Sib-Confcommercio

I balneari sono diventati il mostro sbattuto in prima pagina

Quando l’ironia e le fake news sono al servizio dei potenti contro i lavoratori

È a tutti evidente che è in corso una campagna mediatica contro i balneari italiani, accusati di pagare poco allo Stato e di guadagnare tantissimo. Si stanno utilizzando dati diffusi da Legambiente che sono fuorvianti e falsi e sui quali ci riserviamo ogni azione anche in sede giudiziaria.

In questa campagna di stampa calunniosa, che solletica furbescamente l’odio e l’invidia sociale, si è accodato da ultimo Maurizio Crozza, che nella scorsa puntata del suo spettacolo ha ironizzato sui presunti canoni bassi, sulla cementificazione della costa e sull’assenza di spiagge libere. Crozza ha riferito del canone e delle tariffe di un albergo superlusso della Sardegna dotato di servizio di spiaggia; ha parlato di un bagno in cemento della sua Genova; ha mostrato l’immagine di una spiaggia densamente attrezzata con ombrelloni e lettini per concludere con la solita macchietta di Briatore. Al di là dei dati sbagliati forniti (il canone minimo non può essere inferiore a 2500 euro, il gettito complessivo di 108 milioni non contiene quello pagato alle Regioni a statuto speciale né le addizionali anche del 100% in più versato alle Regioni e ai Comuni), sono i balneari che chiedono una revisione dei criteri di determinazione dei canoni perché ingiusti: c’è chi paga tantissimo e chi pochissimo.

Inoltre, la cementificazione della costa riguarda la realizzazione di lottizzazioni abitative e comunque insediamenti sulla proprietà non sul demanio, e non i chioschetti dei balneari. Il 60% del demanio (con punte del 91% in Puglia, secondo i dati ufficiali della Regione) è privo di concessioni balneari e la presunta carenza di spiagge libere deriva dall’impossibilità della loro fruizione per la retrostante proprietà privata.

Su questo è doveroso discutere e confrontarsi con serietà, sulla base di dati corretti ed evitando generalizzazioni infamanti e arbitrarie. I canoni non sono bassi per tutti i concessionari (ci sono canoni demaniali in molti casi per decine e centinaia di migliaia di euro), così come le tariffe non sono alte dappertutto (generalmente non superano 15/20 euro giornalieri per una postazione completa).

Insomma, è profondamente ingiusto avere descritto i balneari italiani come nababbi, evasori e cementificatori, e avere dato il volto di Briatore alle decine di migliaia di onesti lavoratori, prima ancora che sbagliato, è profondamente offensivo. Prima di abbandonarsi a queste accuse infamanti, avrebbe dovuto far riflettere Crozza e i suoi autori la circostanza che il primo a scagliarsi contro i balneari lo scorso 23 settembre scorso sia stato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e che la “punta di diamante” di questa vergognosa campagna di stampa sia, da mesi, il quotidiano della Confindustria.

Potrebbe essere istruttivo per Crozza vedere, se non lo ha visto o se lo ha dimenticato, il bel film degli anni settanta “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio, con il grande e indimenticabile Gian Maria Volontè. E si potrebbe ironizzare osservando che Legambiente e Confindustria sono uniti nella stessa lotta. Ma il tentativo in atto di espellere migliaia di famiglie dal settore, privandole del loro lavoro e delle loro aziende, è troppo serio e grave per riderci sopra. In questo caso Crozza non ha fatto ridere, ma semplicemente piangere nel vedere come sia facile diventare, si sarebbe detto una volta dalle mie parti, non tanto il “compagno che sbaglia” ma semplicemente il “servo sciocco dei padroni”.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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  1. Non ci sono mostri sbattuti in prima pagina……..speriamo che tutti i partiti, in tempi brevi, approvino una vera e seria riforma del settore con l’applicazione della normativa europea che, possibilmente, possa tutelare tutte le parti con norme legittime, certe, chiare e trasparenti. E non si preoccupi che non ci sarà nessun assalto alle concessioni demaniali……… inoltre nella riforma dovrà contenere una percentuale minima (almeno il 30%) del territorio demaniale che ogni comune deve destinare a spiaggia libera. Altresì il canone demaniale deve essere composta da due voci: una fissa stabilità , per ogni comune) dal demanio marittimo; unavariabile con applicazione di percentuali crescenti sul fatturato conseguito dall’ azienda nell’anno precedente.

