La riviera romagnola si prepara a una svolta storica nella gestione delle spiagge. Dopo vent’anni di proroghe e incertezze normative, i Comuni costieri stanno mettendo a punto le gare pubbliche per riassegnare le concessioni balneari, con calendari e modalità differenti da località a località. Il termine fissato dal decreto legge 131/2024 è il 30 giugno 2027, data entro la quale dovranno essere concluse le procedure di affidamento, ma le amministrazioni devono fare i conti con diversi nodi ancora irrisolti, a partire dagli indennizzi ai concessionari uscenti e dal rischio di ricorsi amministrativi.
Il primo passaggio riguarda le perizie asseverate necessarie a quantificare gli eventuali indennizzi. Secondo la normativa nazionale, il riconoscimento economico è legato agli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni e non ancora ammortizzati. Le valutazioni dovranno essere predisposte da professionisti abilitati, incaricati e pagati dagli attuali concessionari, mentre l’onere dell’indennizzo spetterà agli eventuali subentranti. Si tratta di una fase particolarmente delicata, perché gli importi dovranno essere indicati negli atti di gara e potranno incidere sulla partecipazione di nuovi operatori.
A complicare il lavoro degli enti locali è la mancata pubblicazione del bando-tipo nazionale annunciato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Nonostante i numerosi incontri tra il ministero, le Regioni, l’Anci e le associazioni di categoria, finora è circolata soltanto una bozza informale del documento, diffusa alla fine di settembre. Le amministrazioni romagnole hanno quindi deciso di procedere autonomamente, facendo riferimento anche alle linee guida predisposte dalla Regione Emilia-Romagna. L’assenza di criteri nazionali uniformi, tuttavia, alimenta il timore di un contenzioso diffuso che potrebbe rallentare le riassegnazioni. In ogni caso gli effetti concreti delle nuove assegnazioni dovrebbero manifestarsi dalla stagione estiva 2028, poiché le attuali concessioni saranno valide fino al 30 settembre 2027.
A Ravenna il Comune si prepara a chiedere le perizie agli attuali gestori entro la fine di ottobre, fissando il termine per la consegna al 15 gennaio. L’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Barattoni punta a utilizzare i due mesi successivi per esaminare la documentazione e pubblicare i bandi entro marzo 2027. Le procedure interesseranno circa 200 stabilimenti balneari distribuiti lungo 35 chilometri di costa.
Più articolato il calendario di Cervia, dove il Comune ha già approvato le linee guida per la riassegnazione di 260 stabilimenti balneari lungo 9 chilometri di litorale. L’amministrazione ha già inviato la scorsa settimana le richieste delle perizie, concedendo agli operatori 120 giorni per presentarle. Le prime gare, relative alle concessioni prive di indennizzo, potrebbero essere pubblicate già a gennaio 2027, mentre per le altre si prevede di procedere tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Dopo i 60 giorni riservati alla presentazione delle offerte, l’obiettivo è completare le aggiudicazioni durante l’estate.
Rimini è stata tra le prime amministrazioni a pubblicare i bandi. Lo scorso giugno sono state avviate le gare per 27 concessioni nella zona di Viserba, caratterizzate dalla presenza di stabilimenti costruiti su proprietà privata e dalla necessità di assegnare soltanto l’arenile demaniale. Alla scadenza del 10 settembre sono pervenute 38 offerte. Le nuove concessioni avranno una durata di cinque anni. Per le altre circa 250 attività distribuite sui 15 chilometri di costa cittadina, l’amministrazione prevede di pubblicare le gare entro l’autunno.
La principale novità riguarda la possibilità di accorpare più concessioni confinanti, fino a una lunghezza massima di 250 metri lineari. Le cosiddette macro-aggregazioni, previste dal nuovo Piano dell’arenile, potranno favorire investimenti di maggiore portata, compresa la realizzazione di piscine e nuovi servizi sulla spiaggia. Il Comune ha già raccolto 33 manifestazioni di interesse attraverso una consultazione preliminare, senza carattere vincolante per le successive gare. Resta da capire quanto questa opportunità sarà sfruttata dagli attuali operatori e quanto invece attirerà gruppi imprenditoriali esterni.
Anche Riccione ha avviato le procedure, pubblicando il 10 settembre i primi bandi per 14 concessioni relative a tratti di arenile davanti a strutture situate su terreni privati. Per gli altri 110 stabilimenti balneari, il Comune prevede la pubblicazione dei bandi a gennaio 2027. La particolarità del modello riccionese è l’introduzione di un contributo economico annuale aggiuntivo rispetto al canone demaniale, che i futuri concessionari dovranno versare al Comune. Le risorse saranno destinate a finanziare opere e servizi di interesse turistico, creando un collegamento diretto tra l’utilizzo economico delle spiagge e gli investimenti pubblici nella destinazione.
A Cesenatico il percorso coinvolge complessivamente 188 concessioni, con una prima fase dedicata alle attività prive di strutture fisse. Entro dicembre dovrebbero essere pubblicati i bandi per 35 concessioni, tra cui 25 spiagge delle colonie e dieci attività di noleggio pedalò. Per gli altri titoli, relativi a 134 stabilimenti balneari, 14 ristoranti e cinque pontili, le procedure sono invece previste nel 2027. La scelta di procedere per gruppi di concessioni consentirà agli uffici comunali di affrontare inizialmente le situazioni meno complesse, rinviando alla fase successiva quelle che richiedono valutazioni patrimoniali più articolate.
A Bellaria Igea Marina il percorso delle concessioni demaniali ha già alle spalle un confronto con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel 2024 l’Antitrust aveva esaminato una delibera comunale contenente gli indirizzi per le procedure selettive, con indicazioni sulla durata degli affidamenti, sui requisiti di partecipazione, sui criteri di valutazione e sul cronoprogramma delle gare. Dopo aver preso atto delle iniziative dell’amministrazione, l’Autorità aveva deciso di non impugnare il provvedimento davanti al Tar.
Il quadro che emerge è quello di una riviera che procede a velocità diverse, ma con un obiettivo comune: arrivare alle gare senza mettere a rischio la stagione turistica e il sistema delle imprese balneari. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il governo riuscirà a fornire un riferimento nazionale definitivo prima che i Comuni entrino nella fase più impegnativa delle procedure. La vera incognita resta quella dei contenziosi, che potrebbero accompagnare il passaggio dalle concessioni storiche ai nuovi affidamenti e rendere più complessa una transizione destinata a cambiare profondamente l’organizzazione delle spiagge romagnole.
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