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I sindaci del G20s chiedono lo status di “città balneare” per salvare i bilanci

L'appello dei maggiori Comuni balneari d'Italia: "Dal governo servono impegni certi per salvaguardare le località turistiche costiere"

«È stata anche la nostra battaglia e il risultato è arrivato: la possibilità di riaprire le spiagge e tutti i servizi collegati con date e modalità operative precise, che ci permettono di avviare una stagione turistica che sarà molto critica». È la posizione dei sindaci dei comuni balneari che si riconoscono nel “G20 Spiagge“, all’indomani della pubblicazione del dpcm sulla riapertura degli stabilimenti balneari in seguito al lockdown per il contenimento del coronavirus.

«Cominciamo a intravedere qualche spiraglio di luce – proseguono i sindaci – ma il tunnel buio da percorrere in questo 2020 sarà ancora molto lungo. Per noi questa è solamente la prima battaglia vinta, grazie anche alle pressioni fatte presso le diverse istituzioni politiche e amministrative (regioni, ministeri e governo) e al lavoro costante e assiduo svolto sui nostri rispettivi territori per dare voce alla crisi profonda che sta investendo le spiagge italiane. Ora servono altre azioni e interventi per scongiurare il rischio default dei bilanci comunali, ora bisogna vincere la guerra!».

Ogni Comune del G20s (ne fanno parte le località balneari con il maggiore numero di presenze turistiche legate alla spiaggia: Arzachena, Bellaria Igea Marina, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Cervia, Chioggia, Comacchio, Forio, Grado, Grosseto, Ischia, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Orbetello, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste) stima una perdita di bilancio nel 2020, per mancati introiti derivanti da tassa di soggiorno, Cosap, Imu e Tari – solo per citarne qualcuno – tra i 4 e i 10 milioni di euro in media. «Questo significa per i singoli comuni balneari dover ridefinire gli interventi per il settore sociale, infrastrutturale e di manutenzione del territorio», affermano i primi cittadini.

La voce corale dei sindaci dei Comuni G20s chiede la rimodulazione del fondo di solidarietà e il riconoscimento dello status di “città balneare”, in considerazione del fatto che i Comuni balneari sono città con flussi di presenza diversificati durante l’arco dell’anno, che l’attività economica prevalente svolta dai Comuni del G20s è quella turistica esercitata in forma stagionale, e che pertanto gli impatti economici della crisi da una parte sono rilevantissimi già nell’immediato e dall’altra le persone e le imprese dovranno attendere un periodo ancora più lungo per poter beneficiare della ripresa.

Nelle prossime settimane i sindaci del G20s si attiveranno presso governo e ministri per chiedere con forza interventi economici e finanziari specifici per il settore del turismo balneare, al fine di scongiurare il rischio di ritrovarsi a settembre con un intero sistema che sarà al collasso. «Siamo disponibili a confrontarci e a definire insieme alle istituzioni un pacchetto di interventi e una strategia che consenta di risistemare almeno per un periodo di tempo medio la gestione dei bilanci, consentendo una flessibilità ai sindaci che appare assolutamente necessaria e riconoscendo ai Comuni turistici un valore strategico per il rilancio del paese nei prossimi anni», conclude la nota.

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    Luigi D'addario says:

    Questo va bene. Ma le estensioni delle concessioni avverranno?
    Quando? Il ministro Franceschini aveva promesso che non ci sarebbero stati problemi, a che punto siamo?

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      Buongiorno Luigi, la norma è stata inserita nel “decreto rilancio”, che però non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Stiamo attendendo di leggere il provvedimento nella sua form definitiva, per darne notizia (si sa, in materia di demanio anche le virgole sono importanti).

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