  2. Fa sorridere ogni argomentazioni a difesa della categoria perché contraddice con le teorie a difesa della categoria: come mai mai se la risorsa spiaggia non è scarsa allora “il 60% del demanio (con punte del 91% in Puglia, secondo i dati ufficiali della Regione) è privo di concessioni balneari e la presunta carenza di spiagge libere deriva dall’impossibilità della loro fruizione per la retrostante proprietà privata”?..più l’opinione pubblica è informata e meno consenso anche politico avete.

    • Caro Diario, non so cosa tu faccia nella vita ma ti auguro di provare 10,100,1000, volte quello che proviamo noi e le nostre famiglie pensando a quello che dovrebbe realizzarsi secondo i tuoi auspici.
      Un saluto da un balneare.

      • Siete solo delle sanguisughe che hanno succhiato soldi per anni e come ogni italiano medio contadinotto nel momento in cui arriva la legalità si comincia a gridare all’invidia sociale. Il che dimostra solo quanto siete basse come persone.

        Campagna mediatica?
        Nella mia città conosco decine di persone che hanno lavorato negli stabilimenti e non ce n’è UNA che sia mai stata pagata regolarmente. UNA.

        Dovete tacere, se finite in mezzo alla strada nessuno verserà una lacrima e ve la siete cercata voi.

        • Aldo, io non mi sento una sanguisuga. Ho comprato il mio stabilimento 2 anni fa, dichiarando ogni centesimo e pagando le tasse per tutto ciò. Ho fatto un mutuo fino al 2033 perché già nel 2019 avevo il titolo con estensione. Volturato a mio nome anche questo con estensione al 2033.
          Ho rifatto tutta la spiaggia: il bagno, la doccia (che è gratuita anche calda), lo spogliatoio, il bar, il dehor, i lettini e gli ombrelloni.
          Ho 40 anni e un figlio di 2 e mezzo. E ho investito 400.000€.
          Ho fatto 2 stagioni che non sapevo nemmeno se sarei riuscito a pagare il mutuo, per via del COVID (ho una spiaggia di 450 mq compresi i servizi, quindi ho potuto mettere 30 ombrelloni).
          A gennaio, fino a marzo, faccio personalmente manutenzione.
          A marzo faccio l’operaio per le operazioni di apertura, con mia moglie che mi da una mano a spalare sabbia. A aprile apriamo io e mia moglie (che fa barista, cuoca, poi nel pomeriggio la bagnina e poi alla sera la mamma). Aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre siamo in spiaggia dalle 6 del mattino fino alle 20. A ottobre faccio l’operaio e smonto la spiaggia. Facciamo tutto noi perché col mutuo non possiamo permetterci di prendere troppo personale.
          Bene. La mia domanda è: ti sembro una sanguisuga? Mi puoi dare del coglione, perché con una laurea e un master ho lasciato il mio lavoro da dipendente per inseguire un mio sogno. Ma non della sanguisuga.
          Per quanto riguarda il canone demaniale, nel 2020 era onestamente bassissimo. Nel 2021 a me si è quadruplicato e lo ritengo in linea con una qualsiasi attività commerciale.
          Quindi, ti chiedo se vorresti vedermi in mezzo ad una strada… a me, a mia moglie e a mio figlio (che nel 2023 avrà 4 anni e mezzo) oppure non sarebbe giusto verificare caso per caso? Senza generalizzare?
          Io non mi sento un Santo, però è dal 9 novembre che dormo 1 ora per notte…

          • Maurizio Coppola says:

            Tieni duro Tommy. Le persone che criticano sono mosse da un livore che hanno contratto occasionalmente in base alle loro esperienze. Sul demanio ognuno ha la sua storia. E non racconto la mia perché è talmente particolare che non fa testo. Vedo accostare canoni a fatturati lordi. Si dimenticano che il canone è una componente di costi fiscali ma poi ci sono tutti gli altri. Nessuno inquadra cosa veramente stia accadendo sotto la pressione di indirizzo politico della governance. Ma il caso KKK su Tim ha già fatto parlare i sindacati di tutela del settore. Io come te ho studiato e molto, per cui da trent’anni so bene quale sia la metamorfosi però spiegarla non è semplice. Buon lavoro e vediamo di dormire un po’ di più che non meritano i nostri nervosi.

