Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia vuole l’autonomia nella gestione delle spiagge

La richiesta della Regione: "Occorrono più certezze per gli operatori balneari"

La Regione Friuli Venezia Giulia chiede al governo italiano di poter gestire in autonomia le proprie spiagge, che in base alla legge nazionale sono di competenza del demanio marittimo e dunque dello Stato. Lo ha annunciato l’assessore regionale al demanio Sebastiano Callari, in un’intervista al quotidiano locale Il Piccolo, motivando la richiesta con la necessità di «dare risposte e certezze agli operatori balneari». Secondo Callari, «senza un quadro normativo chiaro si rischia il caos», e per questo il Friuli sta «valutando la possibilità di trattare con il governo per chiedere la completa competenza sul demanio marittimo regionale», come accade già in altre regioni del sud come la Basilicata e la Sicilia.

Nello specifico, il motivo della richiesta sta nella necessità di avere una legge che decida il futuro delle concessioni balneari. Dopo il rinvio di un anno per la scadenza delle concessioni, approvato nei giorni scorsi nel decreto milleproroghe, il governo nazionale si è dimostrato per l’ennesima volta incapace di assumere una decisione organica sulla gestione del demanio marittimo; ma nel frattempo migliaia di imprenditori balneari stanno subendo un clima di incertezza che impedisce di pianificare investimenti per migliorare l’accoglienza turistica. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia pare abbia perso la pazienza e sia intenzionata a ottenere la gestione autonoma sull’assegnazione delle concessioni balneari.

Come spiega Callari al Piccolo, l’autonomia permetterebbe di decidere «le finalità d’uso e la differenziazione dei canoni, perché è evidente che ci sono attività e attività, e le associazioni che offrono servizi sportivi o ludici di pubblica utilità e con specifiche finalità sociali non possono pagare come chi fa legittimamente business». Precisa inoltre l’assessore: «Non è qualcosa che si realizza dalla sera alla mattina, ma ci stiamo già lavorando ed è un progetto che intendiamo portare avanti nella prossima legislatura. La nostra regione, dove le spiagge giocano un ruolo fondamentale nell’economia turistica, ha tutto l’interesse a sperimentare nuove forme di autonomia».

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