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Federbalneari: ”Subito riforma per equilibrare canoni spiagge”

In seguito alla protesta dei pertinenziali, l'associazione sollecita un documento unitario per proporre al governo le modalità di riordino.

«Non si può non ascoltare il grido d’allarme proveniente dai pertinenziali, imprese familiari ormai allo stremo delle forze anche per affrontare momenti di protesta». Lo recita una nota dell’associazione di categoria Federbalneari Italia, che ha partecipato al sit in organizzato giovedì scorso dal Coordinamento dei pertinenziali davanti alla sede del Ministero dell’economia e delle finanze (nella foto), sfociato nell’incontro con i sottosegretari Villarosa e Bitonci.

«È necessario procedere subito a rendere inefficaci – prosegue Federbalneari – le numerose procedure di avvio di decadenza di concessione pendenti alle quali sono sottoposte le concessioni dei pertinenziali e dare loro l’opportunità di sospendere i pagamenti degli ordini d’introito in attesa del riordino generale dei canoni atteso dalla categoria solo con la prossima legge di stabilità».

«La sensibilità e l’attenzione di Federbalneari Italia è completa e diretta a sostegno delle migliaia di imprese che rischiano ormai da tempo di perdere la concessione», sottolinea la nota. «Per queste ragioni la proposta federale di riequilibrio dei canoni, come è noto, contiene l’idea di introdurre una progressiva e maggiore equità attraverso l’introduzione di cinque valenze turistiche e dei valori tabellari di canone, nonché l’abrogazione dell’Omi e dei famosi e dannosi canoni minimi di 350 euro da sempre non sopportabili, con un’ipotesi di gettito derivante dall’incasso dei canoni per lo Stato fino al 50% di aumento».

«Le imprese pertinenziali e prima ancora le loro famiglie stanno subendo una inaccettabile perdita della dignità di persone in primis e poi di imprese – afferma l’associazione – perché si tratta di operatori da sempre attivi sul demanio con la propria azienda balneare di famiglia. Come è noto il settore è stato penalizzato in modo molto forte dall’introduzione di una norma iniqua e falsa introdotta dalla legge finanziaria 296/2006, che doveva essere rivisitata e riscritta molto tempo fa e che invece da ormai 13 anni sta facendo fallire piccole imprese balneari che non possono sostenere canoni che superano i 100.000 euro introdotti dall’Omi, con contenziosi aperti di oltre mezzo milione di euro che non possono essere assolutamente essere confermati dallo Stato. Si tratta di costi impossibili da sostenere anche per aziende importanti e/o multinazionali che dovessero gestire questi impianti balneari, poiché nessun piano economico-finanziario si potrebbe mai sostenere su questi valori esponenziali di canone».

«Riteniamo dunque necessario che il Mef emetta subito direttive all’indirizzo dei Comuni e alle Regioni – propone Federbalneari – per sospendere immediatamente la procedura di decadenza delle concessioni e il pagamento dei canoni per le imprese pertinenziali ancora oggi insostenibili. Federbalneari Italia auspica che si passi dalle parole ai fatti e che siano i pertinenziali a convocare con urgenza una riunione con tutte le sigle di categoria per sottoscrivere nell’immediato un documento di riordino dei canoni che nei contenuti punti al riequibrio dei valori di canone come linea guida di indirizzo per le rappresentanze di categoria da trasmettere in modo unitario al governo».

Conclude il comunicato di Federbalneari: «Siamo certi che vi sarà ben presto la completa incertezza se lo Stato lascerà fallire i nostri amici pertinenziali e non si potrà altrettanto escludere la possibilità per il governo di fare un riordino dei canoni diverso dalla proposta balneare unitaria. L’appello di Federbalneari Italia di puntare al riordino dei canoni escludendo ogni forma di “egoismo di categoria”, atta a salvare poltrone di sistemi di rappresentanza ormai in via di estinzione, intende affrontare con decisione e in modo compatto una proposta decisamente condivisa con i pertinenziali».

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Federbalneari Italia

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Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano. Aderisce al sistema Confimprese Italia - Confapi.
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