Nove Comuni costieri dell’Abruzzo si sono riuniti a Francavilla al Mare per definire una linea condivisa sulle gare per le concessioni balneari, in vista dell’applicazione delle nuove procedure di affidamento previste dalla normativa nazionale ed europea. Al centro del confronto, organizzato nell’ambito del coordinamento tecnico-amministrativo dei Comuni del litorale abruzzese, lo schema di bando-tipo previsto dalla legge 118/2022 e dalle successive disposizioni, insieme alle questioni ancora aperte sugli indennizzi e sulle responsabilità delle amministrazioni.
La riunione ha coinvolto sindaci, amministratori, dirigenti e funzionari comunali, con l’obiettivo di individuare orientamenti comuni che possano ridurre le differenze nell’applicazione delle norme tra i diversi territori. A coordinare l’incontro è stato Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, delegato regionale Anci per il Demanio e componente della Commissione nazionale Anci sul Demanio marittimo. Il coordinamento tecnico è affidato ad Antonio D’Alessandro, dirigente del Comune di Pescara.
Il nodo degli indennizzi e la continuità dei servizi sulle spiagge
Uno degli aspetti approfonditi riguarda il rapporto tra il Codice della Navigazione, le disposizioni nazionali ed europee e le normative regionali e comunali. I partecipanti hanno ribadito l’importanza dell’autonomia delle amministrazioni nella definizione delle modalità di affidamento, pur all’interno di un quadro di regole condivise.
Particolare attenzione è stata dedicata alla continuità dei servizi sulle spiagge durante il passaggio dalle concessioni attuali ai nuovi affidamenti. Un altro tema centrale è quello degli indennizzi ai concessionari uscenti, con le questioni relative ai criteri di calcolo, alle perizie necessarie per determinarli e alla ripartizione degli oneri e delle responsabilità tra i soggetti coinvolti.
Le richieste al governo: criteri sulla risorsa scarsa e fondi per i bandi
Tra le richieste avanzate al governo figura soprattutto la definizione di criteri tecnici nazionali uniformi per accertare la scarsità della risorsa naturale, uno degli elementi rilevanti per l’applicazione delle regole europee sulle concessioni demaniali marittime. Secondo i Comuni, l’assenza di indicazioni sufficientemente precise rischia di produrre valutazioni differenti da un territorio all’altro, aumentando l’incertezza amministrativa e il rischio di contenziosi.
Gli enti locali chiedono inoltre risorse economiche per affrontare i costi delle procedure di gara e delle attività di gestione e tutela del demanio marittimo. Tra le ipotesi discusse figura anche una compartecipazione dei Comuni alle entrate derivanti dai canoni delle concessioni balneari.
Help desk ministeriale e supporto legale per gli enti locali
Un’ulteriore proposta riguarda l’istituzione di un servizio ministeriale di assistenza, attraverso un help desk dedicato alle amministrazioni impegnate nell’applicazione della normativa. Il coordinamento abruzzese sollecita anche strumenti di tutela e consulenza legale per i Comuni, eventualmente con il coinvolgimento dell’Avvocatura dello Stato e attraverso accordi di supporto istituzionale con il governo.
“L’obiettivo – ha dichiarato Di Giuseppantonio – è fare in modo che i Comuni abruzzesi possano contare su un riferimento comune e su un’impostazione quanto più possibile uniforme, grazie alla professionalità dei loro tecnici e all’impegno degli amministratori”.
Sull’importanza del coordinamento è intervenuto anche il presidente di Anci Abruzzo e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sottolineando come il confronto tra amministratori e tecnici, unito all’attenzione per le imprese balneari, sia essenziale per giungere a procedure chiare e sostenibili nel rispetto dell’autonomia locale.
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