        • Non so in quale citta tu viva, ma sicuramente dici un sacco di castronerie….. Personalmente non ho mai succhiato il sangue a nessuno, abbiamo clienti ultra decennali contenti dei servizi usufruiti spiaggia, ristorante, bar, docce, bagni, pronto soccorso, sorveglianza, pulizia, giochi, intrattenimento ecc….ecc Un saluto da una sanguisuga di 90kg

  3. Lorenzo Pinto says:

    Guardi che non c’è bisogno di Crozza.
    Almeno viaggetto all’estero ce lo siamo fatti tutti, e anche in posti di mare belli.
    Non esiste in tutto il mondo la lottizzazione in concessione delle spiagge al livello che c’è in Italia.
    Se proprio dev’essere, che almeno sia in libera concorrenza.
    Vi conviene farvene una ragione, non vedo altre soluzioni.

    • Fino a prima della Bolkestein c’era libera concorrenza, ogni anno 10, 20% dei bagni della nostra zona (Romagna) cambiava gestione, come ogni altra attività , con regolare rogito notarile, quindi?
      Informarsi prima di pigiare sui tasti…….

      • Nikolaus Suck says:

        La “libera concorrenza” si deve svolgere sull’assegnazione delle concessioni da parte dello Stato e quindi sulla possibilità temporanea (da sempre tale) di sfruttare le relative risorse per tutti i concessionari anche potenziali, e non solo da quelli attuali e loro aventi causa per trasferimento d’azienda.

    • Ma libera concorrenza vuol dire avere il diritto di investire soldi per X anni per poi trovarsi qualcun’altro che ti porta via tutto per lo stesso diritto?

  4. Leggendo questi commenti mi è tornato in mente una barzelletta, mi sembra che potrebbe far riflettere 🙋‍♂️
    Un giorno due comunisti si ritrovano a chiacchierare.
    Il primo chiede all’altro Ma se tu avessi due ville enormi, che cosa ci faresti?
    Il secondo, prontamente Una a me ed una al Partito!L’altro insiste E con due appartamenti?
    Uno a me ed uno al Partito!
    Con due automobili?
    Una a me ed una al Partito!
    Con due motorini?
    Uno a me ed uno al Partito!
    Con due biciclette?
    Ah, quelle ce l’ho e me le tengo strette.

  5. Luigi Cavalieri says:

    comprammo alla fine anni 90 un vecchio bagno con lo demolimmo e realizzammo uno nuovo visto il diritto di insistenza della concessione
    marittima abbiamo fatto un finanziamento molto importante ipotecando tutti tutto il possibile della nostra famiglia comprese le cose intime .
    Oggi che finalmente siamo riusciti a pagare il nostro impegno mi si viene a dire che la mia famiglia deve rinunciare a ciò che è stato realizzato Taranto dal DIRITTO DI INSISTENZA in parole povere solo l’esecuzione di una opera pubblica come un nuovo porto o opere di difesa a mare poteva insinuare ciò che abbiamo realizzato.
    Le persone che vengono in spiaggia al sabato e la domenica quando non ci è brutto tempo vedono che i bagni sono pieni ,bene sono i giorni che incassiamo ma dal lunedì al venerdì ci sta pochissima gente in giugno e luglio in agosto 20 giorni si lavora dal 1 settembre non ci sta nissune.
    Detto ciò le spese fisse cioè la somma del canone demaniale, addizionale regionale,ruspatura, pulizia spiaggia , servizio di salvataggio,assicurazioni,energia elettrica,acqua,Imu,servizio rifiuti, manutenzioni attrezzatura e fabbricati ,ecc..
    AMMONTANO a circa 70/80 Mila euro attenzione senza considerare le spese per il personale e della merce di mescita .
    Divisi i 40 giorni effettivi di lavoro sono quasi 2000 euro di spese fisse lavoro o non lavoro che ci sia .
    Detto ciò nella mia zona 80 %. dei bagni era in vendita grazie alla proroga al 2033
    perché ? ??????????????????datevi una risposta.
    Stufi di guadagnare o stufi di farsi un mazzo giornaliero dalle 7 alle 20,30 tutti i giorni
    specie se si perdono per il maltempo 8 fine settimana su 14.
    Oggi mi si dice che abbiamo lavorato per niente ciò che abbiamo realizzato non è nostro, bene ,demoliremo ciò che abbiamo costruito e renderemo la sabbia che abbiamo avuto in concessione così i nuovi concessionari potranno realizzare i loro sogni auguri

    • Sa cosa è il rischio d impresa? E quello che accade a tutti le attività nel mondi tranne a chi ha uno stabilimento balneare in Italia. Sene faccia una ragione, non avete a vita il diritto divino di possedere un bene demaniale. Si vada all asta e chi offre di più si prende la spiaggia per 6 anni.

