Attualità

Hotel e spiagge, appoggi e polemiche con Federalberghi

Pubblichiamo alcuni commenti delle associazioni di categoria in seguito all'intervista rilasciata dal presidente di Federalberghi.

Ha scatenato reazioni contrastanti l’intervista che il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha rilasciato due giorni fa a Mondo Balneare, e per questo ritorniamo oggi sulla questione pubblicando alcune opinioni. Da una parte, i presidenti di Sib-Confcommercio Riccardo Borgo e di Fiba-Confesercenti Vincenzo Lardinelli invitano a leggere con attenzione le parole di Bocca e sottolineano la legittimità della posizione di Federalberghi, auspicando però che si possa lavorare insieme e al di là degli interessi delle singole categorie; dall’altra parte, alcune associazioni locali come Fiba Toscana hanno interpretato diversamente l’intervista, leggendo nelle parole di Bocca la volontà di appropriarsi delle concessioni balneari altrui. Per restituire una visione d’insieme, pubblichiamo qui di seguito alcuni commenti.

Così Riccardo Borgo, presidente Sib-Confcommercio: «Nel settore alberghiero ci sono numerosi imprenditori che sono anche titolari di stabilimenti. Bernabò Bocca ha parlato a nome di questi, ritenendo giustamente che nell’ambito della riforma delle concessioni balneari debbano essere tutelate anche tali fattispecie di attività, che legano strettamente gli hotel alle spiagge. È comprensibile che albergatori puntino a riottenere i loro titoli, e Bocca ha dichiarato esattamente questo, non certo che vuole ottenere le imprese altrui… A patto – aggiungo – che le spiagge degli alberghi rimangano a esclusiva fruizione della loro clientela, e che non si aprano al mercato accogliendo ospiti esterni».

«Credo però che l’azione migliore che dovremmo fare – prosegue Borgo – sia affrontare il problema nel suo complesso: se ognuno cerca la soluzione giusta per sè, rischiamo di non fare tanta strada. Il problema delle concessioni, invece, seppure abbia diverse sfaccettature al suo interno, ci vede tutti seduti sulla stessa barca e per questo dovremmo remare tutti insieme nella medesima direzione. Inviterò Bocca ad approfondire questo possibile percorso di lavoro comune all’interno di Confcommercio, pur con la possibilità di individuare dei sentieri più specifici all’interno della stessa battaglia».

Anche Vincenzo Lardinelli, presidente Fiba-Confesercenti, interviene sulla questione: «Le parole di Bocca hanno scatenato delle reazioni a mio parere spropositate. Non nego che il presidente di Federalberghi abbia fatto in passato alcune uscite a mio parere infelici sugli imprenditori balneari, ma in questo caso invece non ha detto nulla di diverso da quanto sostengono le nostre associazioni, e cioè che il riordino delle concessioni demaniali deve tutelare gli attuali titolari, anche nei casi in cui si tratti di spiagge legate agli hotel. Giuridicamente le posizioni di Bocca non sono facili da sostenere, perché l’Europa non accetta disparità di trattamento come quelle proposte dal presidente di Federalberghi, ma noi stiamo lavorando proprio per individuare la migliore strada possibile per il mantenimento delle nostre imprese al fine di preservare l’attuale sistema balneare italiano, di cui hanno beneficiato anche gli alberghi che insistono nelle località costiere».

«L’unico problema di discriminazione tra le due categorie – conclude Lardinelli – è per ora quella sulla tassazione: il ricettivo ha l’Iva agevolata al 10%, che può riversare anche sulla spiaggia, mentre gli stabilimenti balneari continuano a essere le uniche attività turistiche a sostenere l’Iva al 22%».

Non è dello stesso avviso Fabrizio Lotti, presidente di Fiba-Confesercenti Toscana, che lo scorso gennaio si è autosospesa dal direttivo nazionale in polemica con i vertici dell’associazione (vedi notizia): «Il presidente Bocca, quando parla di concessioni demaniali marittime, ragiona a senso unico e non guardando all’interesse complessivo del comparto turistico, che, lo ricordo, non comprende soltanto gli alberghi; ci sono infatti anche le strutture ricettive extralberghiere, quelle all’aria aperta, gli esercizi della ristorazione, gli agenti di viaggio e i tour operators e naturalmente gli stabilimenti balneari. Lo ricordo perché in questi anni difficili Federalberghi sbandiera, giustamente, uno slogan: “Stesso mercato, stesse regole” proprio per combattere le molte disparità di trattamento presenti nella nostra legislazione e l’abusivismo dilagante. Il mercato e le regole devono essere uguali anche per i balneari! Oppure qualcuno è più uguale di altri? Presidente, non cada in contraddizione per favore. Io credo che sul demanio debbano esistere due figure: privati titolari di stabilimenti balneari aperti al pubblico e privati convenzionati con strutture ricettive, fermo restando le spiagge libere. Mi perdoni presidente Bocca, ma se un albergo non vede rinnovata la propria concessione demaniale marittima subisce un danno; se questo accade a uno stabilimento balneare cessa l’attività e questo non è accettabile».

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