Ambiente Attualità

Il mare sta morendo: salviamolo

L'ennesimo allarme viene dall'Australia: le zone marine morte sono raddoppiate ogni decennio dagli anni '60 a oggi.

La vita marina è a rischio di estinzione di massa: a dare questo allarme, reale e per niente drastico, è stato di recente il centro di studi oceanografici dell’Università James Cook di Townsville, Australia, che ha analizzato una serie di ricerche evidenziando il grande aumento delle zone marine morte, ovvero quelle aree marine con livelli di ossigeno talmente bassi da non permettere ai pesci di sopravvivere. Queste zone, secondo gli oceanografi australiani, sono raddoppiate ogni decennio dagli anni Sessanta al 2010: un dato preoccupante che riguarda l’intero pianeta, con punte nell’Oceano Pacifico (soprattutto al largo dell’Australia e della Cina), nel Golfo del Messico e nell’Oceano Atlantico al largo della Namibia. Tra il 2000 e il 2008, in particolare, sono state effettuate oltre 400 zone morte in tutto il pianeta: negli anni Novanta erano 300, negli anni Ottanta appena 120. In Italia si continua a discutere di concessioni demaniali, ma un mare senza vita è un problema ben più grave: occorre prendere al più presto dei provvedimenti decisi ed efficaci, che non si limitino al semplice blocco temporaneo della pesca.

Alex Giuzio

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