      • Luigi Cavalieri says:

        Si la spiaggia cioè la sabbia nuda poi costruisca e compri attrezzatura e dopo sei anni non è più sua faccia due conti e poi dopo 6 anni mi sa che lei non avrà fatto bingo complimenti per il futuro

      • fa finta di essere ignorante sig alfio con questa risposta ? la pioggia ( spece nel week end ) e’ un danno enorme per noi , non incassi nulla e i dipendeti sono da pagare comunque , e la mareggiata con pioggia e’ ancoea peggio ti rompi la schiena a pulire e non incasi nulla , e comunque in 6 anni di questi tempi non tiri su lo stabilimento , percio andra’ tutto in rovina , oppure puo sempre partecipare all asta e lavorare in spiaggia senza rischio di impresa , comunque le voglio dire che ho lottato con centinaia di eventi atmosferici anche terificanti , ma e’ molto piu facile che scontrarsi contro l ignoranza la disinformazione , l invidia e la burocrazia italiana ,

    • Nikolaus Suck says:

      Il diritto di insistenza non era e non è mai stato un diritto assoluto a stare lì per sempre, ma solo una preferenza ad altri candidati a parità di condizioni. A condizioni diverse e migliori si poteva affidare ed affidava ad altri. Chi ne ha voluto dedurre che la concessione fosse o potesse essere perpetua, ha sbagliato.

      • Luigi Cavalieri says:

        Se vuoi informarti per esprimere un parere vai a leggerti la sentenza del Tar d Abruzzo 61 del 2020 e capirai se in diritto di insistenza e’ o no è un diritto carino non sparlare di cose che non sai dalle mie parti saresti un sapientoni presuntuoso ed invitante nel senso che ignori

        • Nikolaus Suck says:

          Conosco quella sentenza e parla appunto di un diritto di prelazione, come qualche centinaio prima e dopo. Tu comincia dalle basi, imparando prima a leggere, poi a capire quello che leggi, infine ad apprenderlo. Anche se per come ti esprimi la vedo dura, carino.

        • Luigi Cavalieri says:

          Buongiorno rosicone io sarò un ingnorante bagnino ma vivo del mio duro lavoro visto l interesse per i bagni spero che riesca ad assegnarsene uno con le gare così proverà a lavorare poi dopo alcuni anni scriva come è andata la sua esperienza e il risultato economico le auguro tanta tanta fortuna rosicone

  6. Crozza ha sbagliato i dati sulla sua regione. Le spiagge privatizzate , le migliori, della Liguria non sono il 70 per cento ma ben l’86 per cento! Le spiagge libere, piu’ meno le peggiori, un misero 14 per cento! Diverse di questo avanzi sono occupate stabilmente da concessioni attrezzate stabili (concessione solo ligure…). Credo che questo sia un sopruso totale e una resa in giro della democrazia e dei cittadini tartassati dalle tasse più alte dell’occidente. Una vergogna mondiale!

