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Federbalneari: ‘No agli strilli in piazza’

Papagni anticipa quanto chiederà oggi al governo: ''Evidenza pubblica fin da subito con un piano di investimenti di 30 anni. Un periodo di transizione di 10 anni per chi non rilancia''.

«Siamo ormai giunti, forse, alla fine di un percorso in cui il governo, dopo l’emendamento salve-spiagge nel decreto Enti locali, sta per presentare la definitiva legge di riforma, secondo indiscrezioni già pronta da tempo”. Lo afferma Federbalneari poche ore prima dell’incontro di tutte le rappresentanze di categoria con il ministro agli affari regionali Enrico Costa, “quando fuori, invece, si avverte ancora un’inutile aria di protesta».

Così infatti il presidente Renato Papagni: «Sembra assurdo organizzare una manifestazione di piazza proprio nel momento in cui il ministro presenterà una prima forma di testo delle legge-delega alle categorie. Se le altre sigle parteciperanno alla manifestazione di piazza programmata per mercoledì 28 settembre è una loro scelta, Federbalneari Italia non si allinea. Quale sarebbe poi lo scopo? Quello di rivendicare all’attuale esecutivo la gravissima situazione di incertezza normativa che riguarda il comparto turistico balneare? Ma questo non può essere paragonato al settore degli ambulanti».

Federbalneari Italia ritiene che «il governo sia ben consapevole del delicato tema, altrimenti non avrebbe ripreso ora, successivamente alla pausa estiva, il tavolo di confronto con le associazioni di categoria. Per Federbalneari Italia è prioritario che il valore dell’azienda venga subito riconosciuto e calcolato tra i criteri di evidenza pubblica, sia per l’indennizzo di chi esce, che per i programmi di investimento degli imprenditori che vorranno ancora legittimare la propria tradizione balneare».

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Federbalneari Italia fa sapere che proporrà oggi al ministro Costa due opzioni: «Considerando che i criteri di evidenza pubblica dovranno essere stabiliti ora, all’interno della legge delega, si richiede al governo di far partire le procedure di evidenza pubblica fin da subito solo per le aree non in concessione, e di valorizzare, invece, il sistema di imprese che già sono sul mercato, permettendo loro di decidere se attendere il periodo di transizione (si propone 10 anni) o andare subito a evidenza pubblica, rilanciando l’offerta e restando competitivi con un piano di investimenti di durata trentennale. Opportunità che dovrebbe essere compatibile con le richieste della Commissione europea, che ha convocato Federbalneari Italia in data 11 ottobre per l’atto finale della petizione presentata nel 2014».

«Restano punti prioritari da inserire nella legge di riforma delle concessioni balneari – conclude il comunicato di Federbalneari – la rideterminazione dei canoni con criteri equi, l’allineamento dell’Iva ai valori del mercato turistico e la nuova disciplina che deve sostituire gli studi di settore».

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Federbalneari Italia

Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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