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Vasto, gare balneari: il Tar respinge la sospensiva

Ordinanza del Tar Abruzzo sul ricorso dei balneari

Quindici stabilimenti del Consorzio Lidi Vastesi avevano chiesto al Tar Abruzzo, sezione di Pescara, di bloccare le procedure per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime avviate dal Comune di Vasto. I giudici amministrativi hanno respinto la richiesta cautelare: allo stato, i bandi non risultano ancora pubblicati sul portale della Centrale unica di committenza (Cuc) dell’Unione dei Miracoli.

La vicenda trae origine dalla sentenza n. 217/2026 del Tar Abruzzo, pronunciata sul ricorso dell’Antitrust, che ha imposto al Comune di Vasto di procedere senza ulteriori dilazioni all’indizione delle procedure selettive per le concessioni a uso turistico-ricreativo. A luglio l’amministrazione comunale aveva dato esecuzione al provvedimento, avviando procedure di gara con durata transitoria fino al 30 settembre 2027, in attesa dell’approvazione definitiva della variante al Piano demaniale marittimo, adottata dal Consiglio comunale lo scorso 9 marzo.

I balneari, assistiti dagli avvocati Carmine Di Risio e Cino Benelli, contestano l’iter seguito dal Comune: rivendicano il diritto al contraddittorio e mettono in discussione l’accertamento della “scarsità della risorsa demaniale”, elemento che, secondo la loro tesi, deve essere verificato ai fini dell’applicazione dell’articolo 12 della direttiva Servizi. Secondo i ricorrenti, tale accertamento sarebbe stato effettuato dal Comune solo dopo la pronuncia del Tar, mentre la sentenza n. 217/2026 non avrebbe verificato la sussistenza della scarsità.

In questa fase, il rigetto della sospensiva non chiude la partita: il Tar non ha ravvisato i presupposti per l’adozione della misura cautelare, anche in considerazione del fatto che i bandi non risultano ancora pubblicati. La controversia nel merito resta quindi aperta e riguarda, tra gli altri aspetti, la correttezza dell’iter seguito dal Comune e la questione dell’accertamento della scarsità della risorsa. Il Consorzio Lidi Vastesi valuta intanto l’eventuale ricorso cautelare al Consiglio di Stato.

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