  7. Salve, mi rivolgo a tutti voi che non stanno simpatici gli attuali concessionari balneari…bene…magari avete le vostre ragioni oppure AVETE INTERPRETATO MALE CIò CHE SUCCEDE E CHE VUOL PASSARE COME MESSAGGIO….l’errore più grande è pensare che un domani quando gli attuali concessionari non saranno più titolati A SUBENTRARE SARETE VOI O VOSTRI SIMILI???? SBAGLIATO. SARA’ CHI HA TANTI TANTI TANTI SOLDI ( forse multinazionali etc.) NON DI CERTO VOI!
    Pensate che TUTTA QUELLA LOTTIZZAZIONE, CEMENTIFICAZIONE, OCCUPAZIONE….SPARISCA? DI NUOVO SBAGLIATO! Avrà “soltanto” cambiato concessionario che sarà magari un fondo finanziario…
    QUINDI?
    Mi chiedo e vi chiedo, CONVIENE all’ITALIA DARE IN MANO IL PROPRIO PATRIMONIO COSTIERO E PARTE DELLA PRIMA INDUSTRIA (turismo) A GRANDI GRUPPI CHE DETERMINERANNO IL BELLO E CATTIVO TEMPO DI QUESTO SETTORE STRATEGICO? CHE L’ITALIA DIVENTI OSTAGGIO DELLA GRANDE FINANZA COME è SUCCESSO PER ALTRI SETTORI? DOVE IL POTERE DELLO STATO NON CONTI PIù NULLA? PENSATE UN UNICO CONCESSIONARIO, per esempio da Milano Marittima a Cattolica (forse a qualche super gruppo piacerebbe!!).
    DIVENTEREMO TUTTI OSTAGGI!!
    Riflettiamoci insieme!!
    …oppure…MANTENERE L’ATTUALE IMPIANTO SEMPLICEMENTE AUMENTANDO I CANONI!
    Paradossalmente oggi c’è più concorrenza alla portata di “tutti”, naturalmente con qualche investimento e sacrificio imprenditoriale….domani chi di voi è in grado di competere alle gare con un grande gruppo???
    Un grazie se mi dite dove sbaglio!
    Saluti.

  8. Interessante che su un portale di categoria ormai i commenti contrari ai balneari siano almeno quanto quelli favorevoli…insomma più se ne parlerà e meno la politica vedrà il consenso pubblico..vedremo nel 2023 intanto ringrazio l’ing. Galli per la mappatura delle concessioni che ha fatto in occasione del suo esposto!

  9. Marco molti italiani preferiscono che”Muoia Sansone con tutti i filistei ” che difendere un patrimonio italiano altrimenti direbbero servono le aste ma solo per i cittadini italiani, ma d’altronde il mondo va così, tutti contro tutti invidia, ecc…. io ho chiesto una concessione il 2005 per dare dei servizi migliori ho partecipato ad un bando pubblico il 2019 che doveva durare 6 anni ed invece scadrà nel 2023 ma non ci sono problemi mi inventerò un’altro lavoro come ho sempre fatto, vedremo cosa succederà è tutti questi sapientoni che si nasconderanno sotto la sabbia come gli struzzi quando distruggeranno l’italia del turismo balneare.

    • Nikolaus Suck says:

      No, se ha partecipato ad un bando pubblico per avere quella concessione, quella scadenza di 6 anni, che è quella della legge attuale, è confermata. La decadenza vale solo per quelle non aggiudicate a gara e prorogata al 2033.

  10. Buongiorno: Io e la mia famiglia siamo molto tristi, vedere questa cattiveria nei confronti di persone che dedicano la propria vita per il divertimento di altre persone, che si complimenta o con noi per il bel posto creato per l’ordine, la pulizia, il buon cibo, i giochi messi a disposizione dei bambini, servizio di salvataggio e tante altre iniziative. Tutto questo per pochi euro al giorno. La mia domanda a tutta questa gente che spara a 0 su di noi, ma mi spiegate perché non vi accanite con la stessa rabbia con gli impianti di risalita costruiti anche quelli sul demagno, costa forse poco uno skypass???
    E visto che li ho nominati se faremo la stessa fine dalla montagna che una SPA ha in concessione 4 intere vallate dove tu paghi il tuo abbonamento e zitto perché sei un numero allora vi verrà in mente la dolcezza e l’ospitalità della piccola famiglia che gestiva lo stabilimento balneare, quando i costi raddoppieranno perché a loro interessa la società in attivo e no il cliente contento che possa tornare ancora allora vi verranno in mente le cattiverie gratuite che avete detto in questi giorni.

  11. Angelo Sodini says:

    Non capisco perche’ Mondo Balneare che e’ il nostro portale continui a riportare i commenti di chi ci e’ ostile.
    I leoni? Pecore prezzolate da tastiera cerchino altre vie per versare la loro bile.
    Concentriamoci sul nostro sviluppo e lasciamole perdere,vadano a brucare altri campi!

