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Governo Conte, ecco i ministri decisivi per i balneari

Turismo e affari regionali in quota Lega, ma si dovrà trovare un accordo con la posizione opposta dei 5 Stelle sulla riforma delle concessioni.

Sono in mano alla Lega i ministri più importanti per la causa dei balneari, ma c’è l’incognita sul montiano Moavero Milanesi e sulla diversità di opinioni con il Movimento 5 Stelle.

È stato annunciato ieri sera l’esecutivo a maggioranza giallo-verde, capitanato dal neopremier Giuseppe Conte che è stato alla fine incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo giorni parecchio concitati. Una volta ricevuto il pre-incarico, Conte aveva rinunciato in favore di un’ipotesi tecnica condotta da Carlo Cottarelli, ma i due alleati Di Maio e Salvini hanno poi trovato un accordo politico in extremis, presentando così ieri sera la squadra con cui intendono guidare l’Italia per i prossimi anni.

Dopo tre mesi di incertezza, gli imprenditori balneari hanno così i nomi degli interlocutori che dovranno occuparsi della riforma delle concessioni demaniali marittime, le quali saranno sin da subito una priorità del nuovo esecutivo, dal momento che i titoli sono in scadenza il 31 dicembre 2020 e su di loro incombe la minaccia delle evidenze pubbliche dovuta alla controversa applicazione della direttiva europea Bolkestein.

Com’è noto, la “questione balneare” è di competenza di svariati ministeri: analizziamo perciò i nomi che giocheranno un ruolo di rilievo nella futura (e si spera immediata) riforma.

Turismo e affari regionali in quota Lega

Gian Marco Centinaio sarà alla guida del ministero delle politiche agricole con delega al turismo, mentre Erika Stefani siederà al vertice del dicastero agli affari regionali. Si tratta delle due posizioni più importanti per quanto riguarda la competenza sulla questione balneare, ed entrambe sono state affidate a due esponenti della Lega, che com’è noto, in campagna elettorale ha rivendicato l’uscita dalla direttiva Bolkestein e l’esclusione delle evidenze pubbliche per gli attuali concessionari. Una posizione che senz’altro i due neoministri porteranno avanti, nell’iniziare a redigere la riforma. Al momento la delega al turismo affidata a Centinaio resta tuttavia ancora da sciogliere: secondo quanto annunciato dallo stesso neo-ministro su Facebook, sarà infatti ufficializzata solo al primo consiglio dei ministri.

Il jolly Savona agli affari europei

A dare manforte a Centinaio e Stefani verso l’eventuale uscita dalla Bolkestein c’è inoltre Paolo Savona, l’economista nominato ministro degli affari europei. Noto per le sue posizioni anti-europeiste, Savona dovrà occuparsi del negoziato con Bruxelles per concordare i contenuti della riforma sulle concessioni balneari, ed è probabile che in questo appoggerà le posizioni leghiste.

L’incognita Moavero Milanesi agli esteri

Un grande punto di domanda è quello di Enzo Moavero Milanesi (Scelta civica), che durante il governo Monti aveva guidato il ministero agli affari europei, mentre da Conte è stato nominato agli esteri. Durante l’era Monti, Moavero Milanesi aveva portato avanti insieme al ministro al turismo Piero Gnudi un disegno di legge che prevedeva le evidenze pubbliche delle concessioni balneari senza nemmeno adeguate forme di tutela per i concessionari uscenti. E ora Milanesi potrebbe sostenere le stesse idee, anche se la sua posizione sarà meno influente, dal momento che guiderà un ministero che non ha alcuna competenza sul demanio marittimo.

La difficile mediazione tra Lega e 5 Stelle

Come detto più volte su queste pagine, resta tutto da vedere come Lega e Movimento 5 Stelle si accorderanno per risolvere la delicata situazione delle spiagge: i due partiti hanno infatti posizioni opposte, con il primo che non vuole mandare gli stabilimenti balneari a gara, mentre il secondo propone le evidenze pubbliche dopo un periodo transitorio di 15 anni. E anche se i ministeri-chiave per i balneari sono prevalentemente occupati dalla Lega, ce ne sono altri minori di competenza dei 5 Stelle (cioè quello allo sviluppo economico, affidato al leader Di Maio, e quello delle infrastrutture a Danilo Toninelli). Di conseguenza, la maggioranza giallo-verde dovrà trovare un accordo che al momento non appare affatto facile, seppure si parta da un intento comune: nel contratto di governo siglato nei giorni scorsi da Salvini e Di Maio, infatti, si afferma di voler “superare gli effetti pregiudizievoli per gli interessi nazionali” legati alla direttiva Bolkestein (vedi notizia), pur non specificando nel concreto come farlo e per quali settori. Ma la questione sarà senz’altro sciolta nei prossimi mesi.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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