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Federbalneari a Porta a porta: “Ddl concorrenza getta imprese nello sconforto”

L'intervento del presidente Maurelli ieri sera alla trasmissione di Bruno Vespa

Caro ombrelloni, riforma delle concessioni balneari e lavoro stagionale: questi alcuni dei temi discussi nella puntata di ieri sera di Porta a porta, condotta da Bruno Vespa su Rai Uno, che tra gli ospiti in studio ha invitato Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia.

In merito al caro ombrelloni, Maurelli ha sottolineato che «si è verificato un inevitabile aumento dei prezzi dei servizi balneari, tra il 5 e 6% rispetto allo scorso anno, a causa del balzo del costo delle materie prime e dell’energia elettrica, anche se le imprese balneari hanno tenuto i costi verso il basso».

Nel corso della trasmissione si è discusso anche del ddl concorrenza, che prevede modifiche alla gestione delle concessioni balneari, istituendone la riassegnazione tramite gare pubbliche entro il 2024: «È una norma che getta il settore nello sconforto e nell’incertezza», ha dichiarato Maurelli. «Federbalneari Italia non ha mai visto di buon grado questo testo normativo, che non legittima l’operato di migliaia di imprese balneari. Inoltre il ddl concorrenza deve tenere in considerazione anche il censimento di laghi e fiumi, che non sono inseriti nel numero di concessioni».

Altro tema affrontato è stato quello della carenza di lavoratori stagionali (ne mancano circa 300 mila) e delle relative difficoltà delle imprese. Sulla questione, il presidente di Federbalneari Italia ha ribadito che «la proposta del 50% del reddito di cittadinanza come contributo alle imprese turistiche non risolve il problema, ma serve il 100% per garantire occupazione. La ricetta proposta da Federbalneari Italia punta a una defiscalizzazione del mercato del lavoro, che porti stipendi più alti al lavoratore e meno fiscalità per le imprese».

La puntata di ieri sera di Porta a porta può essere rivista su RaiPlay. La parte dedicata alle spiagge inizia circa al minuto 59.

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Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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  1. I Sindacati invece di essere combattivi, e tirare fuori tutta l’aggressivita, per difendere dei principi sacrosanti il lavoro e le aziende, vanno in TV, per fare i depressi e dichiarare” gettano il settore nello sconforto”, bell’esempio di combattività, e dopo ore e ore di riunioni fiume con i Politici che ci e vi anno preso per il culo. ora o riuscite ad organizzare una mega manifestazione coinvolgendo tutti , balneari tassisti, titolari di arre pubbliche, oppure cambiate mestiere…

  2. Maurizio dini says:

    Il giocattolo è rotto oramai. Lo stato incassa sulla carta 104milioni a fronte di lun giro stimato in 15 miliardi fi euro,lolo 0,8 un po pochino. Quindi gli attuali gestor si dovranno rassegnare. E il mondo cbe cambi bellez za. Passi a mate praricamene introvabili. Insomma tutto nuovo senza dubbi .

  3. Vittorio Rezzano says:

    Ripetere, fino allo sfinimento, che il giro d’affari di 15 miliardi include anche i fatturati delle migliaia di imprese collegate dell’indotto sembra esercizio del tutto inutile: ci sono persone che rigurgitano in continuazione sordide invidie nei confronti del settore delle imprese balneari e più in generale e molto più banalmente si rodono dentro all’idea di altri da sé presunti più fortunati.

  4. Ma tutti gli scontrini fiscali non erogati? Non vi gettano nello sconforto?
    È aumentato il costo dell’ acqua di mare ? Il calore naturale del sole?
    La sabbia anche perché queste sono le risorse primarie, le persone le pagano come hanno sempre fatto ( sfruttamento ) un acqua minerale 3.00 euro, viene dall’ Ucraina , il caffè minimo 1.60 cent ( anch’ esso importato dall’ Ucraina , eravate abituati ad incassi che durante la pandemia avevate detto che erano di centinaia di migliaia di euro x avere più ristori.,quindi adesso poveretto come fate?

    • Andrea_quello_normale says:

      Pensa che siamo l’unica categoria che ristori non ne hanno avuti, pensa a che cazzata che hai detto. Complimenti Pasquale, qualcuno ti ha dato dell’ebete, ma credo sia riduttivo

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