucchio di fesserie. Ma intanto consigliamo ai balneari di stare attenti. Per fortuna lo seguono in pochi, ma a questi pochi suggeriamo di non fidarsi. Sempre meglio cercare più fonti di informazione per farsi la propria idea, ma soprattutto, sempre meglio chiedere prove di ogni cosa che certi ambigui soggetti affermano: il nome e la concessione dello stabilimento balneare che si fa credere di gestire, i riferimenti e le prove delle conversazioni con suoi interlocutori politici. Molto probabilmente non arriveranno, perché siamo davanti a un mentitore seriale dalla scorrettezza talmente inaudita, che non si può più stare in silenzio. Non si sa ancora di preciso a che gioco stia giocando, ma è meglio tenere gli occhi aperti. Perché nonostante si ponga come salvatore della categoria, il suo agire non fa altro che accompagnare in un burrone i pochi balneari che si fidano di lui. A loro dobbiamo questo monito, anche se ormai, sempre per responsabilità di questo soggetto, si sono fatti un’idea sbagliata del nostro lavoro e della nostra onestà.

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