  12. Io credo che l’esposizione mediatica, sia il risultato, anche di una mala gestione da parte delle associazioni balneari, arroccati in un tentativo tutto tondo di tutelare (di fatto) il diritto di insistenza ( abrogato) facendo assumere così connotati alla categoria, ritenuti dai tanti, privilegi antistorici oltre che illegittimi rispetto al diritto comunitario, in un mondo ormai globalizzato.
    Ritengo, che sarebbe stato più
    opportuno, oltre ad un censimento complessivo delle attività, procedere ad una differenziazione delle attività in essere, individuando quelle che costituiscono effettivamente “patrimonio Nazionale” ( per tradizione storica, per rappresentazione di cultura locale etc) meritevoti di tutela, da “semplici ” attività imprenditoriali aventi connotazione né più né meno di altre attività private.
    In rilevo, sarebbe da ricordare e sottolineare il fatto che il bene utilizzato in maniera esclusiva, è un bene pubblico della comunità.
    Altri motivi che hanno avuto risalto presso la comunità con conseguenti critiche sono :
    l’ enorme differenza tra quanto dovuto allo stato
    ( il minimo fino al 2020 era poco più di 300€ /anno – ora 2500€/anno anche contestato!) e il giro di affari ricavato.
    Altro motivo, sicuramente è stato il “commercio” , nelle diverse forme di affidamenti, delle concessioni a cifre spropositate rispetto al valore erariale delle concessioni (favorito sicuramente dallo status di monopolio in cui si trovano ad operare i concessionari)
    Forse per risolvere la questione e tutelare davvero il lavoro di tante famiglie oneste, professionalmente competenti e preparate bisognerebbe mettere sul tavolo tante cose….. non solo lo spauracchio delle multinazionali che fagociterebbero tutte le attività.
    Dimenticavo: vanno tutelate, tenute in considerazione e rese effettivamente fruibili anche le spiagge libere (spesso residuali, poco appetibili e di difficile accessibilità).
    Anche di questo bisognerebbe tener conto.
    Spero nell’interesse di tutti, che la politica trovi le giuste risposte in equilibrio tra i diversi interessi , con l’auspicio che non siano le solite “elettoralistiche”, viste negli ultimi anni.

  13. Buongiorno io dico solo una cosa dal 1946 ad oggi (legge permettendo permessi ecc) abbiamo costruito dal niente e ripeto dal niente un tesoro (per me) rifiutando durante gli anni varie offerte di vendita. Oggi se dovesse andare storto qualcosa io sono pronto a riportare al niente questo tesoro poi auguri a chi investirà sul niente per tot anni…..

  14. Perché i balneari invece di difendere l’indifendibile (concessioni a vita) non pensano a come tutelate economicamente un ordinato ed equilibrato subentro dei nuovi concessionari?
    Parlate di costi infiniti? Nessuno parteciperà alle aste se le concessioni non saranno economiche.
    Arrivano i Russi, Cinesi o Americani o mafiosi?
    Ma chi ha venduto negli anni passati ha mai rifiutato un’offerta vantaggiosa che parlava straniero?
    Si lavora da bestie? Per 4 mesi e poi tutta la famiglia vive di rendita.
    I canoni sono alti? Ma allora perché vengono sublocati pezzi di spiaggia a ristoranti frontisti a multipli del canone demaniale.
    Ci sono un sacco di spiagge ancora da sfruttare? Basta non vivere in Versilia, Liguria e Romagna….
    Veniamo e fuori in maniera equa ma non vendiamo la nostra situazione come la più bella del mondo.

  15. Spiace constatare sia dall’articolo che dai commenti dati, notizie e polemiche irreali.
    1. I Canoni sono proporzionali alle aree/strutture in concessione (€/MQ). unico aspetto atipico e/ingiusto è il canone minimo di € 2.500 che impone alle piccole concessioni il pagamento di un importo non proporzionale alla superficie concessa ( ES. Mq 500 = €. 2500 annui – mq 1700 = 2500 ANNUI).
    3. l’imposta regionale è un’addizionale del canone, non risulta che per le concessioni balneari siano del 100%.
    4. Le Tariffe dei servizi sono liberalizzate.
    5. Il Sig. Briatore è un concessionario/gestore in affidamento di concessione al pari di qualsiasi altro concessionario onesto.
    6 l’onestà al di là del tipo di impresa (familiare/persone/capitali) è il principio fondamentale per il rapporto concessorio “facoltà di contrarre con la P. A.”.
    7. spiagge libere, accessi, fruibilità del mare variano da località a località.

  16. Caro Diario;
    “Interessante che su un portale di categoria ormai i commenti contrari ai balneari siano almeno quanto quelli favorevoli…insomma più se ne parlerà…”
    Penso che Gengis Khan sia il tuo grande ispiratore.
    Bene. Che dire.
    Stai sereno!

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