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Federbalneari al Sun: ‘Pronti per tornare a essere competitivi’

Il presidente Papagni ha spiegato oggi al Sun l'attuazione di un modello di assegnazione di concessioni ipotizzato dieci anni fa.

RIMINI – Federbalneari Italia si è incontrata al Sun di Rimini per discutere la nuova legge di riforma sul demanio: si è infatti tenuto oggi alle 15 il convegno “Legge di riforma sul demanio: tra investimenti e certezze, a un passo dal futuro“.

A introdurre i lavori il presidente di Federbalneari Renato Papagni, con una relazione sulla crescita del turismo in Italia e sulla riforma delle concessioni balneari. A seguire l’intervento dei vicepresidenti Mauro Della Valle e Antonio Cecoro, i quali hanno illustrato la strategia della federazione in termini di investimenti per incrementare il valore aziendale e per l’opportuno riconoscimento dell’indennizzo, in caso di uscita del concessionario.

Alle 16 si è dato spazio agli gli ospiti: il deputato dem Tiziano Arlotti, che ha portato le ultimissime novità sulla legge delega in preparazione dal governo, e a seguire i sindaci di alcuni comuni costieri salentini e i consulenti tecnici e legali di Federbalneari.

«Il nostro sistema balneare è ancora ancorato a un modello obsoleto anni ’60 che va rivisitato – afferma Papagni – essere pronti all’accoglienza internazionale vuol dire rimettersi in gioco per restare competitivi sui mercati esteri e andare a prendere nuove fette di mercato. Il mondo è cambiato e abbiamo delle eccellenze da valorizzare: servono progetti strategici e prospettive di turismo. Interpretare i processi di evoluzione, economica e normativa, può permettere al comparto turistico di fare un salto di qualità, trasformando il sistema balneare, creare i distretti turistici balneari del futuro».

I recenti dati sul turismo lo confermano: l’Italia ha aumentato le proprie presenze complessive (nazionali e straniere) del 9,3%, ma un valore, comunque, nettamente inferiore rispetto all’Ue e a quello dei paesi comparabili per turismo consolidato come la Spagna (+17,3 %), il Portogallo (+31%) e la Grecia (+81,0%), vale a dire paesi in gravi difficoltà domestiche quanto noi (fonte: Rapporto sul Turismo Italiano 2016, Cnr). Lo stesso World Economic Forum ha riconosciuto al nostro paese il primato mondiale sulla dotazione del patrimonio storico culturale, l’eccellenza nel mare e il turismo naturalistico. Le lacune, purtroppo, risiedono a livello di “business enviroment”, ovvero il contesto ambientale per chi fa impresa, a causa dei lacciuoli giuridici, fiscali e amministrativi, cosi che l’Italia è scesa al 127° posto. Di conseguenza i turisti internazionali scelgono altre mete balneari, preferendo nel Mediterraneo Grecia, Spagna e Croazia. Proprio su questo aspetto, Federbalneari intende lavorare col governo.

Dichiara infine il presidente Papagni: «La certezza delle regole e le giuste e corrette premialità che spettano alla categoria ci danno il convincimento che, anche di fronte all’evidenza pubblica coniugata con qualità progettuale, innovazione e giusta rilettura del sistema balenare italiano, possiamo prevedere con serenità una competizione pubblica. Una buona legge sul demanio potrebbe dare certezza a un sistema imprenditoriale con le regole comunitarie e comportare, con un programma di investimenti, quella riorganizzazione dell’offerta turistica di cui l’Italia balneare necessita».

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Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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